In memoria di…

Ghana, Offerte per la famiglia del defunto
Ghana, Offerte per la famiglia del defunto
Gabon, Reliquario KOTA
Gabon, Reliquario Kota

La vastità e l’eterogeneità del continente africano hanno dato vita a svariate visioni della morte che, tuttavia, presentano molteplici analogie nei diversi gruppi etnici.
Nonostante l’avvento del Cristianesimo e dell’Islam, le nuove dottrine religiose non sono mai riusciti a scalfire in profondità le radici animiste.
In Africa, la religione influenza profondamente l’organizzazione sociale, la percezione della malattia e soprattutto della morte, verso la quale gli Africani hanno un rapporto ambivalente.
Pur considerandola un evento triste ma ineluttabile, al tempo stesso la vedono come un cammino dell’anima verso il mondo spirituale, dove avverrà l’incontro con il divino e gli antenati.
Anche se il corpo scompare, il defunto continua a mantenere rapporti con i suoi discendenti.
Comunica con loro, interviene nelle loro vite, approva o disapprova le loro azioni.
Si muore davvero solo quando non si è più presenti nella mente e nel cuore della comunità.
Talvolta, gli antenati vietano a uno spirito l’accesso all’aldilà.
Queste anime restano erranti e compaiono nei sogni dei viventi, spesso tormentandoli con malattie e possessioni. Andranno placati con offerte e sacrifici.
Chi, invece è morto in tarda età e si è distinto per saggezza, chi ha procreato molti figli o ha fatto cose positive per la comunità, diventerà un “antenato”, l’anello di congiunzione tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti.
Esiste una gerarchia anche fra gli antenati.
Quelli più illustri vengono consultati attraverso riti divinatori e sono venerati molto più di Dio, l’Essere Supremo, che si suppone disinteressato alle vicende umane.
Ma, se il loro volere non viene ascoltato o non vengono onorati a sufficienza, provocheranno sventure.

Ghana, Feticci
Ghana, Feticci

In passato, il culto delle tombe era raro. In genere, venivano abbandonate qualche tempo dopo il decesso.
Solo alcuni gruppi come i Kota, i Mahongwe e i Fang del Gabon, usavano collocare, a custodia delle urne che contenevano i resti del defunto, delle immagini tutelari che, oltre a materializzare la forza protettrice dell’antenato, avevano intenti ritrattistici.
Molto diffusa, invece, era la scultura funeraria associata alla venerazione degli antenati.
Il culto aveva solitamente un carattere familiare o individuale e il rituale comprendeva richieste di protezione, preghiere e piccole offerte alimentari.
Oggi, la produzione scultorea è sempre più scarsa mentre, per onorare il defunto, si dà grande enfasi alla celebrazione dei funerali, anche a costo di indebitare le famiglie.
Si tratta di momenti di forte aggregazione sociale e di grande impatto emotivo.

Ghana, Bare ad Accra
Accra (Ghana), Feretri personalizzati

Nel sud del Ghana, un piccolo paese affacciato sul Golfo di Guinea, è nato un business alquanto insolito: quello delle bare personalizzate.
Vengono fabbricate da abili artigiani e hanno la funzione di ricordare il mestiere o un aspetto importante della vita del defunto.
I parenti danno volentieri fondo ai loro risparmi pur di assicurare al “caro estinto” una dipartita sensazionale.
Una bara costa in media 700 dollari ma, se si tratta di un esemplare speciale, può raggiungere cifre iperboliche.
L’importante è che il defunto venga accontentato e conceda ai posteri la sua benevolenza.
I feretri hanno le forme più curiose e ve ne sono per ogni esigenza!

