Orto prêt-à-porter

È il caso di dirlo: la necessità aguzza l’ingegno. Chi viaggia ma non vuole abbandonare il verde domestico si fa la punta al cervello e studia un modo originale per mettersi l’orto in valigia. Se l’idea può apparire bizzarra, nel mondo del design e della progettazione non mancano le soluzioni sull’orticoltura in movimento. “Sono molti i creativi che hanno utilizzato il tema del viaggio per i loro progetti”, spiega l’architetto Valentina Caiazzo, autrice per il sito Lavorincasa.it ed esperta in progettazione per bambini e bioedilizia. “La valigia trasmette un senso di sicurezza, dovuto alla possibilità di avere sempre con sé gli oggetti giusti”.

Tra i primi artisti a esprimere questo concetto c’è Bruno Munari, che sul finire degli anni Cinquanta ha realizzato le famose Sculture da Viaggio. Si tratta di piccoli oggetti leggeri e pieghevoli da portare in valigia con sé, perché facciano da “punto di riferimento della propria cultura, anche quando ci si trova fuori ambiente”.

Il concetto di “portatile e tascabile” è stato successivamente approfondito nell’idea di utilizzare la valigia come vaso, come contenitore per avere sempre a disposizione piante aromatiche e ortaggi. “In molti, specie sul web, hanno utilizzato questa tecnica come spunto di riciclo”, racconta l’architetto Caiazzo. Numerosi blog e altrettante associazioni di hobbistica insegnano come trasformare facilmente i vecchi bagagli in fazzoletti di verde da mettere sul balcone o utilizzare come oggetti di arredo.

Gli Urban Buds di Gionata Gatto

“Alcuni designer però, come Gionata Gatto, hanno approfondito il tema, trasformando la valigia, non aperta, ma chiusa, in un contenitore adatto sia come decorazione domestica sia per il vero e proprio trasporto degli ortaggi”. Per la sua tesi di laurea, questo creativo studente della Design Academy di Eindhoven ha progettato gli Urban Buds, una valigia piena di terra che permette di coltivare fino a 36 ortaggi diversi (http://www.atuppertu.com/). Un modo per avere sempre a disposizione un assaggio fresco della propria coltura quando ci si trova in giro per il mondo.

“Non manca chi ha sviluppato l’idea di vaso portatile, visto non come valigia quanto come borsa con tanto di manici, che permette di spostare la propria coltivazione con facilità, anche quando il peso non è così limitato”. In questa direzione, un trio di designer parigini, Godefroy de Virieu, Louis de Fleurieu e Virgile Desurmont, ha ideato dei particolari giardini portatili in un tessuto geo-tessile resistente ai raggi UV, al gelo e alla trazione (http://www.bacsac.fr/). I BacSac sono leggeri sacchetti portatili, che permettono di passare da un indirizzo a un altro seguendo la rotazione delle colture per tutto l’anno.

Sulla falsariga, ci sono anche gli italianissimi contenitori prêt-à-porter creati da un’idea dell’architetto Giulia Forti, “una sorta di sacco, in tessuto geo-tessile, con interno in tessuto non tessuto, particolarmente adatti al trasporto, senza creare alcun danno agli ortaggi”. Il set completo di tre vasi si può acquistare sul sito http://www.ortodamare.com/ a un costo di 121 euro. Le soluzioni non mancano.

Set di vasi Orto Damare

 

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