A 50 anni, mi regalo il mondo!

Il giro del mondo di Loredana Scaiano

Che faccio per i miei 50 anni? Ma sì, mi regalo un bel giro del mondo! Lo ha pensato (e realizzato) Loredana Scaiano, insegnante di Lettere e Latino a Tricarico, in provincia di Matera, che anziché scegliere un bel ristorante dove festeggiare con gli amici ha deciso di seguire le orme di Ida Pfeiffer, una donna avventurosa che quel tragitto lo aveva percorso nell’Ottocento.
L’idea è nata per caso, dopo aver letto l’articolo scritto da un amico giornalista e dedicato proprio alla temeraria viaggiatrice viennese, che ha folgorato Loredana per l’atteggiamento ribelle, irrequieto e curioso, in un’epoca dove non era così facile per una donna inseguire i propri sogni.

Il giro del mondo di Loredana ScaianoLoredana, chi era Ida Pfeiffer?
Per descriverla, servono termini come evasione, coraggio, determinazione. Originaria di Vienna, Ida ha mostrato sin da bambina un carattere sovversivo, al punto da voltare le spalle al passaggio di Napoleone o preferire i tamburi e i giochi con le spade alle classiche bambole. Poi, a 23 anni, viene costretta dalla madre a unirsi in matrimonio per convenienza con un avvocato, molto più grande di lei, dal quale ha due figli e poi si separa. Ma la sua grande peculiarità è il desiderio di conoscere il mondo, tanto che studia le lingue straniere, le mappe geografiche, le piante, gli usi e i costumi dei popoli, fino a quando decide di partire e allontanarsi dalla limitata realtà femminile viennese…

Tu hai seguito il suo percorso?
Ida ha compiuto numerosi viaggi, ma io mi sono ispirata al suo primo giro del mondo, che lei ha impiegato due anni e sette mesi per concludere, visto che i mezzi di allora erano principalmente le navi e non gli attuali aerei che riescono a coprire le grandi distanze. Dopo essere andata a Vienna, dove ho incontrato la professoressa Petra Unger, che mi ha permesso di vedere i posti dove Ida aveva vissuto, ho strutturato l’itinerario in modo da visitare gli stessi Stati toccati da lei, eccetto qualche piccola variazione suggerita dalle ambasciate, come evitare l’Iraq ad esempio.

Perché ti sei rispecchiata in questa donna?
Ho trovato molte coincidenze nelle nostre vite e tante affinità, anche numeriche. Io sono nata nel 1967, lei nel 1797. Entrambe avevamo 49 anni quando siamo partite, tutte e due abbiamo festeggiato i 50 anni in viaggio e poi anch’io ho due figli ormai adulti, proprio come lei, e un matrimonio finito alle spalle. Ma soprattutto sono rimasta sorpresa dall’esistenza di una donna così forte già nell’Ottocento, che da piccola divorava libri di avventura ed esplorazione, così come io ero appassionata di documentari.

Il giro del mondo di Loredana Scaiano

Quando hai sentito che era arrivato il momento giusto anche per te?
Mi ero separata da poco tempo e, probabilmente, avevo necessità di ritrovare me stessa. Prendere un anno sabbatico per viaggiare era un sogno che coltivavo da tempo, ma non è mai stato possibile, soprattutto per una questione economica, oltre che organizzativa. Ma ad un certo punto ho capito che, se avessi aspettato l’età della pensione, sarebbe stato difficile affrontare un’esperienza come quella che avevo in mente e allora ho preso quattro mesi di aspettativa a scuola.

Quindi, il tuo viaggio ha coperto quel periodo?
Per l’esattezza, ho viaggiato per quattro mesi e mezzo, ma sono dovuta rientrare con qualche giorno di anticipo rispetto alla tabella di marcia per motivi di salute. Sono stata ricoverata in Armenia per una forte emorragia, che aveva abbassato notevolmente l’emoglobina e mi ha causato uno svenimento, forse dovuto anche al grande caldo di quel periodo. Così, dopo essermi ripresa, ho affrontato le cose con più calma e sono volata direttamente a Istanbul, rinunciando a raggiungerlo con mezzi pubblici e passaggi di fortuna. Poi con un altro aereo ho raggiunto Atene e infine Corfù, prima di rientrare in Italia lo scorso 12 luglio: in pratica, ho percorso le stesse tratte di Ida, ma accorciando il progetto iniziale.

