Il bagaglio del motociclista sahariano

Algeria, Tassili n'Ajjer
Algeria, Tassili n'Ajjer

È più di trent’anni che faccio viaggi in Sahara, prima in moto poi in macchina.
Tutto è cominciato nel 1982 quando ho deciso di aggregarmi a un gruppo di motociclisti che aveva come meta l’oasi di Djanet in Algeria.
Sono partito senza pormi grandi problemi, da anni viaggiavo in moto, quindi mi sono preoccupato di avere una moto idonea, un BMW R80 GS, e per il bagaglio mi sono fidato della mia esperienza in Europa.
Unica aggiunta, una tanica di benzina da dieci litri.

Cosa c’entra tutto questo con il bagaglio?
Tantissimo, perché il mezzo di trasporto, il tipo di viaggio e la destinazione sono determinanti per stabilire che cosa ci si debba portare appresso, cosa possa essere utile e cosa invece superfluo.
A volte sono i particolari che fanno la differenza, ad esempio, in quel viaggio ho passato il tempo a inveire contro la giacca Barbour, perfetta per climi temperati o freddi, ma una maledizione del demonio in un clima caldo, dove gocciolava olio e “profumava” di catrame. Lo stesso per gli stivali, perfetti per i viaggi stradali, ma non idonei per lo sterrato.
Il mezzo non ha tradito, ma tutto quello che avevo caricato, in particolare le taniche, hanno distrutto i portapacchi non costruiti per reggere le vibrazioni del fuoristrada.

Il bagaglio deve essere determinato dalla valutazione del peso totale che la motocicletta può caricare

Mentre ero in Africa, vedevo mezzi vecchissimi girare senza subire danni, i loro guidatori muoversi con pochissime cose, giusto il necessario per chiudere le tappe in sicurezza.
Ho fatto tesoro dell’esperienza altrui e nei viaggi successivi ho continuato a fare prove e a osservare come si comportavano i locali nelle stesse situazioni, giungendo infine a una semplice conclusione: il bagaglio deve essere determinato dalla valutazione del peso totale che la motocicletta può caricare.
In altre parole, la garanzia fondamentale per ridurre il rischio di eventuali guasti del mezzo è il rispetto del massimo peso del carico ammissibile. Sembra banale, eppure non lo è.

Facciamo un esempio: prendiamo una moto che pesi, in ordine di marcia, compresi tutti i liquidi, 170 chilogrammi. Il massino carico è, di norma, equivalente.
Ma per viaggiare in condizioni di sicurezza il carico non dovrebbe superare il 90%. Nel nostro caso sono quindi caricabili 157 kg, che si riducono immediatamente sottraendo il peso del pilota, con tuta, stivali, casco, ecc. Diciamo 90 chilogrammi.
Facendo i conti della serva rimangono disponibili 67 chili: pochi, per un viaggio sahariano in cui bisogna essere in larghissima parte autosufficienti.

Calcolato il peso massimo del bagaglio, cosa prevedere

Il primo posto del vostro bagaglio deve essere occupato da acqua e carburante.
Le scorte devono essere caricate cercando di tenere il baricentro più basso possibile, in modo da non alterare la stabilità del mezzo.
Quanta acqua e quanto carburante?
Dipende dalla meta e dalla difficoltà del percorso, ma tenete presente che il successo del viaggio, e spesso la vostra stessa vita, sono legate a questi due elementi essenziali del bagaglio.
Il massimo cui sono arrivato è 45 litri di benzina (in realtà solo 25 in più rispetto al serbatoio originale) e 10 litri di acqua.
Il peso, tenendo conto dei serbatoi supplementari, era in quel caso di circa 40 chili.

A questo punto iniziate a calcolare il bagaglio tecnico:
pezzi di ricambio (peso 4 kg): leve manubrio, filo frizione/freno generico, due camere d’aria (anteriore e posteriore), kit forature con leve smontaggio, filo di ferro, pasta epossidica, una lattina di Coca Cola vuota (in Africa ci riparano ogni tipo di tubo), filo elettrico 12 volt, fusibili della moto, un set di lampadine, candela di ricambio, ½ litro d’olio;
kit da campeggio (peso 7 kg): tenda, materassino gonfiabile, sacco a pelo, set posate, tazza, piatti, pentolame e fornello (tutto in alluminio);

Il peso rimanente a vostra disposizione è di 16 kg che potete suddividere in:
6 kg di generi alimentari, rispettando il principio di avere tutto cibo che permetta di recuperare l’acqua di cottura (come i cibi liofilizzati) o non richieda acqua per essere consumato;
10 kg di vestiario, medicine, toeletta. Dovete adottare il criterio dell’abbigliamento a “cipolla” usando la tuta da moto come vestiario pesante in caso di freddo.

Così combinati che cosa si può fare?

Cominciamo a fare un ragionamento su autonomia e guidabilità:
• con 45 litri di carburante potete percorrere 400 km su terreno difficile (sabbia molle, dune) e 600 su terreno più facile (sterrato o sabbia dura);
• con 10 litri di acqua siete in grado di sopravvivere due giorni in condizioni estreme e quasi quattro con temperature e condizioni di stress più favorevoli.

Occorre tenere conto però che una moto a pieno carico è comunque poco maneggevole e difficilmente galleggia sulla sabbia.
Perciò non sarete in grado di seguire piste difficili (fondo molle), o lunghe per chilometraggio o per durata in tempo, perché vi mancherebbe la riserva di acqua. Comunque dimenticate le dune che in queste condizioni non sono abbordabili.

Una soluzione per traversate più difficili è avere una macchina di appoggio, ma ricordatevi che va caricata con gli stessi criteri.
Quindi viaggerete più comodi, senza carico supplementare, ma scordatevi in ogni caso di potervi allargare molto sul bagaglio personale, perché la macchina servirà solo ad aumentare la vostra autonomia di acqua, benzina e cibo.

Walter Arossa