Il fascino dell’arte africana

Arte tradizionale africana, mostra African style.

Produzione plastica e scultorea dell’Africa a sud del Sahara, frutto di innumerevoli culture, etnie e tradizioni religiose, l’arte africana nell’accordo profondo tra percezione universale e realizzazione particolare, ha trovato la sua sublimazione in una visione non solo etnografica ma soprattutto estetico-formale.
L’ingresso al Metropolitan Museum of Art di New York e al Pavillon des Sessions del Louvre di Parigi nel 2000, ha segnato la definitiva consacrazione dell’arte africana nel mondo occidentale.

Caratterizzata da visione plastica e percezione immediata dello spazio, in particolare la maschera è l’estasi immobile del volto, una fissità che esprime una estrema e pura espressione liberata da ogni contestualizzazione e condizionamento.
È proprio tra ricerca di adeguatezza, tra trascendente e realtà concreta che prendono vita e si concretizzano le sculture africane.
Così la scultura diventa il supporto della forza vitale (Nyama) e lo stile è la visione comune a tutte le tribù della realtà sovrasensibile filtrata attraverso la personalità dell’artista.

Una simile arte sopravvive solo sino a quando esiste la fede in questa visione del mondo, altrimenti nascono forme artistiche distorte, finalizzate al mercato turistico, prive di forza e di vita.
Tuttavia, ancora oggi, come già scriveva nel 1915 lo storico dell’arte Carl Einstein nel primo vero testo di estetica dell’arte africana “Negerplastik”, è valida l’osservazione che “a nessuna arte l’Europeo si accosta con altrettanta diffidenza come all’arte africana. La sua prima reazione è di negare che si tratti di arte… Tale distanza e i pregiudizi che ne derivano rendono difficile ogni giudizio estetico, anzi lo rendono impossibile, in quanto un tale giudizio presuppone in primo luogo un processo di avvicinamento”.

Attraverso il collezionismo, a partire dalle antiche sculture, si sono creati degli oggetti rivestiti di un nuovo significato.
Si sono creati gusti estetici e si sono attribuiti valori artistici a seconda delle epoche e dei gruppi di collezionisti, studiosi e mercanti d’arte: dal classico all’astratto, dalle raffinate maschere ritratto delle popolazioni Baoulé e Dan della Costa d’Avorio alle maschere cubiste dei Songye e a quelle straordinariamente astratte dei Tèké, entrambe della Repubblica Democratica del Congo.
Naturalismo e astrattismo, patine di colori minerali e vegetali naturali opposte a patine lucide, volti umani talvolta abbinati a figure zoomorfe fino ad arrivare allo zoomorfismo puro: questa la varietà formale infinita delle maschere africane.

Esiste comunque un divario tra l’atteggiamento mentale dell’artista e quello dello storico dell’arte.
I giudizi su di un’opera sono frutto del gusto personale e sono condizionati dal bagaglio culturale dello storico, che spesso non consentono di valutare correttamente l’artista in quanto tale e la comunità per la quale l’oggetto d’arte è stato creato.
Comunque mai “l’arte per l’arte”, la scultura in Africa assolve un compito magico-religioso sempre ben preciso, dove l’artista è considerato un semplice esecutore, e non un creatore e pertanto rimane anonimo.

Le sculture e le maschere in particolare sono strumenti per stabilire un contatto con le forze dell’aldilà e gli antenati ne sono intermediari.
Si tratta di culture dominate dalla lingua parlata e dalle immagini e quasi totalmente prive di scrittura.
La scultura africana è caratterizzata da frontalità, simbolismo e gerarchizzazione tra le diverse parti del corpo.
Mentre il modello “one tribe-one style” è fortemente criticabile quando si pensa che le suddivisioni in tribù e i confini territoriali sono stati spesso frutto di forzature politico-coloniali ed inoltre scultori, fabbri, fonditori sono itineranti e quindi gli stili misti sono molto diffusi.
È proprio dalla fusione di questi aspetti estetici e magico-religiosi che nasce nel collezionista e nello studioso di ieri e di oggi la passione per l’arte e le maschere d’Africa.

Bruno Albertino, Anna Alberghina

Figura di fertilità. Mostra African style. Collezione Albertino Alberghina

Alcune immagini della mostra
African style, dall’arte africana tradizionale all’arte contemporanea
a cura di Bruno Albertino e Anna Alberghina

Palazzo Salmatoris in Cherasco (CN) dal 17 ottobre 2015 al 17 gennaio 2016