Luci artiche, riflessioni dall’oltre

Ilulissat, Baia di Disko, Groenlandia - foto James Ascanius
foto James Ascanius

È una giornata grigia qui a Ilulissat, nella Baia di Disko, in Groenlandia. Finalmente l’occasione giusta per tirare un sospiro. Buttare giù una parola, o forse due. Elemosinando frammenti di pausa nel mezzo di giornate invase da una luce infinita. Le ore non si contano da un pezzo. Campeggia solo un autentico fervore di vita. Immerso in un selvatico stupore. È un passar continuo da un incontro a uno spostamento, con dissolvenze repentine in uno scenario cosmico-lunare. Avventurosamente vivo. Straniante. Accompagnato dal gioco di mille luci cangianti che galleggiano riflesse sui ghiacci del mare.
Non è a caso che in passato le annate si contassero da inverno a inverno. Quando il tempo rallenta e pesa. Mentre la leggerezza estiva si disperde in un altrove che ciclicamente ritorna. Da ottobre a maggio ridiscende la tenebra e il tempo dell’attesa. Della conta. Finita.

Raggiunta la destinazione groenlandese il percorso mentale risulta sempre lo stesso. Dall’entusiamo iniziale, fomentato dalla gestazione del viaggio, si passa a un periodo di transizione in cui il corpo resiste con malumore ai cambiamenti. Piccoli e grandi.
L’internet scompare, come pure la tv, seguono gradualmente pasta pizza e sapori, toilette (si usa il secchio), cambio dei vestiti, doccia calda e corrente e via via tutto il resto. A cui onestamente non bado più. Perché in compenso ci si sente alquanto leggeri. Forse altrettanto liberi. Meno intrinsicamente maniacali. Con le scadenze, le sicurezze (o insicurezze?) e chissà quante altre aspettative che al mondo imponiamo. Dentro e fuori.

Ilulissat, Baia di Disko, Groenlandia - foto James Ascanius
foto James Ascanius

Ho avuto lunghe conversazioni con cacciatori, anziani e sciamani (o giù di lì). Imparando molto. Sullo stato dei ghiacci, delle terre artiche e delle sue genti. Giovani, e meno giovani. La complessità predomina come in tutti i tempi della storia. E il grigiore nel cuore dell’uomo e della donna risulta pure una costante. Ma questo nostro tempo, il tempo dei cambiamenti climatici, dei vaccini, e dei migranti, è un tempo importante. Un tempo che ci chiama con coraggio a ri-sognare il mondo, re-inventarlo, alla luce di nuove storie. Mediante parole vive. Fresche di linfa novella e pensiero.
Non possiamo mancare a questo appuntamento che tutti abbiamo di fronte ai nostri occhi. Qui, ora e adesso: è il tempo di Nuna, la Madre Terra. Che anche fisicamente dai ghiacci sta lentamente ri-emergendo. Con tutte le incognite e le sorprese che ogni nuova era porta e comporta. Burocrazie e routine non ci possono né aiutare o salvare. Tanto meno le senzazionali tecnologie del Dr. Frankenstein.

Ilulissat, Baia di Disko, Groenlandia - foto James Ascanius
foto James Ascanius

Dunque: che la primavera s’incendi ancora a un gesto semplice della mano. Un gesto che non suggerisca rapina e possesso. Incestuoso aggrapparsi allo scoglio. Oppure buonismo sentimentale e narciso. Ma al contrario abbraccio del flusso di Vita. Profondo e autentico. Onesto. Ovunque esso ci porti. Fatta questa premessa si chieda in cuore permesso. All’animale, alla montagna, al sasso e al fiume, alla terrestrità intera si chieda permesso. Di uso o transito. Si chieda permesso come gli antichi cacciatori che alle prede supplicavano cibo per le loro famiglie, i cani e i vicini vecchi e invalidi. E che al termine successo si sostituisca la parola gratitudine. Condivisione libera (non forzata). Il mondo è grande. Immenso. Noi non possiamo nulla con tutta la nostra conoscenza ai suoi mari, ai suoi cieli, alle sue maree. Alle sue stagioni. Nulla. Solo Nuna possiede se stessa. Con formidabile forza. Inscrutabile disegno. Non ci resta che dare rispetto a Nuna. Rinnovato amore. Mentre il ghiaccio si sta sciogliendo. E goccia per goccia forma rivoli che non gelano più. Neppure d’inverno. Quando vive la lunga notte. E la luna benefica ci sta a guardare. Da sempre.
Ilulissat, 15 luglio 2017

Massimo Maggiari

Ilulissat, il porto - foto Algkalv/WikiMedia
Ilulissat, il porto – foto Algkalv/WikiMedia

 

Ilulissat, Baia di Disko, Groenlandia - foto James AscaniusPoeta, scrittore e viaggiatore appassionato di terre artiche, Massimo Maggiari è nato a Genova e attualmente vive nel South Carolina dove è docente universitario al college di Charleston.
L’avventura del Grande Nord, ultimo suo libro, è pubblicato da Alpine Studio.

 

L’avventura del Grande Nord - Massimo Maggiari

qui la presentazione dell’autore
e un anteprima del libro