Pronti per un nuovo viaggio

La fiaba di Andrea Visconti

“Il vero fallimento sarebbe stato non partire”. Frase banale? Scontata? Forse, se te la senti dire in età adulta. Ma se hai giusto una manciata di anni e tuo padre ti sta spiegando perché la sua azienda è fallita allora le parole sono perfette. E c’è di più, un insegnamento del genere penetra a fondo nelle menti dei bambini se è raccontato come una fiaba, disegnato e “animato” proprio da un papà. Oh, la Disney sono anni che ci campa su ste cose, e noi ci sentiamo tutti un po’ figli di Walt. Ma non divaghiamo.

Il padre in questione si chiama Andrea Visconti, trentenne cofondatore di Sinba, app che permetteva di saltare le code per fare acquisti nei negozi. Ex app, ormai, perché Visconti ha dovuto chiudere il progetto, nonostante la vittoria a Shark Tank, talent di Italia 1 proprio per le startup, e il successivo finanziamento di H-Farm. Ma non è bastato. E quindi? Forse la cosa più difficile di tutte è proprio dirlo ai figli, spiegandogli un fallimento con il sorriso. Allora perché non metterli all’interno di un viaggio? Perché non farli salpare per una metafora che sedimenterà nella loro anima facendogli capire che si può anche perdere, senza però perdersi?

Ecco quindi che i due cofondatori di Sinba diventano due giovani pirati, vogliosi di salpare verso l’altra parte del mondo portando uno scrigno magico. Sovrani truffaldini, provviste mancanti, tempeste e maremoti, barlumi di speranza e isole di fallimento. Visconti ha racchiuso la sua esperienza da startupper (passatemi il neologismo) in una fiaba accessibile, semplice come la mente dei fruitori a cui è rivolta, ma con insegnamenti validi per tutti. Un viaggio scosceso, una nave sempre acciaccata dal mare, ma uno scrigno che ancora non smette di racchiudere la potenza immaginifica che contiene. Visconti fa partire i suoi figli ancor prima che possano allacciarsi le scarpe, perché “il loro padre ha fallito ma non è un fallito”. Fa le voci dei personaggi, racconta, spiega. Noi viaggiamo con lui come fossimo nella cameretta dei suoi bambini, ascoltandolo leggergli la classica fiaba prima di andare a dormire, anche se la notte resta oscura e piena di terrori (parafrasando Il Trono di Spade). Ma i due pirati non si abbandonano allo sterile pragmatismo, sanno che la loro partenza ha smosso qualcosa, ha lanciato un sassolino nel mare. E, a volte, basta anche solo increspare lievemente l’acqua per far sentire la propria voce. Quindi Visconti ha fallito? Sì, ma nella maniera migliore possibile. Si è scosso dal torpore, si è messo in gioco, ci ha provato. I suoi figli devono essere orgogliosi di lui, perché ha raccontato a loro (e a tutti noi) la sua storia, dandogli un tocco di magia senza dimenticare la cruda realtà.
Lo diceva Samuel Beckett, no? “Fallisci ancora, fallisci meglio”.

Edoardo Ferrarese