Dove nasce l’arcobaleno

    di Andrea Caschetto
    Giunti Editore
    pp. 240
    € 14,90

    Lo chiamano “ambasciatore del sorriso” e, in effetti, per un anno intero ha fatto giocare, suonare, ballare e ridere migliaia di bambini, ospitati negli orfanotrofi dei Paesi più poveri del mondo. Viaggiando tra Asia, Africa e America Latina, Andrea Caschetto ha mangiato quando era possibile, si è spostato con mezzi di fortuna, ha dormito dove capitava e si è scontrato con realtà dure e dolorose, spesso a rischio della propria vita.
    Ora, il racconto della sua folle avventura è diventato un libro edito da Giunti: pagine di una sincerità spiazzante, di una densità emotiva rara e prodigiosa, di un’energia e felicità contagiose.

    Operato di un tumore alla testa a soli 15 anni, Andrea è dotato di una sensibilità particolare e doti comunicative straordinarie, tanto da essere interessato da sempre ai destini degli ultimi, impegnandosi in attività di solidarietà internazionale. Ma è nel 2014 che ha intrapreso la sua avventura più grande, un “viaggio delle emozioni” per regalarne e riceverne.

    Ho preso aerei scassati, sono salito su treni improbabili e su vecchie corriere che sferragliando si arrampicavano in zone impervie di montagna, in compagnia di uomini e animali.
    Ho molto camminato e tante paia di scarpe ho consumato, nella polvere e nel fango, nel caos delle città fustigate dal sole, ho dormito nelle capanne fatte di paglia, nelle case di chi non ha esitato a lasciarmi entrare e sotto il cielo trapunto di stelle.
    Ho respirato profumi sconosciuti, ho visto fiori che paiono inventati, animali belli e antichi, ho visto la povertà vera e l’ho toccata, è dignitosa e colma di sogni.
    Ho giocato con i miei bambini. Ho insegnato a sorridere.

    Sorridere – scrive Andrea Caschetto – non è facile e molti dei bambini che ha conosciuto non sapevano come si facesse, perché è una condizione dello spirito che parte da dentro, e per accenderla ci vuole il fuoco. Senza avere una mappa degli orfanotrofi nel mondo, Andrea ha seguito l’istinto e le coincidenze, mettendo in valigia tanti strumenti da gioco: una pompa per gonfiare i palloncini in forme diverse, la macchina per fare le bolle di sapone, tanti fogli di carta, un naso rosso da clown, le carte da gioco siciliane.

    Il fatto di procedere a zig-zag per il mondo, senza una preparazione specifica rispetto alla meta e arrivando senza preavviso, ha accresciuto la curiosità di Andrea e, insieme, gli ha consentito di vedere i luoghi com’erano, nudi e crudi. È capitato che orfanotrofi non ce ne fossero, come in Ruanda, oppure che fossero molto lontani dal luogo di atterraggio o ancora che fossero sporchi, che i bambini fossero lasciati a sé, che il cibo fosse scarso e la cura nulla.

    Il libro racconta una raffica di incontri, uno più coinvolgente dell’altro, e le trovate geniali di Andrea per rompere il ghiaccio con i bambini appena conosciuti.
    Così, le pagine si affollano di nomi, episodi, avventure, incontri straordinari, ma soprattutto tanta umanità, che nei sorrisi dei più piccoli è ancora più forte e brillante.

    Dopo il sorriso di 8008 bambini, quanti ne ho incontrati in questo giro del mondo, ho capito che l’arcobaleno sta dove vogliamo noi.
    Dalle lacrime degli orfani nascono cento, mille, milioni, miliardi di arcobaleni.
    E quando l’ultimo avrà smesso di piangere e imparerà a sorridere, finalmente si comincerà a giocare, a godere del diritto alla spensieratezza.

    Andrea Caschetto - Dove nasce l'arcobaleno

    Africa Milele onlus

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    L’autore devolverà in beneficenza tutti i proventi derivanti dalla vendita del libro. Una parte di essi è già stata destinata ad Africa Milele Onlus per la costruzione della Ludoteca nella Savana a Chakama, in Kenya.

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    Qui la nostra intervista ad Andrea alla partenza del suo giro del mondo


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