Non hai mai avuto paura?
No, anzi, è stato piuttosto avvilente non incontrare altre donne italiane, mie coetanee, in giro per il mondo. Ovviamente dipende dalla nostra cultura, dove oltre i 35 anni le donne devono innanzitutto essere mogli e madri, rinunciando ad altri progetti. Anche per questo ho subito amato il personaggio di Ida, vera icona del femminismo, che oggi invece è degenerato in un’effimera lotta di genere, senza portare alcun risultato concreto.

Il giro del mondo di Loredana Scaiano

E che donne hai trovato in giro per il mondo?
In America Latina ho trovato una cultura molto simile alla nostra, con una buona libertà del mondo femminile, così come ho amato la Polinesia, dove le donne sono aperte dal punto di vista mentale. Non tornerei invece in paesi musulmani, come l’Iran, dove le persone sono straordinarie, accoglienti come in poche altre parti del pianeta, ma il sistema sociale è chiuso, limitante, sia per i turisti costretti ad accettare le loro regole, sia per la legge che impone molte limitazioni alle donne.

I tuoi alunni ti hanno sostenuta?
Sì, in quel periodo insegnavo alle medie e ovviamente alla notizia i bambini erano dispiaciuti per la mia partenza. Poi, però, hanno creato un gruppo su WattsApp, dove condividevo con loro foto e pensieri. È stato molto bello. Inizialmente, non è stato facile far “digerire il rospo” a mio figlio, che in quel periodo si trovava a Londra per un master e temeva potesse accadermi qualcosa: sono passata a trovarlo e, alla fine, si è arreso. Mia figlia invece, che vive a Bologna, si è subito detta contenta per me, solidale con la mia idea.

Dove alloggiavi?
Dipende. In Brasile, ad esempio, sono stata ospitata a casa di emigrati italiani, con cui avevo preso contatto già prima di partire. Ma ho utilizzato anche il couchsurfing, qualche volta ho dormito in aeroporto, insomma ho trovato varie sistemazioni.

Il giro del mondo di Loredana Scaiano

C’è un luogo del cuore?
L’India. È difficile da spiegare: in quel paese vedi montagne di immondizia ammassate lungo le strade e devi sopportare temperature di 45 gradi o spostarti su autobus sporchi, scomodi e privi di qualsiasi misura di sicurezza. Eppure, quasi senza motivi razionali, ti adegui al flusso, ti senti parte di una casta, ti rassegni a quello che capita e, alla fine, ami quella terra.

Hai portato a casa qualche oggetto o souvenir?
Prima di partire, avevo messo in preventivo di comprare due calamite e due cartoline da ogni luogo, una per me e una per gli amici. Purtroppo le cartoline non sono arrivate tutte, ma le calamite sono in ordine sul mio frigorifero…

In definitiva, cosa ti ha trasmesso questo viaggio?
Fiducia, speranza, gioia. Quando sono rientrata, non è stato facile tornare alla solita routine: ho impiegato parecchio tempo per riuscirci. Poi, ho fatto pulizia in casa e ho riempito sacchi di abiti, libri e oggetti da regalare. Questo giro del mondo mi ha insegnato a fare a meno del superfluo, a cercare l’essenziale, a coltivare relazioni vere, ad avere un equilibrio. Sogno anche di scrivere un libro, magari facendo un parallelo fra ciò che aveva trovato Ida e quello che invece ho avuto modo di trovare io ai giorni nostri, e ovviamente spero di ripartire. Perchè il mondo è troppo grande per non essere vissuto a passo lento.

Paola Rinaldi

Il giro del mondo di Loredana Scaiano

Segui Loredana sul blog Ida viaggia da sola e su FB

_______________

 Approfondimenti su Luomoconlavaligia.it


Ida Pfeiffer, la viaggiatrice solitariaIda Pfeiffer, la viaggiatrice solitaria

Se il viaggio avesse il volto di una donna, probabilmente l’ovale di Ida Pfeiffer sarebbe quello che gli somiglia di più.
Nata a Vienna nel 1797, sin da piccola, Ida divorava libri che parlavano di evasione, irrequietezza, cambiamento, viaggio come uscire “fuori” dal quotidiano... Leggi tutto