Viaggiatori a tempo indeterminato

Muang Khoua, Phôngsali, Laos
Muang Khoua, Phôngsali, Laos

Due cuori e un biglietto di sola andata per l’Asia. Anzi, due. Paolo Trapani (35 anni) e Angela Parimbelli (32), marito e moglie di Lecco, hanno mollato tutto – casa, treni avanti e indietro per Milano, posto fisso, famiglie – e sono partiti per un viaggio a tempo indeterminato. Anime gemelle non solo nella vita, ma anche nella passione per le avventure “zaino in spalla”, lo scorso 9 gennaio si sono imbarcati per la Malesia e adesso stanno tracciando il loro percorso giorno per giorno, facendo i conti con un budget ridotto e senza aver fissato una data di ritorno.

Allora, Angela, come siete diventati viaggiatori a tempo indeterminato?
È stata una decisione comune, maturata sulla base di un’insoddisfazione personale. Facevamo i pendolari ogni giorno, da Lecco a Milano, dove lavoravamo entrambi in ufficio: un posto fisso che avevamo trovato dopo anni di faticose ricerche, che aveva poco a che fare con il nostro percorso di studi e che non ci rendeva felici. La nostra unica oasi di benessere in tutta quella routine erano i viaggi “zaino in spalla”, molto fai-da-te e completamente all’avventura, che io e Paolo ci regalavamo non appena riuscivamo a ritagliare una manciata di giorni o anche solamente un weekend. Ma quella vita ci andava stretta e abbiamo deciso di fare il grande salto…

Angela Parimbelli e Paolo Trapani
29 aprile 2017. Angela Parimbelli e Paolo Trapani nel giorno del loro matrimonio. Angela e Paolo oggi, in viaggio

Così, da un giorno all’altro?
Diciamo che “galeotta” fu la luna di miele! Ad aprile dello scorso anno, infatti, ci siamo sposati e dopo la cerimonia siamo partiti per un mese in Ecuador e Perù: a quel punto, è cambiato tutto.

In che senso?
In quel mese, abbiamo sperimentato per la prima volta cosa significasse spostarci ogni giorno ed essere liberi di fare e scoprire sempre qualcosa di nuovo. Così, quando siamo tornati, la routine ha iniziato ad andarci ancora più stretta di prima, al punto da diventare insopportabile. Allora ci siamo guardati negli occhi e abbiamo pensato a cosa fare per rivoluzionare la nostra vita. Siccome il nostro sogno era quello di poter viaggiare per il mondo, abbiamo finalmente trovato la spinta giusta per farlo e il 9 gennaio siamo partiti.

Golden Rock, Birmania
Golden Rock, Birmania

Non per una vacanza, però…
No, per un viaggio a tempo indeterminato. Il biglietto di andata era per la Malesia, ma ci siamo già spostati in Birmania, Thailandia, Laos, Vietnam e Cambogia, dove ci troviamo in questo momento. Diciamo che le tempistiche sono scandite dalla lunghezza dei visti: è in base a quelli che decidiamo la permanenza nei vari paesi. Il posto in cui abbiamo rallentato maggiormente è stato il Vietnam, che abbiamo amato moltissimo e volevamo vivere il più possibile, ma per il resto abbiamo soggiornato circa un mese negli altri luoghi.

Come scriveva Antonio Machado, anche il vostro sentiero si fa camminando?
Sì, disegniamo l’itinerario strada facendo, anche se ovviamente ci sono alcune tappe fisse, rappresentate dalle cose che abbiamo sempre sognato di vedere, come la Birmania o il tempio di Angkor Wat qui in Cambogia.

Can Tho, Mekong Delta, Vietnam
Can Tho, Mekong Delta, Vietnam

Viaggiare così a lungo richiede una perfetta ottimizzazione dei costi: come si fa?
Il nostro budget è di 10 euro a testa al giorno, in cui facciamo rientrare vitto, alloggio, spostamenti e le eventuali attrazioni per cui dobbiamo pagare i biglietti. Al momento, ci appoggiamo ai risparmi che abbiamo messo da parte negli anni, ma contiamo di utilizzare la cosiddetta “sharing economy”, ricevendo ospitalità in cambio di qualche lavoro, o magari trovando qualche occupazione da sbrigare online, come la collaborazione con un giornale.

