Sulle orme dei pellegrini indù

Un paradiso incastonato nella generosa pianura dell’India e adagiato nell’imponente gruppo dell’Himalaya. Dalla notte dei tempi, l’Uttarakhand (che per i locali è la Devbhumi, cioè la terra degli Dei) attira turisti e pellegrini da tutto il mondo, ma anche appassionati di sport avventurosi, come alpinismo, trekking, sci, pattinaggio, parasailing e deltaplano. Eppure, solamente sulle guide più recenti si possono trovare notizie su questo territorio himalayano, grande un sesto dell’Italia, che fino al 2000 costituiva la porzione settentrionale del vasto stato dell’Uttar Pradesh, e fino al 2006 era chiamato Uttaranchal.

Oltre al famoso Parco Nazionale Corbett, conosciuto anche come “Terra delle proboscidi, del ruggito e dei canti” per l’abbondanza di elefanti, tigri e uccelli colorati, l’Uttarakhand mette a disposizione per il turismo in mezzo alla natura selvaggia, luoghi assolutamente mozzafiato: il Parco Nazionale Rajaji, il Govind Pashu Vihar, l’Asan Barrage, Chilla e Saptarishi Ashram. Situato ad appena 200 chilometri a nord-est di Delhi, questo nuovo stato è formato da una serie infinita di colline ricoperte di boschi che si ergono sopra la fertile pianura subhimalayana, per concludersi a 6-7.000 metri di altezza con le cime al confine con Nepal, Tibet e Himachal Pradesh.

Nella regione occidentale del Garwhal, dalle alte vette ammantate di nevi perenni e ghiacciai nascono i fiumi sacri indiani, il Gange (la Madre Ganga dell’India) e i suoi affluenti Yamuna, Mandakini e Alaknanda, mentre le sue profonde vallate hanno ospitato da sempre un microcosmo di civiltà diverse per lingua e cultura, dove il prevalente induismo affianca residui permanenti di animismo, di buddismo e di sikhismo. Questa regione dal clima mite costituisce il cuore dell’induismo, nella storia e nella mitologia, la patria della meditazione e dello yoga, concentrando in breve spazio i luoghi sacri dell’ascetismo indù.

Chi cerca appagamento spirituale può sicuramente trovarlo in Uttarakhand, perché ogni anno, durante la stagione degli yatra (pellegrinaggi) che dura da aprile a novembre, milioni di devoti provenienti da ogni parte del paese percorrono i sentieri del Char Dham, il sacro pellegrinaggio, che tocca i quattro antichi templi ubicati presso le sorgenti dei sacri fiumi (Shri Badrinath, Kedarnath, Gangotri e Yamunotri), per immergersi nelle loro gelide acque purificatrici.

In questa babele in cammino di lingue, colori, età e censo, accumunata dal fervore mistico, spiccano le figure dei sadhu e dei sannyasi, i monaci itineranti, santoni e asceti appartenenti a varie sette spesso nudi o quasi, con il corpo cosparso di cenere bianca, i capelli e la barba raccolti a treccia e il terzo occhio dipinto sulla fronte, a volte immobili nella meditazione per durate incredibili (e i fachiri anche in situazioni impossibili, capaci come sono di annullare il dolore, di levitare e di sospendere le funzioni corporee, fino a fermare il cuore), che per fornire una testimonianza mistica hanno scelto povertà, castità e distacco da ogni bene materiale.

A parte gli appassionati di trekking, che qui trovano un terreno ideale, la maggiore attrazione della regione del Garwhal è costituita proprio dall’incontro con la moltitudine di pellegrini sui sentieri e le ripide strade da batticuore del Char Dham che portano alle sacre sorgenti e ai templi sospesi su vertiginosi dirupi, in un contesto naturale esuberante.

Cenno a parte merita la remota Valle dei Fiori, un giardino naturale di straordinaria bellezza, parco nazionale e sito Unesco, resa celebre da un alpinista inglese soltanto nel 1931: si tratta di prati a 3-4.000 metri di quota dove in primavera-estate fioriscono specie endemiche di fiori selvatici e medicinali come acero indiano, papavero blu, iris nano, anemoni, primule, gerani e orchidee, un vero giardino degli Dei tra foreste e nevai, che offre riparo anche ad animali rari come moschi, pecore blu, orso himalayano e leopardo delle nevi.

 

Uttarakhand
Capoluogo: Dehradun
Superficie: 53.483 km
Lingue parlate: Hindi (lingua ufficiale), Pahari, Urdu, Panjabi, Bengalisch, Nepali, Inglese
Maggiori informazioni:
Ufficio nazionale del turismo indiano in Italia -  www.indiatourismmilan.com
Ministry of Tourism India – www.incredibleindia.org
I Viaggi di Maurizio Levi – www.deserti-viaggilevi.it

 

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