Ghana, Bare ad Accra
Accra (Ghana), Feretri personalizzati

I costruttori, radunati in un quartiere periferico della capitale, espongono le loro straordinarie creazioni in improbabili show-room.
Troveremo una grande chioccia per la madre prolifica, l’aquila o il leone per un capo villaggio; l’automobile o l’aereo per chi ha sempre sognato di viaggiare.
Non mancano bare a forma di scarpa per i calzolai, granchi o pesci per i pescatori, bottiglie di liquore o coca-cola e, persino telefoni cellulari!
Occorrono settimane di lavoro per realizzare questi autentici capolavori di arte popolare.
Spesso l’ordine viene effettuato in anticipo per non essere colti impreparati, qualora la morte dovesse giungere all’improvviso.
“Meglio prevedere che provvedere”, era il motto di Seth Kane Kwei, il primo e più famoso fabbricante di sarcofaghi, scomparso nel 1978.

Ghana, Bare ad Accra
Accra (Ghana), Feretri personalizzati

Imbattersi in uno di questi funerali, chiassosi e pittoreschi, rappresenta per il turista occidentale un vero shock culturale.
Comunque sia stata vissuta, la vita deve concludersi in modo grandioso.
La confusione regna sovrana.
Urla e lamenti sono sovrastati dalla musica assordante delle fanfare e dal suono dei clacson.
Più che ad un funerale sembra di essere a una festa poiché si pensa che questo renda omaggio alla memoria del defunto molto più di un clima triste e silenzioso. La morte diventa spettacolo.

Particolarmente affascinanti sono i funerali degli Ashanti, popolo che vive nel Ghana centrale.
Ogni sabato dell’anno a Kumasi si rinnova l’appuntamento con la morte. Il seppellimento del corpo e il funerale non coincidono mai.

Ghana, Funerale Ashanti
Ghana, Funerale Ashanti

L’inumazione è una cerimonia privata, riservata ai parenti stretti.
Il funerale vero e proprio, invece, è aperto a tutti.
Può essere celebrato anche mesi o anni dopo la morte, quando la famiglia avrà raccolto il denaro sufficiente per offrire una festa memorabile.
Centinaia di sedie sono disposte in circolo in una piazza e ferve una grande animazione.
Il colpo d’occhio è straordinario.
Tutti sono elegantemente vestiti in rosso e nero.
Il nero è il colore dei conoscenti, il rosso, invece, è indossato dai parenti.
Musica e danze vengono interrotti solo per annunciare l’arrivo di qualche personaggio importante.
Al termine della cerimonia verrà spartita l’eredità, costituita prevalentemente da giganteschi gioielli in oro zecchino.
Una gioiosa processione concluderà la festa. Cibi, bottiglie di alcolici, denaro verranno offerti ai parenti in segno di apprezzamento.

Madagascar, Famadihana
Madagascar, Famadihana

Il Madagascar è un altro paese che conserva tradizioni funebri alquanto insolite.
L’usanza, praticata soprattutto dai Merina e dai Betsileo, si chiama Famadihana, letteralmente “girare le ossa”.
Il cadavere, o ciò che ne resta, viene riesumato ogni anno, tra luglio e settembre. Poco importa che sia morto da mesi, anni o settimane.
Riavvolto in un sudario nuovo, viene riportato a casa dove sono riuniti parenti e conoscenti.
Gli si parla dei cambiamenti, gli vengono presentati i nuovi nati.
La banda, una cacofonia di trombe e tamburi, risuona nell’aria tersa del mattino.
In grossi pentoloni ribolle il cibo destinato al banchetto che rappresenta un notevole sforzo economico per la famiglia.
La gente chiacchiera, sorride. Molti sono già ubriachi. Qualcuno ha il volto rigato di lacrime.
Questa tradizione, unica nella grande isola dell’Oceano Indiano, affonda le sue radici, antichissime, nelle pratiche funebri del Sud-Est Asiatico da cui giunsero i primi abitanti del Madagascar.
È un modo per mantenere vivo il legame con i defunti, mi dicono.
Potrà sembrarvi assurdo o raccapricciante ma è, innanzi tutto, un gesto d’amore.

Anna Alberghina, Bruno Albertino

Ghana, Offerte per la famiglia del defunto

Ghana, Offerte per la famiglia del defunto