Una famiglia in alto mare

Claudio Ferrara, Maria Magdalena Llinas e la barca Nuku

Un po’ come le tartarughe, che si trascinano dietro la casa, ovunque vanno. Ecco, Claudio Ferrara e Maria Magdalena Llinas puntano a questo, solo che la “corazza” in questione è una barca di 16,50 metri, progettata e nata in un cantiere francese nel 1976, su cui la coppia sogna di vivere (viaggiando) insieme a due piccoli marinai, di 7 e 8 anni. Una famiglia al completo, che non si arrende all’idea del comune trantran, del tragitto casa-ufficio, del posto fisso, del solito portone da aprire ogni sera. E così, a breve, mollerà gli ormeggi per prendere residenza in alto mare, cullata da onde, stelle, nuvole e tutto ciò che navigare giorno e notte comporta.

Maria Magdalena LlinasClaudio, davvero volete vivere in barca?
Sì, è un sogno che io e Maria Magdalena condividiamo da sempre e che ha origini lontane. Io sono cresciuto ad Acitrezza, un piccolo borgo di pescatori a pochi chilometri da Catania, e lì ho maturato il mio amore per il mare. Dal giorno in cui mio zio Pippo mi portò per la prima volta in barca, qualsiasi cosa potesse farmi galleggiare sull’acqua diventò un grande divertimento: zattere, canottini, canoe, fino al windsurf che mio padre mi regalò a quattordici anni e con cui ho imparato a prendere confidenza con il vento, le onde e le correnti. Maria Magdalena invece è nata a Mallorca e, da bambina, prendeva il mappamondo, lo faceva girare e diceva ad occhi chiusi: “Da grande, andrò qua”. Poi apriva gli occhi e guardava dove si era fermato il dito, sognando quel luogo lontano.

Come vi siete incontrati?
Un giorno d’estate, mentre lavoravo come skipper a Lipari, ho conosciuto questa ragazza spagnola ed è scattato il colpo di fulmine. Non solo, ma ci siamo subito resi conto che condividevamo la stessa passione per il mare, lo stesso sogno e allora abbiamo iniziato a navigare insieme, io sempre come skipper, lei come hostess. Poi, sono arrivati i nostri due bambini e abbiamo deciso di condividere con loro questa grande avventura.

Due bambini che portano la vostra passione anche nel nome…
Sì, la più grande si chiama Mar, che significa “mare” in spagnolo, mentre il maschietto è Nereo, che nella mitologia greca era il dio del mare calmo, il padre delle Nereidi, bellissime ninfe marine.

Claudio Ferrara, Maria Magdalena Llinas e i loro bambini

Avete battezzato il vostro progetto “Amo il mare”: esattamente, di cosa si tratta?
Vogliamo vivere in barca, in modo naturale ed ecosostenibile, viaggiando per il mondo e mantenendoci grazie all’ospitalità che offriremo a chi desidera trascorrere un po’ di tempo con noi. Per farlo, cerchiamo famiglie che vogliano sperimentare una forma di vita diversa, semplice, senza muri, legata alla natura, mettendo in “pausa” per qualche giorno televisori, videogiochi, computer, telefoni. Mia moglie poi è un’ottima cuoca e ha frequentato diversi corsi di cucina: tradizionale, del mondo, vegetariana e crudista; quindi, non mancherà proprio nulla.

Ma i vostri bambini come frequenteranno la scuola?
Maria è maestra e si occuperà personalmente della loro educazione, per cui alterneranno periodi di homeschooling ad altri in cui frequenteranno i normali istituti, nei periodi in cui saremo fermi. Ma ovviamente vogliamo viaggiare, vedere il mondo e visitare quanti più luoghi possibile: il prossimo anno, ad esempio, sogniamo di raggiungere le Canarie, per poi fare il grande salto e attraversare l’oceano.

Una casa ambulante a tutti gli effetti…
Esatto. Proprio come un camper, ma sull’acqua. Adoriamo il senso di libertà, il fatto di poter conoscere il mondo, ma anche la possibilità di stare sempre insieme. Attualmente, lavoriamo in barca, ma a me capita di restare lontano per mesi, mentre Maria non si allontana dai bambini per più di qualche giorno. Finalmente, potremo unire lavoro e famiglia, condividendo tutto.

Claudio Ferrara, Maria Magdalena Llinas e la barca Nuku

Cosa vi manca per partire?
Quando tre anni fa abbiamo acquistato Nuku, la nostra barca, erano necessari interventi urgenti, perché la coperta faceva acqua e poi abbiamo smontato tutta l’attrezzatura di coperta, ripristinato il teak, verniciato la sentina, rifatto l’impianto idrico e molto altro. Ora che i lavori manuali sono terminati, dobbiamo metterla in acqua, ma i fondi per comprare i pezzi necessari e farla navigare sono finiti e stiamo cercando sostenitori.

Come?
Chiunque creda nel nostro sogno e voglia condividere la nostra passione per il mare può contribuire attraverso il sito Produzioni dal Basso, dove abbiamo lanciato una campagna di crowdfunding. Si può fare una donazione libera oppure scegliere una delle opzioni che abbiamo individuato: con 10 euro manderemo ai sostenitori una foto di Nuku con dedica personalizzata, con 50 euro invece un ciondolo di ulivo a forma di cuore oppure con cifre più alte, dai 100 euro in su, si può prenotare un’esperienza a bordo della barca, insieme a noi, per una o più persone, per uno o più giorni.

Lascerete che sia il vento a guidare la vostra rotta o farete scegliere al cuore?
Ovviamente abbiamo tanti sogni, come raggiungere la Polinesia ad esempio, ma in generale desideriamo solo partire e iniziare a vivere il nostro sogno. In esso c’è tutto: avventura, rischio, fascino, abisso, immensità. Nel mondo possiamo semplicemente passare oppure, se siamo coraggiosi, immergerci e godere di bellezze inimmaginabili. Noi desideriamo questo, nient’altro.

Paola Rinaldi

AMO IL MARE from Carlos Gomez on Vimeo.