Verso Kabul

    di Mario Paluan
    Edizioni Premedia
    92 pagine
    € 0,99 su tutti gli store

    Verso Kabul - ebook di Mario Paluan

    Non dormivo prima, non ho dormito né durante né dopo, per diversi giorni.
    Evento irrinunciabile, cosa da compiere assolutamente, il viaggio a Kabul mi era entrato sotto pelle, stampandosi nella mia vita.
    Andata e ritorno in 28 giorni: non è stato uno scherzo, ma non occorre esagerare.
    Altri l’hanno fatto. Erano gli Anni ’70 e che vogliate o no a Kabul ci siete stati anche voi.
    Perché quello è il viaggio verso l’altrove, il sogno, il desiderio, il mito, almeno per il viaggiatore occidentale. Chi non ha fatto cose del genere nella vita?

    Da Kabul sono stato fortunato a tornare vivo per alcune mie sconsideratezze.
    Ho portato a casa la pelle ma la portinaia al mio ritorno mi ha chiesto: Scusi, Lei dove abita? Non mi aveva riconosciuto.
    Verso Kabul è una sorta di iniziazione, un viaggio metafora intrapreso troppo giovane per capire. Mi è mancata l’umiltà di comprendere luoghi e genti, ora come allora martoriate e indifese. Come allora fiere, rustiche e incoercibili. Dell’Afghanistan abbiamo visto e compreso poco, ma quel “poco” continua a parlarci dentro, istruendoci, dopo decenni trascorsi. Ora ci stanno gli Americani, prima c’erano i Russi, prima ancora i Persiani. Nessuno può stare là troppo a lungo senza scopi dichiarati, a meno che non si voglia davvero aiutare quei popoli costruendo ospedali, infrastrutture, scuole, rispettando la loro cultura, il carattere, nel nome della loro tradizione e della nostra cultura, se ne abbiamo ancora una. Non ci pare che ciò stia avvenendo.

    Permettetemi di ricordare i componenti di quel viaggio: un malese dal carattere di acciaio e dagli occhi come pugnali, il fratello silenziosissimo e imperturbabile compagno, la moglie italiana del primo e la loro bellissima bimba.
    E poi onore all’auto: una Citroën la cui batteria nelle ultime centinaia di chilometri del ritorno veniva alimentata ad acqua di rubinetto con le caraffe dei ristorantini ai bordi della strada.

    Qui di seguito ho anche cercato di raccontare Verso Kabul con le poche foto scattate.
    Per quanto riguarda le didascalie provate a metterle voi, non è difficile: riconoscerete nelle immagini la vostra stessa avventura, le illusioni, i vostri desideri più segreti.
    A Kabul, in un modo o nell’altro, ci siete stati anche voi, non ricordate?

    Mario Paulan

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