Assam e Arunachal Pradesh, l’India del nord-est

Etnia Naga

Gli stati che compongono l’estremo nord-est dell’India, almeno a guardare la carta geografica, sembrano non avere nulla in comune con il resto della penisola.

Circondata da Bhutan, Tibet cinese, Birmania e Bangladesh e collegata al resto della nazione da un’esile striscia di territorio, l’India nord-orientale è situata lungo l’alto corso del Brahmaputra, uno dei maggiori fiumi asiatici: un territorio prevalentemente montuoso, con paesaggi mozzafiato, che si estende fino alle prime propaggini himalayane raggiungendo spesso quote superiori ai 6000 metri.

L’ambiente, estremamente vario, spazia dalla vegetazione tropicale fino alle foreste di conifere, ospita oltre cinquecento specie di orchidee e una fauna ricchissima che comprende rinoceronti, leopardi delle nevi, tigri, orsi ed elefanti, protetti in bellissimi parchi nazionali poco visitati e conosciuti.

Nagaland etnia NagaÈ un’India diversa, ancor segreta e quasi sconosciuta, che fino alla fine del secolo scorso era interdetta agli stranieri a causa della situazione di tensione ai confini con la Cina e dei frequenti scontri tra etnie diverse.
La regione a tutt’oggi può essere visitata soltanto con permessi speciali, in gruppi precostituiti e su percorsi obbligati.

Dal punto di vista etnico l’India del nord-est è caratterizzata da una massiccia presenza di adivasi, popolazioni di origini e lingua mongola o tibeto-birmana, già presenti in India prima del 1500 a.C..

Le sperdute vallate dell’Assam e dell’Arunachal Pradesh ospitano ben un quinto di tutti gli adivasi indiani, che sopravvivono oggi confinati in zone marginali e di non facile accesso, mantenendo pressoché intatti gli antichi usi e costumi.

In quelle terre le religioni tradizionali lasciano spazio all’animismo, il commercio si fonda più sul baratto che sull’uso del denaro, e musica, danza e artigianato risultano assai creativi e originali, con particolari produzioni di tessuti colorati, maschere e statue lignee.

Nagaland etnia NagaAssam, il più esteso dei sette stati con enormi piantagioni di tè, risaie e palme da cocco, basa la sua prosperità sulle attività agricole: basti pensare che i fertili campi nella pianura alluvionale del Brahmaputra producono il 65% del tè indiano.

La regione presenta inoltre uno spiccato interesse naturalistico e artistico.
Il parco nazionale Kaziranga, visitabile sia in fuoristrada sia a dorso d’elefante, ospita il rarissimo rinoceronte indiano (caratterizzato da un solo corno), presente con 1500 esemplari, in compagnia di tigri, elefanti, cervi, bufali e varie specie di uccelli acquatici.

Degna di interesse anche l’isola di Majuli, una delle più grandi isole fluviali al mondo: un enorme banco di sabbia di 886 kmq nel bel mezzo del Brahmaputra, famosa per i suoi 22 monasteri hindi eretti nel 1400, candidato a diventare sito del patrimonio Unesco.

Nagaland etnia NagaArunachal Pradesh è uno stato montuoso situato nell’estremo nord, ai confini con il Tibet cinese.

Quasi privo di strade carrozzabili e infrastrutture, è caratterizzato da altipiani solcati da profonde valli, ricoperte da rigogliose foreste ricche di orchidee.

È lo stato indiano meno popolato e con più bassa densità demografica, ma anche il più ricco di minoranze etniche adivasi: decine di tribù diverse che vivono in remoti villaggi, in qualche caso accessibili soltanto con lunghe marce a piedi, in un ambiente di natura incontaminata.

Le etnie più interessanti dell’Arunachal Pradesh sono gli Apatani, i Nishi, i Nocte, i Mompa, i Naga (a cui si riferiscono le immagini), gli Adi e i Wancho.
Alcuni di questi popoli erano fino a tempi recenti conosciuti come feroci cacciatori di teste, oggi sono prevalentemente coltivatori di papavero da oppio.
La visita ai loro villaggi è davvero un salto indietro nel tempo.

Giulio Badini
I Viaggi di Maurizio Levi