Il bisogno di comunicare

Malawi. Chilumba - Foto Giorgio Enrico Bena
Malawi. Chilumba - Foto Giorgio Enrico Bena

Sul muro di una chiesa leggo: Maximum Miracle Centre. Su un furgone ho intravisto la scritta Sacco Van, sussulto anarchico. Su una barchetta del lago Turkana c’è il nome Nelle Mani di Dio: vento a trenta nodi e trentamila coccodrilli tutt’attorno.
Alloggiare è forse più facile, se gli hotel si proclamano a grandi lettere Senza Alcool o Per Esperimento«Ci stiamo provando», mi ha spiegato il maître.
Immani carestie e continue catastrofi hanno fatto scrivere a un falegname, sulla bottega, Bare e Mobilia: la sequenza di morte e resurrezione che è la storia d’Africa.

Italo Calvino sosteneva che “l’uomo è solo un’occasione che il mondo ha per organizzare alcune informazioni su se stesso“. Gli africani hanno finalmente deciso di farlo per iscritto.
Un vecchio masai analfabeta mi ha detto: «Quando la memoria va a raccogliere i rami secchi, torna con il fascio di legna che preferisce». Gli risposi che Platone, per bocca del faraone (africano), nel Fedro afferma: “L’alfabeto ingenererà oblio nelle anime. Lo scolaro richiamerà le cose non più dall’interno di se stesso, ma da segni estranei. E non sarà saggio, ma solo dotto“.
Un ragazzino intervenne, nonostante il fatto che, da queste parti, non potrebbe rivolgere la parola a un adulto senza essere interrogato. «Comprami una lampada, per leggere di sera. E un telefonino, così ti scrivo», disse indicando l’emporio su cui stava scritto Dio è Capace di Tutto. La frase è vera a tal punto che ho visto apparire, sulle remote terre che circondano il lago Turkana, un’antenna per la telefonia mobile.

Chongo, ex predone somalo, passa il tempo a mandare messaggini agli elementi del clan sparsi per il mondo, ricostituendo così il “territorio familiare”, base del sistema di vita dei somali. Curach, pastore rendille, informa suo cugino su dove sia il pascolo migliore. Nakapel, turkana, scrive a tutti le sue personalissime previsioni del tempo (qui le piogge erratiche sono fattori limitanti della sopravvivenza). I gabbra, razziatori di bestiame, si appostano via sms. Certo, tutta questa gente doveva saper scrivere prima che arrivasse il telefonino, ma la comunicazione scritta era come sospesa. Il Rinascimento africano si esprime oggi via sms, in compressione linguistica giovanile.

Nei pressi di Mwanza c’è un’isola fetente, nel lago Vittoria. Ci abitano giovani pescatori e prostitute. Sono il risultato di una complessa degradazione ambientale (introduzione del pesce persico a scopi industriali) e sociale (sradicamento parentale, inurbamento, traffico d’armi, HIV). Su una baracca si legge, dipinto a grandi lettere ben staccate, questo graffito: Essere poveri è come essere vecchi.

Alberto Salza