Quando la valigia raccontava chi eri

Quando la valigia raccontava chi eri

Quante valigie abbiamo fatto nella nostra vita? Quanti vestiti abbiamo soffocato negli spazi più angusti perché avere una maglietta in più è sempre meglio che una in meno?
Siamo tutti inconsapevoli campioni di Tetris.
Eppure è inutile negarlo: chi parte senza una valigia? Nel suo concetto più ampio ovviamente, dallo zaino alla tracolla, dal trolley al borsone.
Spesso e volentieri quello che ci portiamo sulle spalle è un nostro microcosmo, quel sentore di “casa” che non può mai abbandonarci, anche se stiamo per prendere un aereo verso l’altro capo del (nostro) mondo.
Noi stipiamo tutto, chi come un monaco certosino e chi come un pittore cubista, ma il fine ultimo è sempre lo stesso: quella cerniera deve chiudersi. Col cavolo che pago trenta euro in più, non scherziamo.
E allora ecco che ci inerpichiamo verso valigie futuristiche in fibra di carbonio per risparmiare sul peso, bagagli che sembrano più che altro astronavi (come una vecchia pubblicità teneva a ricordarci). Rotelle dappertutto, valigie che si muovono da sole, zaini con casse musicali o borracce incorporate.

Qualcuno si ricorda di una semplice maniglia e due chiusure a scatto, che fanno quel tlack così squisitamente retrò?
Niente ventiquattrore da colletti bianchi eh, non fraintendetemi. Qui si parla di quei valigioni grossi e scomodi, in legno, in pelle o ricoperti di stoffa (quella che si buca al primo colpo, ovviamente). Quei bellissimi mostri di scomodità, pieni di ammaccature e di acciacchi, con la maniglia che cigola e la chiave dei due lucchetti già smarrita in partenza.
Vi ricordate com’era partire solo con quelle? Io no ad esempio, ed è un vero peccato. Perché quelle valigie sono il retaggio di un viaggiare diverso, superato, quasi antico.
Eppure sfido chiunque a non sentire una morsa nostalgica vedendone una, a non voler far scattare le due serrature per scoprire quale mondo proibito ci nascondono.
Che poi magari c’è solo una calda luce dorata all’interno, e non ci è dato vedere oltre.

Ma non è questo il caso, noi dobbiamo (e vogliamo) scoprire cosa contengono, come fossimo ancora ragazzini, con la spada di legno, il cappello con il teschio e una mappa scarabocchiata tra le mani. Bisogna recuperare quella sensazione, e le valigie vintage (anche se ormai è già vintage usare il termine vintage), dicevo, le valigie vintage sbloccano qualcosa nel nostro passato, come una madeleine più complicata da digerire.

Cinque valigie, cinque scrittori, cinque sarti

Cinque valigie per cinque scrittori per cinque sarti nasce con questo scopo accompagnandoci tra le viuzze intessute del Borgo Aurora di Torino.
La nostra personale caccia al tesoro si dipanerà tra cinque negozi sartoriali che esporranno cinque valigie dall’antico contenuto, ognuna narrata da uno scrittore con racconto personale, ognuna con la sua storia.
L’esterno e l’interno dei bagagli si fonderanno con il quartiere torinese, permettendo a chi si lancerà nella piccola impresa di scoprire qualche vecchio motivo in più per mettersi in viaggio.

I cinque sarti

Aldo Terzuolo
via Cremona 27

Antonio De Nisi
via Pavia 20

Enzo Pavone
corso Palermo 55

Filippo Varvaro
via Cuneo 5 bis

Vincenzo Farina
via Pinerolo 6

I cinque autori

Alessandra Racca. Gioca con – ma anche: di a da in su per tra fra sopra sotto – la poesia, si interroga su perdite e ritrovamenti di calzini, legge in silenzio e ad alta voce, scrive, fa male conti. www.signoradeicalzini.it

Danilo Grasso. Un signore che scrive e scatta fotografie tra un pisolino e l’altro.
Il suo romanzo è “A Chiusello. La felicità che dorme” (editrice ZONA), collabora con la rivista Babau.

Francesco Cusanno. Filmmaker nato a Milano, vissuto a Pienza, cresciuto a Casale Monferrato, formato a Bologna.
È ancora vivo, a Milano.

Ludovico Polidattilo. Venerando e irridendo la propria lingua, scrisse liriche, novelle e romanzi stipati di allegorie indecifrabili.

Silvia Greco. Nata a genova ma torinese da sempre, ha da poco pubblicato il suo primo romanzo “Un’imprecisa cosa felice”, HACCA Edizioni.

Cinque valigie, cinque scrittori, cinque sarti
Le cinque valigie

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La serata di presentazione e di consegna delle valigie ai sarti si terrà il 23 marzo 2017 dalle 19.00 alle 21.00 nello spazio Fronte del Borgo presso la Scuola Holden – Piazza Borgo Dora 49, 10126 Torino – che ci ospita gentilmente.
Dal 24 marzo al 24 maggio 2017 le valigie saranno presenti nelle vetrine delle sartorie a disposizione di chi vorrà raccogliere tutti i racconti e apprezzare gli straordinari laboratori artigianali di Borgo Aurora.

Un’idea del Collettivo Ultramondo facebook.com/collettivoultramondo/
con il sostegno de Luomoconlavaligia.it
e il patrocinio della Circoscrizione VII – Città di Torino