Tenetevi forte, sto per partire

The edge of the world - Claudio Moja

Un viaggio di oltre 30 mila chilometri, attraverso 30 stati e per più di 1000 giorni. Il tutto a piedi. Comincerà ad aprile la passeggiata lungo il pianeta di Claudio Moja, classe 1993, di Anzano del Parco (Como), che dopo due viaggi in Africa e altre avventure vagabonde ha deciso di mettersi alla prova in un’esperienza a “due scarpe”. Il suo unico compagno di viaggio sarà uno zaino su ruote di 25 chili, che per tre anni trasporterà tutto ciò che gli occorre: viveri, tenda, attrezzatura tecnologica, fornello, kit di pronto soccorso. Ma le cose più importanti, cioè sogni e coraggio, quelli viaggeranno sempre e solo nella testa di Claudio.

Allora, hai già preparato lo zaino?
Nella mia immaginazione, l’ho già riempito mille volte nel corso della vita. Questo è il viaggio che sogno da sempre e un anno fa ho deciso di fare sul serio, fissandomi una data, aprile 2018, per non avere più scuse. Da quel momento ho iniziato a fantasticare sul mio giro del mondo, partendo da Google Maps, pensando alla rotta da seguire ma anche a come superare valichi, zone disabitate e varie problematiche che di certo incontrerò. Comunque, adesso che lo zaino devo prepararlo sul serio, sto pesando tutto al grammo, perché dovrò trascinarlo dietro per mille giorni: tutto ciò che non è davvero indispensabile resterà sicuramente a casa…

È la prima esperienza di questo tipo?
Sì, ma alle spalle ho già qualche viaggio, ovviamente meno estremo. A sedici anni sono partito per l’Africa, dove ho trascorso un po’ di mesi al fianco di alcuni medici, e per la prima volta ho provato la bella sensazione di vivere in giro per il mondo, con poco, senza troppi fronzoli e sentendomi utile per gli altri. Non a caso, anche in questo giro del mondo porterò i miei due interessi, cioè l’impegno in ambito umanitario e l’eco-sostenibilità. Mi sono già messo in contatto con enti che si occupano di salvaguardia dell’ambiente naturale, diffusione dell’acqua potabile ed energie rinnovabili nei paesi meno sviluppati, in modo da valutare la possibilità di condividere e collaborare con i loro progetti. Chissà che possa derivarne anche qualche opportunità di lavoro, da perseguire una volta tornato…

The edge of the world - Claudio Moja

Quindi sarà più un viaggio “meditato” che “fisico”…
Entrambe le cose. Cercherò di non abbandonare le mie passioni sportive più adrenaliniche, come snowboard o downhill, ma nello stesso tempo voglio trovare nuove strade. Per partire ho lasciato il mio lavoro di giardiniere, che non mi dava una sicurezza economica: forse anche questo mi ha convinto a cercare qualcosa di nuovo, su cui creare basi più solide.

Nessuno ti ha mai chiesto: “Ma chi te lo fa fare?”.
Certo, molte persone. Ma un uomo è fatto anche di sogni e di idee. Se non li rincorre, sta solo perdendo tempo su questa terra. Una volta mi hanno detto: la vita è il nostro più grande viaggio, godiamocelo bene. Sono pienamente d’accordo, per questo non temo la fatica e le difficoltà. Voglio solo partire.

E davvero te la farai tutta a piedi?
Sì, eccetto nei tratti dove l’uso di un aereo o di un traghetto si renderà necessario per poter proseguire. Ma ho già fatto due calcoli e, per fortuna, sono rarissimi. Voglio viaggiare il più possibile a passo lento, vedere le culture cambiare e non ritrovarmi catapultato da un luogo all’altro senza capire cosa sta in mezzo.

Sarà un viaggio social?
Sì, condividerò ogni esperienza attraverso Facebook, Instagram e sito web, tracciando in tempo reale il mio percorso e documentando opportunità e paesaggi che rendono il nostro pianeta così bello. So perfettamente che non sarà sempre facile trovare una connessione e neppure la velocità necessaria per caricare video e immagini, ma ci proverò: in fondo, parto attrezzato! Nello zaino ci saranno un Gps satellitare che rileverà la mia posizione ogni ora, un cellulare, una batteria portatile, un pannello solare, una presa da muro universale e altri accessori.

The edge of the world - Claudio Moja

Cosa ti aspetti da questa lunga camminata?
Una crescita personale. Voglio tornare cambiato come uomo, ma anche arricchito di esperienze, incontri, scoperte. Partirò dal lago di Como e poi mi dirigerò verso est, dritto verso il confine sloveno. A quel punto scenderò verso Bosnia, Kosovo e Serbia prima di arrivare in Turchia, poi costeggerò il Mar Nero fino alla Persia prima di entrare in Iran per venti giorni, dove spero di vivere con una famiglia locale. E dopo punterò verso India, Nepal, Vietnam, Cambogia, Thailandia, Malesia, Indonesia, isole Bali e Australia: da Adelaide andrò in Nuova Zelanda, dalla quale inizierò la risalita che comprende le isole Salomone e le paradisiache Filippine. Da lì mi aspetterà la Russia, dove a Vladivostok salterò sulla ferrovia transiberiana che mi riporterà in Europa, fino a Mosca. A tremila chilometri da Capo Nord e solo tremila da casa.

Quanti chilometri pensi di percorrere ogni giorno?
Trenta, quaranta al massimo, per cinque giorni su sette. La sera e nei giorni di sosta voglio visitare i territori, conoscere la popolazione del luogo, condividere esperienze. Anche perché ho in mente di compilare dei questionari in cui far emergere il tipo di agricoltura utilizzata nei vari paesi, nella speranza che anche da questa indagine possa nascere qualche interessante opportunità di lavoro.

Nel frattempo, c’è qualche sponsor a sostenerti?
Ne sono alla ricerca proprio in questo periodo, così come sul mio sito web ho inserito una parte dove è possibile effettuare delle donazioni tramite PayPal. E nell’attesa mi alleno, alternando corsa e camminata, percorrendo circa 180 chilometri a settimana. Ho avuto la fortuna di conoscere alcuni atleti, che mi hanno dato vari consigli su come difendermi dai traumi, come alimentarmi, come prendermi cura del mio corpo, che sarà il mio unico motore.

Allora, buon viaggio…
Grazie. Non vedo l’ora di allargare la mia percezione dei confini del mondo e soddisfare la mia curiosità verso tutto ciò che mi è ancora sconosciuto. Al ritorno, vi racconterò quanto è bella la Terra!

Paola Rinaldi

The edge of the world - Claudio Moja

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