La mia seconda vita

Pamela Cazzaniga

Un incidente stradale, e tutto cambia. Era il 1997 quando Pamela Cazzaniga, di Valmadrera (Lecco), oggi 41 anni, allora 21, stava rientrando da una discoteca con tre amiche ed è accaduto l’imprevisto: un brutto impatto, una lesione midollare e l’improvvisa condanna alla sedia a rotelle. Un evento che avrebbe fatto crollare chiunque, ma non lei, che dopo solo nove mesi era già diretta nella Repubblica Dominicana, il suo primo viaggio in carrozzina. Adesso, vuole lanciare un messaggio di speranza a chiunque si senta nel baratro più profondo, pensando di non riuscire a risalirne, e per farlo ha scritto un libro, in uscita a febbraio con il titolo “La mia seconda vita”. Perché non bisogna mollare, mai.

Pamela CazzanigaPamela, dove trovi tutta questa forza?
Non è sempre stato così. Ovviamente, metabolizzare l’incidente è stato complesso, molto. Anzi, non lo avevo ancora fatto del tutto, quando ho perso il mio papà: avevo 30 anni e, a quel punto, sono caduta in una depressione profonda, da cui non pensavo più di uscire. Sono stata in analisi per sei anni, un lunghissimo periodo di buio, dove non riuscivo a trovare un solo stimolo per continuare a vivere. Poi, all’improvviso, ho intravisto uno spiraglio di luce e da quel momento si sono avvicendati solamente eventi positivi: su consiglio di due amici ho aperto un blog di viaggi, ho iniziato a scrivere sul magazine Agenda Viaggi e ho avviato una collaborazione con il tour operator GO4ALL, dedicato ai viaggiatori diversamente abili.

Il viaggio, una costante insomma. È stata la tua terapia?
Assolutamente sì. Essere nomade fa parte del mio DNA da sempre e infatti ho ripreso a viaggiare subito dopo l’incidente: erano passati solo nove mesi dall’accaduto, quando ho preso un aereo diretto a Santo Domingo con i miei genitori. All’inizio, però, vivevo il viaggio come una fuga dalla realtà e lo sentivo come la mia ancora di salvezza. In un certo senso lo è stato, ma ogni volta che tornavo a casa non cambiava nulla e ripiombavo nella mia depressione. Oggi invece lo faccio per il semplice piacere di viaggiare: non scappo più da niente e nessuno, semplicemente amo e voglio vedere il mondo.

Salla, Lapponia - Pamela Cazzaniga

E racconti tutto questo sul tuo blog?
Mi piace condividere le mie esperienze in giro per il pianeta, spiegando quali sono i luoghi più accessibili per chi ha difficoltà motorie. Sono sempre felice di rispondere a chi mi scrive per ricevere consigli, perché era esattamente lo scopo con cui ho avviato il progetto. Qualcosa di molto simile avviene con GO4ALL, un tour operator specializzato in viaggi per disabili, che offre pacchetti di viaggio in una serie di destinazioni testate da me personalmente: sperimentare, conoscere e muoversi non devono essere preclusi a nessuno. Qualsiasi barriera può essere superata.

Di solito viaggi da sola o in compagnia?
Ho sempre viaggiato con amici e parenti, ma di recente – tra fine novembre e inizio dicembre – sono stata da sola nella Lapponia finlandese per un report di Agenda Viaggi. È stata un’esperienza meravigliosa, immersa fra paesaggi che ricordavano quelli descritti nei libri per bambini, dove ho provato anche l’emozione di guidare una motoslitta e di girovagare fra i boschi su uno slittino trainati dai cani husky, che le guide coccolano per l’intera durata del safari. Come in tutti i paesi del Nord Europa, tutto è a misura di disabile, dai taxi muniti di pedana per consentire l’accesso delle sedie a rotelle ai ristoranti con rampe all’ingresso, bagni comodi e posteggi dedicati.

Tamil Nadu, India. Templi di Mahaballipuram - Pamela Cazzaniga
Tamil Nadu, India. Templi di Mahaballipuram

Qual è lo scopo del libro?
Far capire alle persone cadute come me nel baratro della disperazione che è sempre possibile risalire, perché io ne sono una testimonianza. Ma solamente noi possiamo trovare la forza per farlo: ci saranno giorni in cui non sopporteremo i consigli delle persone, perché le loro parole ci appariranno inutili e fastidiose, e altri dove qualsiasi sforzo sembrerà inutile. Ma non è così. Senza accorgercene, inizieremo a salire la scala che porta fuori da quel tunnel e, poco per volta, usciremo a riveder le stelle, come scriveva Dante.

Ricordi ancora quando hai intravisto il tuo spiraglio di luce?
Quasi alla fine del mio percorso di analisi, a febbraio 2014, ho deciso di andare in India. Sentivo il bisogno di raggiungere quel paese, era un richiamo interiore e ho deciso di seguirlo. È stato il viaggio della vita per me, che mi ha arricchita tantissimo a livello umano. Fra le varie città, ho toccato anche Calcutta, che mi ha letteralmente scioccata: tutti raccontano dell’estrema povertà di quei luoghi, ma solo quando la vedi con i tuoi occhi ti rendi davvero conto di cosa rappresenta. Eppure quegli stessi sentimenti che ti stravolgono dentro sono gli stessi che ti arricchiscono, perché ti fanno capire che non puoi continuare a piangerti addosso, ma devi fare qualcosa per gli altri.

Pamela CazzanigaE allora cos’hai fatto?
Quando sono rientrata, per due anni ho fatto volontariato come insegnante per i figli degli stranieri, che aiutavo nei compiti del pomeriggio, e poi ho aperto il mio blog, sempre con la speranza di mettermi al servizio di chi viveva le mie stesse problematiche. A partire da quel momento, mi sono sentita improvvisamente pronta a ricominciare. Ho iniziato a sentirmi bene, a rivedere il mondo con occhi diversi e, a cascata, sono arrivate tante opportunità: un via vai di sorprese e di rinascita. Per questo, sento di poter dire a tutti che non è mai troppo tardi e che nulla è impossibile.

Per il libro hai scelto la strada dell’auto-pubblicazione, vero?
Sì, ho deciso di avviare una campagna di crowdfunding per raccogliere fondi che in parte serviranno a materializzare le copie cartacee del libro, spedito a chi donerà una quota minima di 15 euro, e per il resto andranno all’Associazione Esseré, che sostiene le persone in condizioni di emarginazione a causa di disabilità e patologie invalidanti. In particolare, questo sodalizio si occupa della sensibilità chimica multipla, una malattia rara di cui soffre una mia carissima amica, Valeria Riva, che mi ha suggerito di scrivere il libro e mi ha dato una mano nella stesura.

Altri viaggi in vista?
Quelli non mancano mai. Il viaggio apre la mente, la svuota dai pensieri negativi, la alleggerisce e poi la riempie di contenuti rinnovati e piacevoli. Ogni luogo ha degli insegnamenti da dare. Alla fine del libro, ho riportato una frase che ho sentito e fatto mia: “Crederci sempre, arrendersi mai”. So cosa significa volersi arrendere, ma adesso so anche che le opportunità ci aspettano sempre dietro l’angolo. Dobbiamo solo volerle vedere.

Paola Rinaldi

Pamela Cazzaniga

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