Il babbuino

Io, con i babbuini maschi, litigo. La zuffa comincia a terra, quando riesco, con subdole manovre, a sorprenderne uno. La fase iniziale si limita a un repertorio verbale fatto di grugniti, urla, latrati, insulti e sputi. Poi l’infingardo babbuino si rifugia su un albero da cui comincia un bombardamento con ogni sorta di proiettile che gli è a portata: dalla frutta marcia al proprio sterco. Da parte mia rispondo con una fitta sassaiola. Il tutto è accompagnato da esibizioni intimidatorie di pelo rigonfio (vince lui), da salti e roteamenti di pupille (vinco io), da ostensione beffarda dei genitali (vince lui, a mani basse), da vocalizzazioni di minaccia e insulto (vinco io), da mostra di canini aguzzi (vince lui) e da astute strategie di rissa (vinco io, ma non sempre).

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I babbuini vivono in bande di 40-50 individui apparentemente disorganizzate, ma in realtà piuttosto abili nel sorvegliare il terreno del gruppo, e capaci alle volte di allontanare anche i grandi predatori. La vita collettiva, comunque, non si estende alla ricerca del cibo: i babbuini mangiano soli e non cacciano insieme quasi mai. La vista della carne, però, scatena nei compagni del predatore un comportamento di accattonaggio insistente (nel disegno in basso) che accende anche vere e proprie risse. Molto più importante per la coesione del gruppo è l’attività di grooming o spidocchiamento (al centro), alla quale viene dedicato molto tempo. Strofinarsi il muso, invece (in alto), serve a informare su nuove fonti alimentari. (© A. Salza)

L’origine della contesa risale a una decina di milioni di anni fa, quando i miei antenati australopiteci si trovarono, a causa di catastrofi climatiche, a dover lasciare il sicuro rifugio della foresta per affrontare la savana africana. Da allora, ominidi e babbuini occupano in questo ambiente la stessa nicchia ecologica; svolgono, cioè, la stessa professione: il «tritatutto». Come gli uomini, i babbuini mangiano di tutto: li ho visti ingozzarsi di germogli d’erba, tuberi, frutta, uova, scarafaggi, semi, lombrichi, foglie, serpenti.

Per un animale di gusti poco raffinati, come il babbuino, riempire la pancia non è un problema. D’altro canto, però, la savana offre il più vasto campionario al mondo di grandi predatori. I babbuini maschi adulti pesano tra i venti e i trenta chilogrammi, le femmine circa la metà. Sono quindi una preda sufficientemente appetibile (c’è abbastanza carne perché la caccia dia una sufficiente ricompensa alimentare in cambio dell’investimento energetico) per ogni tipo di unghia e di zanna che si muova tra le erbe, dal leone allo sciacallo, dal leopardo (il più accanito contro i babbuini) al cugino scimpanzé che, talvolta, ha pessime abitudini carnivore.

L’universo dei babbuini richiede un grado di prontezza di riflessi e di attenzione paragonabile a quello del baseball: per la maggior parte del tempo non capita nulla, eppure occorre, essere sempre pronti per un’azione rapida e improvvisa. Esiste una differenza: nella savana, se sbagli palla, sei un babbuino morto. Per sopravvivere, dunque, i babbuini le hanno studiate tutte: hanno addirittura sviluppato, attraverso la selezione, enormi canini. Ma non fatevi impressionare molto: sono un bluff destinato più a spaventare gli altri maschi nelle competizioni gerarchiche (e, quindi, sessuali) che a infliggere lesioni ai predatori. Possono causare ferite anche serie, ma sono troppo fragili e hanno un’angolazione sbagliata per essere armi efficaci.

Scarso di strumenti di difesa, il babbuino usa la forza del gruppo per proteggersi: vive in bande sociali. A prima vista, i babbuini sono una delusione. Il termine “banda” implica un comportamento organizzato, una struttura coordinata. Tra le erbe, invece, non si vede altro che qualche decina di scimmiotti sparsi su alcuni ettari che fanno di tutto, dal piluccare tuberi o insetti all’andarsene a passeggio in gruppo, allo spulciarsi al rissare; alcuni vagano isolati, altri se ne stanno sui rami o tra le rocce come se sorvegliassero il territorio. A un più attento esame risulta che la maggior parte di quelli seduti dorme. Eppure c’è qualcosa che colpisce in questa incapacità di concentrarsi a lungo nella stessa attività. Ogni decina di secondi il babbuino si arresta, solleva la testa e si guarda attorno per qualche secondo, prima di rimettersi a mangiare. Così, in una banda di media grandezza (40/50 individui) ci sono in media una decina di individui che sorvegliano il terreno. E la casualità e imprevedibilità delle sentinelle rende più difficile ai predatori l’individuarle.

