Villa Gori, albergatori per caso

Villa Gori, Bellaria, Igea Marina, mareAmbiente confortevole, ottima location, stanze spaziose e pulite, cibo di qualità a km zero. Ma soprattutto il calore di una famiglia che ti accoglie come un parente ritrovato dopo tanto tempo, da ricevere con tutti gli onori di casa. L’hotel Villa Gori, situato a un passo dal mare nell’isola pedonale di Bellaria – Igea Marina, è l’esempio di come il destino ci conduca sempre nella direzione giusta, quasi indovinando le nostre capacità naturali: nel 1956, la signora Olga – un’avvenente milanese sbarcata in riviera – chiede a Marino Gori e alla moglie Rosina di affittarle il piano superiore della loro villetta a Bellaria per trasformarlo in una pensioncina.

Detto, fatto. Affacciate sul porto, le tre camere, la sala e la cucina vengono adibite con successo all’ospitalità dei clienti. “Un bel giorno, però, la signora Olga fugge nel cuore della stagione con uno dei più grandi latin-lover del paese, lasciando i bagnanti al loro destino”, ricorda Loredana Gori, una delle figlie di Marino e Rosina, nonché attuale titolare della struttura insieme alla famiglia. “La mia mamma si presta per aiutare i turisti e cucina per loro, in modo da sopperire alla fuitina di Olga: a quel punto accade l’inaspettato, perché i clienti iniziano ad aumentare fino a quando i miei genitori decidono di acquistare un terreno a Igea Marina per ampliare l’attività”.

Villa Gori, Bellaria, Igea Marina
Loredana Gori

Un po’ per caso, un po’ per destino, sulle ceneri di un ex campo da tennis nasce nel 1957 l’attuale Villa Gori. “Nel frattempo, mio papà si imbarca sulle petroliere, viaggia in tutto il mondo e spedisce regolarmente a casa lo stipendio, che man mano la mia mamma utilizza per ampliare l’hotel: quando lui scompare nel 1993, io e le mie sorelle ci siamo trovate di fronte al difficile bivio sul vendere tutto oppure continuare l’avventura”.

Alla fine, capiscono di avere nel sangue quel mondo, fatto di turisti, cucina casalinga e ospitalità, e decidono di ristrutturare tutto: oggi, l’albergo – che conta 58 posti letto e 30 camere – è gestito con passione da Loredana e dalla sorella Mariella, infaticabili cuoche insieme all’aiutante Silvana, e da Silvano Lazzarini, che oltre ad essere marito di Loredana è anche un bravissimo pittore (alcune delle sue opere danno alle stanze un tocco di solarità e allegria con i loro colori vivaci e intensi). Per completare il quadro, accanto a loro ci sono Agnese e Alex, che si muovono in sala con leggerezza e un sorriso per tutti i clienti.

A TAVOLA CON LA STORIA
A Villa Gori non esistono piatti anonimi, perché ogni pietanza è accompagnata da una storia da ascoltare, ma anche da annusare, gustare, condividere. C’è il risotto con le seppie in salsa bianca che, nel 1986, è stato proposto da una chef di Cesena a Papa Giovanni Paolo II e poi c’è il Savor, una marmellata tipica della Romagna proposta ogni giorno insieme all’abbondante carrello di formaggi freschi e stagionati.

Villa Gori, Igea Marina, Bellaria
Loredana e Mariella

Nelle campagne di un tempo, le azdore erano le massaie, colonne portanti della famiglia, che si occupavano di far quadrare i bilanci e per questo non sprecavano mai nulla in cucina”, racconta Loredana. “Erano loro, durante la vendemmia, a sfruttare il mosto d’uva per una lunga bollitura sul fuoco: dopo averlo ridotto a uno sciroppo, vi aggiungevano mele cotogne, pere volpine, fichi, noci, mandorle e tutti i frutti di stagione tagliati a pezzetti”.

Il Savor richiedeva una grande cura nella preparazione, che nel complesso durava due giorni, soprattutto per evitare bruciature e attaccature sul fondo del paiolo. “Spesso lo si paragona a un bambino con la febbre, bisognoso di continue attenzioni”, riferisce Loredana. A Forlimpopoli, l’Accademia Artusiana – un’associazione fondata nel 1988 per valorizzare la figura e l’opera del gastronomo Pellegrino Artusi – opera per tramandare le ricette da non dimenticare, tra cui figura proprio il delizioso Savor.

Ma a rendere orgogliose Loredana e Mariella sono anche gli strozzapreti, le tagliatelle e le lasagne, rigorosamente fatte in casa con ingredienti di prima qualità, così come il “brodetto”, nato come piatto povero dei pescatori dell’Adriatico che utilizzavano il pescato che era difficile da vendere. “Seppie, sogliole, triglie, vongole, cozze e altri pesci da zuppa vengono fatti bollire lentamente insieme a un po’ di pomodoro, concentrato e fresco: il risultato è un brodo delicatissimo, da consumare da solo oppure dove intingere pane o piadina”.

SOLO PRODOTTI BIO E LOCALI
Oltre ad essere stato premiato con il Certificato di Eccellenza 2014 di TripAdvisor, l’hotel ha ricevuto nel 2006 anche il premio di Legambiente Turismo per l’alimentazione biologica. “Ci riforniamo esclusivamente dai nostri contadini locali, per offrire alla nostra clientela frutta e verdura a chilometri zero, oppure da enti che siano attenti all’ambiente: ad esempio, le pesche arrivano dall’Istituto Agrario di Cesena, che sfrutta la lotta integrata per evitare trattamenti chimici inutili o superflui”. Dall’Alta Valmarecchia invece proviene il formaggio di fossa, un vero e proprio fine pasto da meditazione che viene ottenuto da un processo laborioso: “Le forme vengono avvolte in panni di cotone e messe a stagionare per tre mesi all’interno di grotte naturali, scavate nel tufo, ben ventilate e foderate di erba medica”. Ne deriva un formaggio dal sapore particolare, molto intenso e profumato, da abbinare a vini con grande struttura.

LECCORNIE A VOLONTÀ
La voracità dei golosi può trovare pace anche nella ricca offerta di dolci: a colazione, un ampio buffet augura “buongiorno a tutti” con biscotti, ciambelle, torte e crostate (di produzione casalinga), ma anche con brioche, cereali, yogurt, marmellate e succhi di arancia per creare l’abbinamento dei propri sogni. Ma la magia continua in chiusura di ogni pranzo e ogni cena, quando i clienti vengono deliziati da bomboloni alla crema, budini dalla ricetta antica, torte alla panna, cialde al croccante con crema chantilly, fichi caramellati, panna Villa Gori, Bellaria, Igea Marina, marecotta alla fragola, gelato artigianale.

Ogni volta, fanno capolino dalla cucina almeno due o tre delizie a cui è impossibile resistere, presentate in maniera originale: i bambini (ma anche i clienti più adulti che vogliano sorridere un po’) vengono riuniti dallo staff e muniti di campane, da far risuonare dopo un corale “Uno, due, tre: il buffet è servito!”, dove spesso i numeri vengono pronunciati in altre lingue. Perché in fondo, a Villa Gori, la bontà e l’accoglienza non hanno confini, come un abbraccio che contiene tutto l’universo.

Paola Rinaldi

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