Consigli per donne in viaggio da sole

Consigli per donne in viaggio da sole

Per partire non c’è uno specifico periodo dell’anno, né tantomeno abbiamo bisogno di un motivo o giustificazione, che dir si voglia, per prendere e mollare tutto per un po’.
La preparazione del bagaglio sembra restare però il momento che più preoccupa, tra gli “avrò preso tutto?” e i “dove si è cacciato, lo avevo messo proprio qui!”. Vi è mai capitato di sentire la necessità di affidarvi alle istruzioni di un vero e proprio manuale per i preparativi?Qualche mese fa mi è capitato di leggerne uno pubblicato da The Macmillan Company nel 1900. Il titolo, European Travel for Women. Notes and Suggestions, ha contribuito molto ad attirare la mia curiosità. Così l’ho sfogliato e ho letto:

Dando uno sguardo alle varie tipologie di libri che si accumulano durante i viaggi, mi sono resa conto che nessuno è stato pensato in particolare per le donne, per suggerire loro cosa avrebbero fatto meglio a portare con sé recandosi all’estero per la prima volta, e come poter viaggiare più comode dopo l’arrivo.

Queste parole con cui l’autrice, Mary Cadwalader Jones, (cognata della scrittrice Edith Wharton) inizia il testo, mi hanno catapultata in un attimo in un’epoca già significativamente lontana dalla nostra, un’epoca caratterizzata, socialmente parlando, dall’emancipazione femminile.
Restando nel tema che più ci sta a cuore, il viaggio, non era consigliabile, fino a fine Ottocento e inizio Novecento, che le donne viaggiassero da sole. Mi vengono in mente le donne delle Novelle del Boccaccio, in particolare Zinevra (Decameron, II, 9) che riesce a salvarsi dal mondo maschile – e dunque dal finir loro preda come le altre viaggiatrici del Decameron – travestendosi da uomo.
Trascorsi i secoli, non sono cambiate molto le cose, perciò non sorprenda se solo nel 1900 si legge in un testo come quello di Mary Cadwalader Jones che «un numero crescente di donne si muove verso l’Europa, spesso in gruppo e senza uomini: non c’è ragione per cui non dovrebbero farlo, perché il piacere e il profitto che si ottengono sono di gran lunga maggiori dei problemi che si possono incontrare».

Photo Credit: The Miriam and Ira D. Wallach Division of Art, Prints and Photographs: Photography Collection, The New York Public Library. "Arrival of the train and descent of the passenger." The New York Public Library Digital Collections. 1860 - 1920.
Photo Credit: The Miriam and Ira D. Wallach Division of Art, Prints and Photographs: Photography Collection, The New York Public Library. “Arrival of the train and descent of the passenger.” The New York Public Library Digital Collections. 1860 – 1920.

Il suo è veramente una sorta di manuale che si rivolge alle Americane che avessero avuto l’intenzione di partire per il continente europeo. Mi è piaciuto da subito il tono con cui si rivolge alle sue lettrici-viaggiatrici, molto diretta e lascia scappare a noi “viaggiatrici del futuro” un sorriso! Ad esempio, tra i primi consigli ce n’è uno da considerarsi valido in eterno:

A costo di sembrare indelicata, cosa che certamente non intendo essere, devo iniziare col dire che se i viaggiatori non saranno pronti a lasciarsi i propri pregiudizi nazionali dietro alle spalle, e a vedere tutto ciò che caratterizza ed eccelle in un paese straniero, senza trovare difetti in ciò che non è a noi comune, faranno meglio a restarsene a casa.

Detto ciò, se si ha intenzione di mettersi in viaggio e di farlo con lo spirito giusto, allora si passa alla scelta della meta, alla lettura di guide e testi letterari, allo studio almeno basilare della lingua del luogo che si è scelto di visitare, perché (suggerimento valido anche oggi!):

è vero che molta gente viaggia in tutto il Continente senza sapere una sola parola di una lingua che non sia la sua, ma questo è paragonabile all’osservare un paesaggio soleggiato attraverso lenti blu: le figure perdono il loro colore caratteristico.