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Uno scimpanzé (in alto) fa roteare un babbuino sopra la testa prima di fracassarlo contro un tronco. Sotto, un babbuino predatore di uova di struzzo: per utilizzare come presa le mani (il cui pollice si muove proprio come quello dell’uomo) è spesso costretto. a mantenere la posizione eretta. (© A. Salza)

Al primo segnale d’allarme scoppia il pandemonio. Non è panico, nonostante la babele di latrati e di strida. Ognuno sa, dove andare e che cosa fare: le madri coi piccoli si arrampicano subito sugli alberi, i giovani restano a loro protezione, e i formidabili maschi adulti vanno ad affrontare il predatore con aria decisa e ribalda. Sono i migliori bluffatori della savana. Ho visto un bellissimo babbuino scoraggiare una iena con una semplice occhiata, prima di rimettersi tranquillamente a mangiare. In un’altra occasione, dopo un’ora di tensione segnalata da comportamenti anomali (affollamento intorno ai maschi adulti, piccoli in cerca di protezione), una banda scopre due ghepardi vicini agli alberi che abitualmente le servono da riparo per la notte. Tra le 18 e le 18.30, sette maschi adulti riescono a scacciare i ghepardi, addirittura inseguendoli, mentre i giovani osservano dai rami e le femmine, dopo aver continuato a mangiare con una certa indifferenza, cominciano a radunare i piccoli. Una mezz’ora è bastata alla banda per riconquistare i suoi quartieri notturni. Le bande sono territoriali (anche se seminomadi) e sono disposte a combattere per dormire al sicuro tra i rami familiari. Un’area di foraggio per una banda varia tra i 4 e i 40 chilometri quadri e comprende sempre un punto d’acqua e una “casa” tra gli alberi.

Come tutti i primati, i babbuini hanno la vista binoculare e cromatica, che permette loro una percezione tridimensionale e a colori. In compenso l’olfatto non è molto affinato. Spesso si vedono, tra l’erba, babbuini e antilopi che sfruttano insieme la stessa zona. Questo strano sodalizio migliora le prestazioni antipredatorie di entrambe le specie: i babbuini ci mettono la vista e le antilopi il naso. La convivenza con queste ultime, però (oltre alla leggendaria capacità imitativa delle scimmie), ha spinto qualche babbuino verso la dieta carnivora. Si vedono spesso maschi adulti intenti a divorare piccole antilopi, che vengono afferrate e sbranate quasi per caso. È più frequente dopo che la banda ha subito l’attacco di qualche predatore, o anche solo è stata spaventata da qualcosa. Si scatena allora un’ondata di nervosismo che probabilmente serve a scaricare l’adrenalina dopo lo scampato pericolo. In questa fase aumentano le aggressioni: dal più alto della gerarchia fino all’infimo paria ognuno attacca l’inferiore. È quella che si chiama “aggressione rediretta”.

È possibile che, in una di queste fasi demenziali, un babbuino che non aveva nessuno su cui sfogarsi si sia messo a giocare al leopardo e abbia acchiappato e mangiato la sua prima antilope. In seguito gli altri lo hanno imitato, imparando ad apprezzare la carne. In effetti, il comportamento di predatore è limitato ad alcune zone e a poche bande di babbuini. È quindi possibile che il mangiar carne sia una vera e propria tradizione culturale di particolare valore, poiché copre solo tra l’uno e il 5% dell’alimentazione, ma scatena risse per l’appetibilità tutta speciale della carne.

Litigare con i babbuini è facile, a saperci fare. Ma se volete placare gli animi, allora mettevi a schioccare le labbra: vuol dire “non voglio farvi del male”. E ricordatevi di tenere i canini coperti, lo sguardo basso e il pelo moscio.

Alberto Salza 

 

I babbuini sono onnivori e di rado hanno bisogno di cacciare: la carne costituisce al massimo il 5% del loro consumo alimentare. Possono tuttavia all'occasione sbranare delle antilopi (nel disegno), i cui branchi abitano le loro stesse zone: le prede più facili sono, ovviamente, i piccoli. Nei rari casi di caccia collettiva, le spoglie sono contese.
I babbuini sono onnivori e di rado hanno bisogno di cacciare: la carne costituisce al massimo il 5% del loro consumo alimentare. Possono tuttavia all’occasione sbranare delle antilopi (nel disegno), i cui branchi abitano le loro stesse zone: le prede più facili sono, ovviamente, i piccoli. Nei rari casi di caccia collettiva, le spoglie sono contese. (© A. Salza)

 

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