Qual è il posto più strano in cui avete alloggiato fino ad oggi?
Poco tempo fa, in una capanna di bambù, vicino a un fiume. Era la stagione delle piogge, per cui il soggiorno è stato piuttosto suggestivo: isolati e cullati solamente dai suoni della natura… Ma ci capita ogni giorno di vivere avventure particolari, anche solamente quando acquistiamo dello street-food: spesso, le persone non parlano inglese e dobbiamo comunicare a gesti!

Red Sand Dunes Mui Ne
Red Sand Dunes Mui Ne

Avete fissato una data di ritorno?
No. Tutto dipenderà dalle opportunità che troveremo strada facendo. Non abbiamo in mente il “the end” della nostra avventura. Vogliamo viaggiare finché ne avremo la possibilità.

Quando avete comunicato la vostra intenzione di partire alle famiglie, qual è stata la loro reazione?
Devo ammettere che non l’hanno presa benissimo. In un certo senso erano già abituati ai nostri colpi di testa: quando ci siamo conosciuti, dopo appena sei mesi siamo partiti per la Scozia, senza lavoro né nulla, e abbiamo vissuto a Edimburgo per due anni. Forse si aspettavano qualche nuova “mattata”, ma questa volta si trattava di un progetto importante e all’inizio non abbiamo ricevuto il loro appoggio, anzi… abbiamo vissuto una vera e propria tragedia famigliare! Adesso, però, sono tutti sereni: li sentiamo spesso, forse più di quando eravamo in Italia, e condividiamo con loro le nostre foto. Ci vedono felici, tranquilli ed è tornato il sereno.

Laos
Laos

Com’è viaggiare in coppia?
Ci sono aspetti positivi e negativi. Il vantaggio è l’avere sempre qualcuno a cui appoggiarsi in caso di necessità, ma d’altra parte essere 24 ore su 24 insieme può essere pregiudizievole, perché capita di discutere per inezie. Per fortuna, ci conosciamo da oltre dieci anni e sappiamo come prenderci a vicenda. L’importante è riuscire a ritagliare qualche momento solo per sé: anche solamente un paio d’ore ogni tanto, in cui ognuno riesce a stare da solo per una passeggiata, un giro al mercato o qualsiasi altra cosa.

Come vi completate?
Io noto i dettagli, le cose più strane, ma sono molto contenuta, anche quando si tratta di esprimere la gioia. Paolo invece è quello “pazzo”, travolgente. Io poi ho studiato psicologia e sono molto affascinata dalle persone, mi piace osservare come si comportano e come reagiscono di fronte agli eventi, mentre lui ha alle spalle un percorso formativo nell’ambito della comunicazione e infatti lo mando sempre avanti quando dobbiamo parlare con qualcuno.

Angkor Wat, Siem Reap, Cambogia
Angkor Wat, Siem Reap, Cambogia

Non vi manca avere una casa, un luogo in cui tornare ogni sera?
Ogni tanto ce lo domandiamo a vicenda, ma al momento non sentiamo quel senso di precarietà che spostarsi continuamente potrebbe trasmettere. Sarà che siamo partiti da pochi mesi o sarà che quel “luogo fisso” era proprio ciò da cui volevamo fuggire, ma adesso ci sentiamo più affini alla nostra natura, ai nostri propositi.

Cosa cercate in questo viaggio?
La felicità. Siamo partiti proprio per capire cosa potremmo fare nella vita per essere davvero appagati, soddisfatti, sereni. Sappiamo che questo viaggio non potrà durare per sempre, ma vogliamo spremerlo il più possibile per trovare la strada giusta. Ci capita spesso di raccontare la nostra storia ad altri viaggiatori e di ascoltare la loro. Ognuno ha la propria motivazione che l’ha spinto a “mollare gli ormeggi”: intorno ai 30 anni c’è la voglia di cercare la propria strada oppure l’alternativa a qualcosa che andava stretto; prima, forse, c’è solamente la voglia pura di viaggiare e conoscere una certa parte del mondo. In ogni caso, penso che ogni persona abbia la naturale aspirazione verso la felicità, per cui… niente paura. In giro per il mondo, c’è sicuramente qualcosa di bello che ci aspetta!

Paola Rinaldi

Angkor Wat, Siem Reap, Cambogia
Angkor Wat, Siem Reap, Cambogia

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