Route 66, in Ciao e con papà

Route 66, in Ciao e con papà
La storica Route 66 vicino ad Amboy nella Contea di San Bernardino, California (foto Dietmar Rabich - WikiMedia)

“Ma la mamma è d’accordo?”. È una delle prime domande che Alessandro Favre, gelataio di Aosta, ha rivolto al figlio Henry, dopo aver scoperto (leggendo La Stampa) del loro viaggio lungo la mitica Route 66, in programma fra novembre e dicembre prossimi.

Aosta - Capo Nord in Ape
Ludovico Bottalla e Henry Fabre

Henry (22 anni) non nuovo ad avventure motociclistiche – nel 2015 in coppia con l’amico Ludovico Bottalla arrivò fino a Capo Nord a bordo di un Ape Piaggio (ne abbiamo parlato qui) – voleva che fosse una sorpresa e, di certo, è riuscito nel suo intento: d’accordo con mamma Patrizia, ha programmato la partenza in un periodo tranquillo per l’attività di famiglia e ha affidato ai giornali la lieta novella.

Come l’ha presa?
Molto bene! Dopo qualche minuto di smarrimento, in cui si domandava come avrebbe fatto la mamma a sbrigare tutto da sola in negozio, è stato davvero felice: in pratica, vive da trent’anni nella sua gelateria e si è concesso qualche breve vacanza solo quando ero piccolino. Merita questa opportunità e l’idea di affrontare un viaggio padre-figlio mi affascina. E poi la mamma è contenta per noi, dice che neanche in viaggio di nozze hanno vissuto un’avventura così bella: forse spera che la prossima volta tocchi a lei…

Route 66, in Ciao e con papà
Midpoint Café ad Adrian, Texas (foto QuesterMark – WikiMedia)

Hai scelto una strada che profuma di leggenda…
Sì, la Route 66 è uno dei grandi miti americani, l’itinerario on the road per eccellenza alla scoperta degli Stati Uniti, anche se di fatto non esiste più. Serve parecchio impegno per percorrerla fedelmente, perché bisogna cercare e riconoscere i cartelli che segnalano il vecchio percorso. La mia idea è partire da Chicago e raggiungere Los Angeles, ma voglio lasciare ampio spazio all’improvvisazione, all’ispirazione del momento.

Userai sempre il Ciao come mezzo?
Certo, anche se ovviamente i “motorini” saranno due in questo caso. Il mio è quello che ormai è diventato compagno delle mie scorribande: apparteneva a mio papà, quando da giovanissimo si spostava in sella per uscire oppure raggiungere il lavoro, un po’ sistemato per l’occasione. La Route 66 fa pensare alle moto di grossa cilindrata, al viaggio veloce con i capelli al vento, mentre a me interessa esattamente l’opposto: voglio sfatare l’idea che sia necessario un mezzo potente e super accessoriato per questa avventura, che vivremo ai 40 all’ora in media.

Route 66, in Ciao e con papà

Quindi i vostri mezzi voleranno in America?
Sì, spediremo i due Ciao a Chicago e poi li reimbarcheremo a Los Angeles per il ritorno. Di sicuro, non mancheranno le formalità burocratiche da sbrigare, dovremo portare con noi i pezzi di ricambio e prevedere ogni piccolo intoppo: come sempre sono a caccia di sponsor, per cui accolgo a braccia aperte chiunque voglia darci una mano. In fondo, basta avere un obiettivo, un sogno da inseguire e in qualche modo i soldi si materializzano, o almeno spero!

Mamma vi darà una mano a preparare i bagagli?
Diciamo che non potremo permetterci grandi cose, perché lo spazio sul motorino è ridotto e bisogna selezionare ciò che è davvero essenziale e indispensabile da quello che può essere superfluo. Viaggiando in Ciao per un periodo così lungo, ci affideremo per la maggior parte all’usa e getta… per cui abbigliamento economico da “buttare” una volta indossato per qualche giorno. E poi ovviamente serve un minimo di programmazione, per evitare di ritrovarsi al freddo con vestiti leggeri o viceversa: ogni tappa va pensata in anticipo.

Di certo, non puoi lasciare a casa…
I pezzi di ricambio per il Ciao, che spesso è difficoltoso trovare a spasso per l’Italia, figuriamoci sulla Route 66…

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Cosa ti aspetti da questa strada un po’ mitica?
Avventura pura! Non voglio programmare tutto nei minimi dettagli, le tappe, i punti di interesse, le mete da non perdere: così fanno i turisti, mentre noi vogliamo viaggiare, due cose ben diverse. Preferisco una grana da risolvere in più, ma avere piena libertà e sorprese a raffica. Diciamo che voglio essere il burattinaio del mio viaggio e non il burattino!

Dopo le esperienze che hai realizzato, qual è la grande lezione di viaggio che hai imparato?
Che non serve molto per essere felici. A me basta un motorino di 30-40 anni, con un po’ di benzina dentro… e sento di poter fare tutto. Non è il lusso a rendere più bella un’esperienza, anzi. Spesso evitare i mezzi troppo veloci permette di vivere tutto con la lentezza giusta per assaporare ogni metro di strada, senza saltare quello che sta nel mezzo.

Paola Rinaldi

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