L’orizzonte, ogni giorno, un po’ più in là

    di Claudio Pelizzeni
    Sperling & Kupfer
    pp. 336
    € 16,90 - in versione ebook € 9,99

    L’orizzonte, ogni giorno, un po’ più in là di Claudio Pelizzeni

    Invito alla lettura


    Claudio Pelizzeni ci accompagna tra le pagine di un viaggio lungo mille giorni

    Ad un certo punto della vita, ti sei posto quella domanda che tante persone temono di farsi: “Sono davvero felice?”. E lo hai fatto a costo di scoprire che non era così e che dovevi trovare il coraggio di cambiare…
    Sì, penso che prima o poi tutti facciano i conti con quell’interrogativo, che inizia a frullare in testa, giorno e notte, spesso nel momento sbagliato. Io avevo una vita perfetta: un bel lavoro, una macchina, un appartamento e tante comodità, ma ogni cosa rappresentava solo ciò di cui mi circondavo e non quello che mi faceva “ribollire il sangue”, come dovrebbe fare una passione. Così, mi sono detto che se avessi continuato a percorrere quella strada non sarei mai riuscito ad essere felice, per cui dovevo realizzare il mio desiderio più grande…

    Cioè, viaggiare?
    Esattamente. Nel momento in cui mi sono posto quella fatidica domanda, non avevo figli, né relazioni, né animali domestici, né qualcuno o qualcosa a cui badare. Ero libero di poter scegliere egoisticamente la via attraverso la quale raggiungere la mia felicità e sono partito per un giro del mondo. L’amore che provo per il viaggio non è facile da spiegare, un po’ come quando ci si innamora di una persona, proprio di quella in tutto il resto del pianeta, senza un vero motivo se non per il fatto che senti di volere lei e nessun’altra. Ecco, per me il viaggio è quell’aspirazione naturale, irrazionale, nata forse dopo un’esperienza in Australia nel 2003, quando dopo la laurea mi sono regalato dieci mesi da backpacker e da allora non ho più voluto togliere lo zaino.

    Quanto coraggio serve per mollare qualcosa di certo per l’incerto?
    La comune definizione di coraggio è “andare oltre le proprie paure”. Io non avevo paura di partire, ma al contrario avevo timore di restare, per cui non considero la mia una scelta coraggiosa. In viaggio mi sento felice, ma soprattutto mi sento una persona migliore: qui, intrappolato nella routine, davo forse la peggiore immagine di me stesso, mentre in giro per il mondo ho recuperato il mio “meglio”, perché ho assecondato le mie passioni e ho trovato un equilibrio che prima non avevo.

    Con te c’era uno scomodo compagno di viaggio, il diabete, che ti accompagna da quando hai 9 anni. Come si è comportato?
    Uno dei miei obiettivi era proprio testimoniare che, anche con questa patologia, è possibile realizzare viaggi estremi. Ho avuto la fortuna di avere due genitori che non mi hanno mai trasmesso le loro ansie e questo mi ha permesso di crescere con l’idea che nulla fosse impossibile, con le giuste cautele e attenzioni. Forse, l’unica zona del mondo in cui ho avuto qualche difficoltà è stata l’America: dovendo contenere le spese, negli Stati Uniti l’unico modo per mangiare a basso costo è affidarsi al cibo da strada, che di solito coincide con il famoso junk food, o “cibo spazzatura”, ricco di grassi e zuccheri, che ovviamente ha fatto impennare la mia glicemia.

    C’è un luogo del mondo in cui hai trovato la felicità che cercavi?
    L’ho provata ogni giorno, ovunque, per il semplice fatto di essere in viaggio. Poi, ovviamente, ho visitato luoghi che ho sentito particolarmente nelle mie corde, come l’Australia dove sono tornato dopo tanti anni, il Nepal dove ho prestato servizio in un orfanotrofio, la Patagonia dove ho vissuto per tre mesi in tenda, nutrendomi solo del pesce che riuscivo a pescare e bevendo l’acqua dei ruscelli. Ma, al di là del singolo luogo, volevo chiudere il cerchio e realizzare il mio sogno.

    E adesso?
    Ora presento in varie serate il mio libro, a cui potrebbe seguirne un secondo, e mi sto occupando di viaggi di gruppo all’interno di un progetto che ho chiamato Backpackers Academy, mettendo a disposizione degli altri la mia esperienza sul campo, che solitamente non si trova nelle classiche guide turistiche, e sfruttando la disponibilità dei tanti contatti che ho raccolto in giro per il mondo. Insomma, da solo o in compagnia, continuo a viaggiare, sognare ed essere felice.


    Claudio PelizzeniClaudio Pelizzeni è nato nel 1981 a Codogno ed è cresciuto a Piacenza. Laureatosi in Economia delle Istituzioni e dei Mercati Finanziari alla Bocconi, Claudio Pelizzeni ha lavorato per quasi dieci anni in vari istituti creditizi a Milano prima di licenziarsi per fare il giro del mondo. Durante il viaggio, ha lanciato il blog Trip Therapy, realizzando video che sono stati trasmessi regolarmente durante la trasmissione Il mondo insieme di Licia Colò, su TV2000, e la sua avventura è diventata virale in rete. Sul cargo che lo portava dall’Australia al Nord America, ha iniziato a scrivere il libro L’orizzonte, ogni giorno, un po’ più in là: auto-pubblicato al suo ritorno, nel febbraio 2017, ha riscosso subito grande successo. Questa è un’edizione riveduta, corretta e arricchita con mappe e foto.


     

    La laurea in un’università importante, un impiego di responsabilità, uno stipendio fisso che gli consente di vivere da solo, tutto perfetto. Ma a Claudio Pelizzeni non basta.
    Così, si guarda dentro e si pone la domanda più importante: “Sono davvero felice?”.
    Di fronte ad aspettative che non sente come sue, a tragitti sempre identici che non aprono nuove prospettive, a una routine che stritola tempo, energia e passione, non può che rispondersi di no.
    Finché un giorno, davanti a un tramonto, la consapevolezza si accende in lui: i sogni non possono aspettare. E, con quella luce, il coraggio di dare un taglio netto a tutto per inseguire la sua più grande passione: viaggiare.
    Viaggiare per allargare gli orizzonti di quel mondo che si sta facendo sempre più stretto e soffocante intorno a lui. Viaggiare per sfidare i limiti del corpo e le barriere della mente. Viaggiare con lentezza, senza aerei, per toccare con mano i confini, per “il gusto stesso del viaggio, degli imprevisti, delle scoperte e delle sorprese, delle correnti dell’universo a cui abbandonarsi”.
    Questa è la storia di un sogno diventato realtà, di un’avventura che ha portato a una nuova vita. Un viaggio lungo mille giorni, attraverso cinque continenti e quarantaquattro Paesi.
    Ma anche un viaggio dentro di sé, a stretto contatto con le proprie paure, debolezze, risorse inaspettate. In dialogo profondo con quella voce intima e nascosta che, quando accettiamo di ascoltarla, sa sempre indicarci la direzione.

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