Cowboys From Space

Matt Supertramp, Cowboys From Space

Raccontare il mondo attraverso gli occhi di chi viaggia e ha una storia da condividere, fatta di parole, immagini, suoni o colori: è l’obiettivo del blog Cowboys From Space, creato da Matt Supertramp, nome d’arte di un ventinovenne di Varese, gelosissimo della sua privacy, laureato in Economia e con il pallino per la comunicazione.
Durante un’esperienza di volontariato in Bulgaria, ha deciso di creare un contenitore virtuale in cui raccogliere le storie di chi va alla ricerca di qualcosa di nuovo (o di se stesso) con un viaggio o attraverso l’arte.

Matt, il termine “cowboys” fa pensare a indiani, sceriffi e vecchio West. Invece…
E invece, per una volta, non ha nulla a che fare con quel mondo. Quando ho iniziato a pensare al mio blog, stavo viaggiando in treno, cercavo un’espressione balcanica sul viaggio, ma non trovavo nulla di adatto. Guardavo fuori dal finestrino e ho cominciato a immaginare un gruppo di cowboys che cavalcava lì vicino, in aperta campagna, andando chissà dove, molto lontano e certamente non su questo pianeta, ma nello spazio, dove non ci sono limiti per la fantasia.

Sliven - Matt Supertramp, Cowboys From Space
Ultima mattina del festival di Sliven in Bulgaria

Perché un’espressione balcanica?
In quel periodo, mi trovavo in Bulgaria per un progetto di volontariato che prevedeva la mia collaborazione con una stazione radiofonica locale: in sostanza, ogni mattina dovevo raccontare qualcosa in inglese e, siccome viaggiavo spesso in treno, non era raro riferire di qualche incontro avvenuto tra i vagoni.

È vero che ti definivi “un viaggiatore con la tazzina di caffè”?
Sì, perché quando arrivavo in un posto nuovo mi piaceva soprattutto l’idea di fermarmi e prendere un caffè, un tè o una cioccolata con le persone del luogo. Così, mi è capitato di incontrare gente di ogni tipo, spesso volontari come me, che arrivavano da paesi diversi e avevano alle spalle storie davvero appassionanti. Di fronte a quella miriade di esperienze, mi sono detto: perché non creare un contenitore virtuale in cui dare alle persone la possibilità di raccontarsi?

Istanbul - Matt Supertramp, Cowboys From Space
Bevendo un té a Istanbul

Prima dell’esperienza in Bulgaria, eri un viaggiatore?
A dire il vero, no. Solo una volta mi era capitato di andare a Firenze e di alloggiare in un ostello dove ero l’unico italiano in mezzo a tanti sudamericani: una sensazione particolare, dove per la prima volta ho avuto l’opportunità di confrontarmi con un’altra cultura. E poi avevo fatto una vacanza in Scozia, dove ero andato a trovare un amico: avrei dovuto raggiungerlo a Inverness e invece ho sbagliato treno, mi sono ritrovato ad Aberdeen e poi ho viaggiato in aperta campagna, godendo di paesaggi mozzafiato. Ma è stato il soggiorno di otto mesi in Bulgaria, da maggio a dicembre dello scorso anno, ad accendere la mia curiosità: oggi mi capita spesso di cercare su Internet le particolarità legate ad altri paesi, ma non utilizzo le classiche piattaforme di informazioni turistiche. Preferisco i racconti veri, quelli della gente che quei posti li ha visitati, vissuti, calpestati.

La stessa cosa che proponi sul tuo blog, insomma.
Esattamente. Infatti, quando invito le persone a scrivere, chiedo sempre di focalizzare l’attenzione su qualcosa che le ha colpite a livello personale e non di “recensire” un posto perché è famoso o per le caratteristiche che si possono trovare su qualsiasi guida turistica o con una semplice ricerca su Google.

Nepet Tebe, Plovdiv - Matt Supertramp, Cowboys From Space
Tramonto a Nepet Tebe, Plovdiv

Adesso che sei rientrato in Italia, come vai a caccia di storie?
Mi servo dei social, in particolare di Instagram. Visito vari profili e mi lascio conquistare da quelli dove vengono postate foto interessanti, non i classici selfie. A quel punto, contatto le persone e chiedo se hanno tempo e voglia di scrivere un articolo originale per me. Ho la passione per la comunicazione e penso che in questo campo sia importante non solamente dire, ma anche ascoltare: è l’obiettivo del mio blog, dove si resta in ascolto per poi ragionare sulle storie.

Ci sono racconti che ti hanno colpito di più?
Sicuramente quello di Jelena, una ragazza di Mitrovica, in Kosovo, che ha deciso di diventare un’artista e registrare il suo primo album da solista, scontrandosi con una realtà dove l’arte e la cultura sono estremamente minate e poco curate. Ha fatto una lunga gavetta, si è avvicinata al mondo di YouTube e ha convissuto sin da bambina con la sensazione di dover ancora trovare il suo posto nel mondo, un posto a cui sentire di appartenere, come non era mai successo con la sua città natale.
L’altra storia a cui sono affezionato è quella di Flor, una fotografa di strada, che in un primo articolo mi ha raccontato di una donna, appartenente alla tribù Tharu, che l’ha ospitata per qualche giorno in Nepal, mentre in un secondo scritto si è concentrata sulle “donne dal collo lungo”, che non sono riconosciute né in Thailandia né in Birmania, loro luogo di origine; che non hanno diritti; che non hanno terra dove possano andare e tornare; che non possono accedere a nessun “beneficio”.

Matt Supertramp, Cowboys From Space
Jelena

C’è un tratto comune fra tutti coloro che viaggiano? Ti sei fatto un’idea?
Il desiderio di scoprire qualcosa di nuovo, sia del mondo esterno che di se stessi. Non a caso, intendo il viaggio non solo in senso fisico, ma anche interiore, ospitando spesso storie di arte e musica, due strumenti che consentono altrettanto di vagabondare, anche se solamente con la mente e la fantasia.

Perché hai scelto l’inglese come lingua del blog?
È una lingua universale, che mi consente di entrare in contatto con viaggiatori, musicisti e artisti di ogni parte del mondo. Le storie vengono scritte direttamente da loro e traducendole potrebbe esserci il rischio di perdere qualche sfumatura, qualche espressione caratteristica.

C’è un luogo che sogni di visitare?
Il Sud America. Ho iniziato a studiare spagnolo per gioco e ho cominciato a scoprire questo mondo, che mi affascina molto per la sua cultura, la gente, la storia. Ma ho anche la curiosità di conoscere alcune delle persone che hanno scritto per il mio blog per rendere “vera” un’amicizia spesso virtuale e sorseggiare con loro il famoso caffè…

Paola Rinaldi

Koprinka Lake - Matt Supertramp, Cowboys From Space
Koprinka Lake

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