Io taglio e cucio il mondo

Un viaggio di mille miglia deve cominciare con un solo passo”, scriveva il filosofo cinese Lao Tzu. Detto, fatto. Arianna Serra offre il “primo passo” a tutti coloro che vorrebbero viaggiare, ma non hanno tempo, voglia o risorse per organizzare la loro fuga. Torinese, trentasei anni ed effervescente naturale per la sua contagiosa vitalità, Arianna è una Travel Planner, cioè un’organizzatrice di viaggi “su misura” che si muove al motto: c’è sempre un buon motivo per fare i bagagli e partire. Le sue proposte sono frutto di una continua esperienza diretta, condivisa con il marito Cristian e raccontata sul blog aritravelplan.com

Chi è un Travel Planner?
Sulla scia dei Wedding Planner, che si occupano di organizzare un matrimonio dalla A alla Z, la mia professione consiste nel proporre soluzioni personalizzate per il proprio viaggio. Molte persone non hanno dimestichezza con Internet, altre invece lo conoscono come le loro tasche ma non hanno tempo a disposizione per cercare le occasioni più convenienti. Io mi colloco nella seconda fascia di pubblico, per la maggior parte giovane, consapevole delle opportunità offerte dalla grande rete, ma super impegnato.

Qual è la particolarità del tuo servizio?
Quella di consigliare le mete che ho visitato personalmente durante le mie scorribande per il mondo: questo mi consente di fornire consigli sicuri sulle strutture, sui mezzi di trasporto e sui servizi in generale. Se da un lato questa scelta limita la mia offerta, dall’altra parte rappresenta una garanzia di qualità.

Da quando viaggi?
La mia prima esperienza risale ai 12 anni, quando mamma e papà mi hanno spedita da sola in un college scozzese per imparare l’inglese. Durante quel soggiorno, ho scoperto la mia passione per la cultura anglosassone, che non mi ha più abbandonata… tanto che la mia idea è quella di trasferirmi a Londra. Ci sto lavorando e, a breve, il mio sogno potrebbe finalmente tradursi in realtà. Il progetto è quello di trovare un lavoro d’ufficio, in cui sfruttare la mia lunga esperienza di segretaria tuttofare e assistente di direzione, dedicando il resto del tempo alla mia attività di Travel Planner.

Oltre al mondo anglosassone, quali Paesi hai visitato?
Tra i viaggi più recenti, mi è rimasto maggiormente nel cuore quello della scorsa estate a New York, dove io e Cristian abbiamo esplorato gli angoli meno conosciuti di quella meravigliosa città. Poi, attraversando il New England in auto, abbiamo raggiunto la Nova Scotia, l’ultimo lembo di terra con clima mite prima della Terranova e del circolo polare artico. Nel tragitto di oltre tremila chilometri, abbiamo ammirato paesaggi meravigliosi che, a tratti, mi hanno ricordato il mio primo amore, cioè l’Inghilterra. Un altro luogo che ho adorato è Marrakech, che recentemente abbiamo visitato in tutto il suo fascino in un fine settimana indimenticabile, mentre sono digiuna dell’Africa “vera”, quella dei parchi e dei safari. Ma ho visitato anche l’Asia, l’Europa, i Caraibi…

Tuo marito condivide questa passione per i viaggi?
Assolutamente sì. Lui è il mio fotografo ufficiale e, in più, è un amante del buon cibo, che riesce sempre a farmi scoprire sapori straordinari. Viaggiare in due è molto stimolante, anche se mi è capitato di viaggiare da sola. Sono entrambe esperienze da provare.

Qual è il tuo approccio al viaggio?
Per certi aspetti è “turistico”, nel senso che consiglio mezzi di trasporto tradizionali (treno, aereo, metropolitana…) e soluzioni di alloggio in classiche strutture ricettive. Nello stesso tempo, però, sono molto affascinata dai viaggiatori slow, come la mia amica Lucia Demaria (http://camminateconme.blogspot.it/), che la scorsa estate ha percorso a piedi e in solitaria il tragitto Londra-Torino lungo la Via Francigena per una finalità benefica: raccogliere fondi e accendere l’attenzione sulle donne africane che ogni giorno percorrono numerosi chilometri a piedi per attingere a un pozzo d’acqua. Pur non essendomi mai occupata di questa tipologia di viaggio, sposo pienamente la filosofia di un sito al quale collaboro, Nonsoloturisti.it (http://nonsoloturisti.it/), che parla di viaggiatori doc.

Cosa cambia rispetto al tradizionale turista?
Tutto è finalizzato al rispetto e alla fruizione dei luoghi attraversati, delle loro tradizioni, dei loro profumi e sapori. Un viaggiatore vive per qualche giorno come la popolazione locale, si avvicina alle sue abitudini, spesso diverse dalle proprie. Vive un luogo, non lo visita semplicemente.

Il viaggio apre gli orizzonti?
Sicuramente. Soprattutto al ritorno dalle realtà più problematiche, si apprezzano maggiormente le comodità e il contesto che prima davamo per scontato.

Cosa fai per prima cosa quando raggiungi una meta?
Rimando la sistemazione dei bagagli e mi lancio in un primo giro esplorativo nei dintorni per iniziare a respirare l’aria locale. Mi piace prendere subito contatto con la realtà del posto.

Località low cost?
Alcune mete si prestano maggiormente al viaggio a basso costo. Penso al sud-est asiatico, dove – abbinando una buona offerta aerea – con i 1500 euro che si raggiungono facilmente in alcune località di mare italiane, si può vivere almeno un mese, anche senza fare troppe rinunce. Restando più vicino, invece, nella nostra Europa ci sono località che possono consentire un viaggio non troppo oneroso per le nostre tasche, ma occorre qualche accortezza. Anche una metà poco economica come Londra offre strutture accessibili e numerose attrattive gratuite per i turisti, come l’accesso libero a strutture museali in alcuni giorni della settimana o interessanti conferenze. Bisogna informarsi. A tutto questo va aggiunta la stagionalità della partenza, che non va concentrata nell’alta stagione o comunque può essere abbinata a occasioni uniche nel loro genere, come il baratto offerto da molte strutture ricettive. Complice la crisi, scambiare un soggiorno in cambio di un servizio (piccoli lavori di manutenzione, lezioni di computer, aiuto nell’orto…) può essere un buon modo per viaggiare risparmiando. Basta avere fantasia e flessibilità, e il mondo si apre.

Paola Rinaldi

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