Comportamenti da etichetta

Kenya. Samburu che accendono un fuoco - foto Moongateclinber
Kenya. Samburu che accendono un fuoco - foto Moongateclinber/WikiMedia

Suguta Valley, Kenya. Luglio 1991. Continuiamo a fare chilometri in questa valle dimenticata da Dio, ma non dai Samburu, con cui cammino da anni.
Appena possibile, mangiamo una capra, l’unico cibo che troviamo da queste parti.
I Samburu spartiscono la capra secondo criteri rigidi: la zampa anteriore va ai guerrieri; le interiora alle donne anziane; il fegato ai vecchi (per via dei denti mancanti); il collo alle ragazze; la schiena alle donne e la zampa posteriore agli uomini sposati.
Dato che, sempre, la capra la pago io, mi impossesso della spalla, anche se tutti si mettono a ridere perché voglio sembrare un giovanotto.

Un problema è sorto tra le costine e mia moglie. Lei adora le costine. Anche i nostri amici samburu: dato che le costine arrostiscono quasi subito (la parte del filetto, di lunga cottura, viene bollita dalle donne), in genere svaniscono nei loro stomaci ben prima che noi, sfiniti, si riesca ad avvicinarsi al fuoco.

Un giorno mia moglie si lamentò: “Mi piacerebbe assaggiare una costina, una volta tanto”, disse un po’ stizzita (non le capita spesso: per vivere con i pastori nomadi ci vuole una gran pazienza).
Alla capra successiva, i Samburu deposero altezzosamente ai suoi piedi, su un letto di foglie profumate, l’intero torace della capra, un qualche chilo di costine fumanti.
“Me ne basta una!”, disse mia moglie imbarazzata.
“Ah no!”, dissero loro ritirandosi, “se ti sei lamentata, adesso mangi”.

Finì che portai il resto delle costine al capogruppo.
“Vedi”, mi disse a bocca piena mentre distribuiva pezzi a tutti gli altri, “non è che ci dispiaccia darvi le costine: quelle le possono mangiare tutti, anche i bambini. Il fatto è che ci resta solo il collo, per domani. E non ci va di fare la figura delle ragazzine, lì a rosicchiare vertebre”.
Non abbiamo mai più fatto questioni sulla capra arrosto, ma, da allora, mia moglie ha avuto sempre un paio di costine tutte per sé, come si confà al comportamento dei veri gentlemen di savana, predoni di mestiere.

Alberto Salza