Infine, dopo aver scelto le compagne di viaggio, suddiviso i compiti, organizzato le tappe non resta che la scelta e preparazione del bagaglio.
Le donne che decidono di partire per la prima volta verso il Continente, racconta l’autrice, vengono ricoperte da parenti e amici di ogni tipo di regali e accessori, esattamente come le madri in attesa del loro primo figlio.
Tra tutti questi doni, la maggior parte si rivelerà di impaccio e inutilità. È necessario scegliere ciò che effettivamente sarà utile per il proprio comfort in viaggio e costruirci poi il bagaglio intorno. Dal materiale alla grandezza di borse e bauli, fino all’accortezza di tracciare un simbolo di riconoscimento sui propri bagagli in modo da saperli riconoscere più facilmente, evitando di indicare il proprio nome e indirizzo in bella vista (cosa sempre sconveniente per una donna che viaggia sola!), legando magari chiavi e lucchetti con un nastro dello stesso colore per poterli aprire rapidamente, questo manuale si riempie dei consigli più disparati per essere sempre perfette, impeccabili, pronte, organizzate e non essere mai colte impreparate in questa nuova esperienza.

Steamer bag«Le eroine dei romanzi sono sempre descritte come incantevolmente belle sul mare, ma per le più comuni mortali è decisamente difficile», ironizza Mary Cadwalader Jones, descrivendo l’aspetto di alcune giovani al loro primo viaggio che si affacciano sul ponte della nave e, a giudicare dal loro aspetto inappropriato, sembra quasi che siano state portate via dal molo per errore. Dunque, per evitare simili situazioni, consiglia tutto il nécessaire da portare a bordo, custodito nell’apposita steamer bag, ovvero una grossa borsa morbida da viaggio pensata per la traversata oceanica che avveniva su transatlantici a vapore (steam).

Un abito su misura è di gran lunga il più appropriato. […] Due gonne di lana e due paia di scarpe sono necessarie, nel caso in cui vi bagnaste, come spesso accade, ci vorrebbero ore per far asciugare le vostre cose da qualche parte nelle misteriose profondità della nave.
Un cappello adeguato per il mare […]. Se le persone se la sentono di andare al tavolo con gli altri, solitamente si sforzano di cambiarsi per la cena: saranno sufficienti un paio di belle camicette e una gonna di raso nero o qualcosa del genere.

Button hook hanging
Button hook hanging

Ai suggerimenti sull’abbigliamento più consono, seguono quelli sulle buone maniere, su quelle leggi non scritte secondo le quali ci si inchina quando si arriva e quando si lascia il tavolo per la cena, stando bene attenti a non omettere questa usanza nel Continente perché si rischia di essere considerate «molto rude, soprattutto in Germania. Se a tavola sedete accanto a uno sconosciuto, è ammissibile, anzi educato, parlare con lui o con lei; e se il vostro vicino è un uomo tocca a voi parlare per prime».
L’usanza americana che, durante una passeggiata, l’uomo debba stare tra la donna e la strada, non vale in Europa, dove il posto della donna è sempre alla destra dell’uomo. Sempre in Germania, lo stare alla sinistra del vostro accompagnatore, verrebbe considerato come l’ammissione di appartenere a una classe sociale inferiore!
A ben pensarci oggi queste accortezze non si seguono più, e anzi… viaggiando vi sarete accorti di quanto ci isoliamo, e facciamo di tutto per non dover parlare con nessuno, tra smartphone, ipod e computer sempre pronti a tenere il nostro sguardo ben lontano dai luoghi che stiamo attraversando e dai compagni di viaggio che incontriamo.
L’autrice ci riporta la testimonianza dei cambiamenti sociali che avvennero a partire dalla fine dell’Ottocento, e nel farlo dispensa ancora consigli sul comportamento più consono da tenere, se si vuol viaggiare da sole, per non essere fraintese:

Negli ultimi anni le usanze sono divenute ovunque molto più democratiche tanto che ormai non è più molto insolito, come una volta, vedere giovani donne uscire da sole o in gruppo, e, come regola generale, se una donna si veste in maniera sobria, cammina rapidamente e guarda avanti a sé, non sarà molestata; ma se una sorprendentemente bella e vestita in maniera vistosa, se ne va in giro passeggiando lentamente, soffermandosi alle vetrine dei negozi e guardando i passanti, si troverà molto probabilmente seguita da qualche uomo disposto a divertirsi; né possiamo totalmente definirlo colpevole, dato che le belle donne che conosce non si sono mai mostrate aperte a tali incomprensioni.

