Mama Africa

    di Bruno Albertino e Anna Alberghina
    Neos Edizioni
    pp. 176
    € 27,00

    Mama Africa. Neos Edizioni

    Invito alla lettura


    Anna Alberghina per Luomoconlavaligia.it

    Nato per gli addetti ai lavori, che si occupano di arte africana, il nostro viaggio in parole e immagini è adatto a tutti i curiosi che vogliano scoprire cosa si nasconde dietro l’Africa, i suoi popoli e le sue tradizioni. A rivelarsi in ogni pagina è il ruolo della donna nella società tribale, basata su un’economia di sussistenza dove l’unica forza lavoro è quella umana e dove beni o titoli passano da una generazione di maschi all’altra. In sostanza, la donna rappresenta unicamente il mezzo per portare avanti la discendenza e a lei sono affidati i compiti più pesanti, come la gestione della casa o il lavoro nei campi. Il suo ruolo riproduttivo emerge in maniera prepotente nell’arte, perché sono numerose le bamboline di fertilità che vengono sia affidate alle bambine per abituarle al loro futuro ruolo di madri sia utilizzate come rito propiziatorio per la fecondità. Statue magiche a tutti gli effetti, a cui si affiancano le figure di donne gravide, spesso ispirate all’antenata primordiale invocata per favorire le future nascite, e quelle delle donne con bambino, dove la figura femminile è scolpita in maniera minuziosa, mentre il figlio è abbozzato, quasi informe. Talvolta il capo del piccolo è riverso all’indietro e queste sono le opere più commoventi, perché rappresentano le madri con il bambino morto, offerto alla terra. Nel complesso, il nostro libro vuole essere un omaggio all’Africa e un appello alla tolleranza, perché ogni cultura va rispettata nella sua diversità, per quanto incomprensibile o lontana dall’ordinarietà a cui siamo abituati.


     

    Burkina Faso. Villaggio Kassena di Tiébélé
    Burkina Faso. Villaggio Kassena di Tiébélé

    Bruno Albertino e Anna Alberghina sono medici torinesi, grandi viaggiatori e studiosi di arte africana. Marito e moglie nella vita, hanno condiviso la passione per l’Africa, che da trent’anni li spinge a viaggiare e trova sempre nuova linfa nell’amore per i luoghi, le culture, i riti e il profondo rispetto per le tradizioni delle genti che lo abitano. La loro raccolta si compone di circa 400 pezzi nei vari materiali utilizzati nell’arte tradizionale africana. Gli oggetti lignei, appartenenti a tutte le principali etnie del continente, datano dalla metà dell’800 alla prima metà del ‘900. Circa l’80% dei pezzi proviene da privati, aste e gallerie italiane, francesi, belghe e statunitensi. Il restante 20% proviene dalla ricerca effettuata di persona sul campo.


     

    In tutte le civiltà l’evento della maternità è sacralizzato, spesso divinizzato fino a diventare metafora della genesi. La ricerca di Bruno Albertino e di Anna Alberghina muove dal tema scultoreo della maternità, conducendo il lettore in un viaggio esplorativo attraverso l’Africa subsahariana e occidentale, fino alle aree più inaccessibili di quella centro-equatoriale. In rassegna, le opere più geometriche, cubiste dei popoli Dogon e Bamana del Mali e quelle estremamente naturalistiche dei Baoulé, dei Dan e degli Attié della Costa d’Avorio e della Liberia.
    Il repertorio fotografico consente di osservare e scoprire i segreti delle sculture femminili e delle bamboline di fertilità, che evocano la donna e la madre. Troviamo poi descritte figure di coppie mitiche alle origini del lignaggio e immagini di gemelli, oggetto di culti ancestrali. Le sculture possono essere di legno, metallo, avorio, terracotta e pietra. Ognuna riporta tracce di un uso attivo, magico-religioso nel mondo africano. Ognuna di esse non è un mero oggetto di contemplazione, ma soprattutto uno strumento per la comprensione di una cultura profondamente diversa dalla nostra.

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