L’avventura del Grande Nord

    di Massimo Maggiari
    Alpine Studio
    pp. 230
    € 16

    L’avventura del Grande Nord - Massimo Maggiari

    Il racconto di chi ha percorso il Grande Nord in tempi dove l’esplorazione artica violava una terra incontaminata e misteriosa, fatta di immense distese ghiacciate.
    Massimo Maggiari si propone di riscoprire e far riemergere gli elementi fondamentali della vita umana su questo pianeta: circondati dalla natura selvaggia, soggetti ai suoi imprevedibili diktat, siamo nati per bere, respirare, dormire e spostarci camminando.
    Da tempi immemori, è proprio camminare tra terre e monti la più naturale forma di spostamento ed è con essa che distruggiamo le barriere e i rigidi schemi mentali che la vita ci porta a costruire. Perché è l’incontro diretto con ciò che è veramente diverso a donare la pienezza dell’anima.

    Invito alla lettura



    Massimo Maggiari
    per Luomoconlavaligia.it

    Sì, viaggiare! Affermava il ritornello di una canzone di Lucio Battisti alla fine degli anni ’70. Ed è quel sì iniziale che conta, che mi risuona ancora dentro, e che sgomita una spiegazione. La chiamata al viaggio è oramai un assunto dei nostri tempi, e in gran parte un benefico promotore di tolleranza, crescita economica e ampliamento di orizzonti mentali. Ma c’è di più. Molto di più. Se rovistiamo oltre l’ovvietà di questa formula che ho appena proposto.
    Tutto dipende da noi. Da quel nostro assenso preliminare. Ovvero da quanto siamo disposti a spogliarci con un semplice “sì” del nostro mondo.
    Intendo qui la routine delle consuetudini (il velo di Maya), delle innumerevoli comodità e infine (forse l’aspetto più difficile) degli “altri”. Viaggiare scalzi (in senso metaforico), in solitaria, e con minimo bagaglio può portare lontano. Addirittura verso un’avventura. Una meta inaspettata che punta dritto al cuore dell’Anima Mundi. Cosa significa questo per me? Sentirmi vivo e altrettanto consapevole che, attraverso un luogo, sento di appartenere a una dimensione della Vita più ampia ed essenziale. A cui sono grato di questo svelamento.
    Viaggio in terre artiche dagli anni ’90. Il mio “sì” è stato graduale. Iniziando con un semplice libro, una biblioteca e una figura importante. Il norvegese Roald Amundsen. Sapete i libri sono una forma di solitudine, per chi li scrive e per chi li legge. Una santa solitudine. Che ci permette di chiarire, immaginare e avvicinare quello che ci appartiene. Da sempre.
    Proprio così sono nati i viaggi, gli incontri e le avventure che mi hanno portato nel cuore del Passaggio a Nord-Ovest, in Alaska e in Groenlandia. Di questi tempi parto sempre solo e condivido le mie ricerche con guide o cacciatori inuit.
    Lo scorso aprile, ho raggiunto in slitta Siorapaluk, il villaggio più a nord del mondo. Ero sulle tracce di Knud Rasmussen. Un altro mitico esploratore del Grande Nord. Il ghiaccio si era sciolto e abbiamo dovuto procedere a zig-zag lungo le banchise per un centinaio di chilometri. All’arrivo ho mangiato carne di tricheco (cruda) e sono sprofondato in un sonno quasi soporifero (per terra), circondato da una marea di persone di tutte le età. Eravamo nella casa del diacono. Una signora con due figli dal largo sorriso e una manciata d’anni. Intanto che io dormivo, loro giocavano con la lampada portatile a fare mille luci. Stavano creando dentro quello che c’era fuori a meno trenta, vale a dire, l’aurora boreale con la sua diafana presenza.
    Dopo i primi lampeggiamenti mi ero già perso dietro la mia anima notturna. Ma era lì che scrivevo il mio nuovo libro come avvolto da una strana solitudine. Intorno ritrovavo solo corpi sdraiati che russavano o bisbigliavano, alcuni guardando la neve a fiocchi fitti attraverso la finestra. Io, nel contempo, protetto dal calore domestico, stavo come fuori nello spazio dell’Anima (Mundus Imaginalis). Proprio laggiù sulla banchisa, con un orso enorme, che mi accompagnava lungo una pista illuminata da cielo, stelle e luna.
    Inseguivo le tracce dell’Angelo necessario, il Daimon greco, e forse del suo mistero. A quel punto anch’io russavo. Ma le mie parole ancora generavano coscienza accogliendo l’Anima Mundi nel fiotto pulsante del mio cuore. Solitarie, istoriavano un passaggio segreto. Quaggiù e lassù nei meandri del Cosmo.

    Pur ripenso ancora
    Alle mie piccole avventure,
    Come quando nel vento che spiaggia
    Sono finito alla deriva col kayak.

    Le mie paure erano così piccine
    Anche se io credevo così enormi,
    Ispirate da vicende troppo passeggere.

    Ma nonostante tutto (questo)
    C’è solo una grande cosa nella Vita:
    L’unica cosa.

    Vivere per ammirare dai rifugi,
    Lungo le piste tracciate dai viaggi,
    Il grande giorno che albeggia
    E quella sua fragile luce che riempie il mondo.

    Johns Island, 11 aprile 2017

    L’avventura del Grande Nord - Massimo Maggiari

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    Massimo Maggiari Massimo Maggiari
    è nato a Genova e attualmente vive nel South Carolina dove è docente universitario al college di Charleston.
    Poeta, scrittore e viaggiatore appassionato di terre artiche, ha dedicato anni di studio alla poesia orfica ed ermetica e pubblicato numerosi saggi e opere poetiche, tra le quali la raccolta di versi Terre lontane/Lands Away (1999) e il racconto in versi della scoperta del passaggio di Nord-Ovest, Aurora Borealis (2001). Nel 2008 è uscito il suo libro di narrativa di viaggio Dalle Terre del Nord – Alla ricerca dell’anima artica, Cda&Vivalda. 

     

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