Aggiunge anche, con il suo tono pungente, che talvolta le donne si acconciano e vestono seguendo l’esempio di certe ladies che ladies proprio non sono!
Un’altra usanza di cui svela l’origine la Cadwalader Jones, è quella delle mance:

Come molte altre abitudini europee, ha una sua ragione e potrebbe valere la pena osservarla.
In passato chi possedeva grandi edifici, aveva un certo numero di persone per la servitù: li nutriva, li ospitava e vestiva, ma essi ricevevano poco denaro, in quanto gli stessi padroni non ne avevano molto.
I viaggiatori di ogni ceto venivano sempre ben accolti in queste grandi case o nei conventi, e quando partivano lasciavano un dono in denaro che doveva essere distribuito tra il personale che li aveva serviti.
In Europa i camerieri, così come altri servitori degli alberghi, anziché ricevere un salario, spesso pagano una somma giornaliera al loro datore di lavoro per il privilegio di lavorare per lui e si presuppone che campino di mance o pourboires.

Il testo è in generale ricco di consigli su cosa è strettamente necessario portare con sé nel bagaglio a mano e cosa riporre nei bauli, per avere il maggior comfort possibile.
Considerando poi il fatto che il testo era diretto alle donne americane, c’era anche un richiamo all’attenzione per ciò che riguarda le unità di misura, sia nei termometri che nei metri da sarta, come soprattutto nei medicinali che se in America si misurano in “granuli” nel Continente si utilizzano i “grammi”.
The etnaTra gli oggetti più disparati (compresa una steamer-chair, ovvero una sdraia da utilizzare sul ponte della nave, e una vasca da bagno portatile) troviamo oggetti d’altri tempi come il button hook-hanging, ovvero un piccolo strumento simile ad un uncinetto che serviva per agganciare i bottoni degli stivali e dei guanti; oppure l’housewife, ovvero il kit da cucito, utilizzato anche nell’esercito, l’etnas, una lampada per l’alcol a forma di cono, o vulcano rovesciato:

non più grandi di una comune tazza di latta, e che potete trovare in qualsiasi negozio di arredo casa o grande magazzino.
Prendete anche una bottiglia di stagno piatta con tappo a vite per riporvi l’alcol.
Se vi piace il tè, con questa lampada potrete prepararvene una tazza in qualsiasi momento; o se volete un po’ di acqua calda, sarete sempre indipendenti. C’è ancora un altro motivo per prenderla […] bollire l’acqua per i denti.

Pensando alle condizioni di viaggio dell’epoca, ho trovato davvero sorprendente l’accuratezza del dettaglio in tutto ciò che l’autrice si raccomanda di portar con sé. Per questo motivo, con la casa editrice Jo March di Città di Castello, abbiamo deciso di realizzare un Quaderno di Viaggio in cui il lettore, oltre ad annotare le proprie esperienze, ha la possibilità di leggere i consigli estratti dal manuale di Mary Cadwalader Jones.

Quaderno di viaggioC’era dietro a ogni esperienza di viaggio, la preparazione di mesi che andava dallo studio dei luoghi che si volevano visitare, della loro arte, lingua, letteratura, alla scelta dei mezzi di trasporto, dell’itinerario, i compagni di viaggio, fino alla lunga preparazione del bagaglio. È vero anche che i viaggi duravano molto più a lungo delle nostre vacanze estive, e forse è proprio questa differenza tra i nostri viaggi-smart e quelli di appena un secolo fa a rendere ancora più affascinante la lettura di questo testo, una vera e propria finestra aperta su un viaggio nel tempo!
A mio avviso, nel guadagnare velocità e immediatezza, abbiamo perso tutta quella che considero l’arte di fare un viaggio. E per fare intendo tutto, dall’idea iniziale ai preparativi, fino al ritorno e al racconto.
Se siete curiosi di leggere tutti gli altri consigli di Mary Cadwalader Jones, e siete in procinto di partire per le vacanze o appena rientrati, non perdetevi questo graziosissimo Quaderno di Viaggio.

A questo punto concedetemi ancora una raccomandazione: viaggiate con lo spirito giusto, che siate a pochi chilometri da casa o dall’altra parte del mondo. Non guardate i luoghi attraverso uno smartphone, per una foto fugace da condividere altrettanto frettolosamente. Abbiate occhi, orecchie e cuore per tutto, e scoprirete che anche ciò che sembrava già noto, avrà ancora sorprese in serbo per voi!
Questi personaggi del passato ci insegnano questo: l’attenzione per tutto ciò che è altro rispetto a noi. E questo è un insegnamento sempre valido, dalla notte dei tempi!

Raffaella Cavalieri

I testi citati sono estratti da Il viaggio in Europa. Appunti e consigli per le donne, di Mary Cadwalader Jones, e pubblicati in traduzione italiana a cura di Raffaella Cavalieri in Quaderno di Viaggio, Jo March, 2017.
L’immagine di copertina è tratta dal sito di Pemberley Pond.