Partigiano sul Gargano

La lista di oggetti sta al bagaglio come la mappa sta al territorio da visitare: entrambe cercano di minimizzare l’impatto con una realtà altra, di addomesticare l’imprevedibile. Di liste di bagagli ve ne sono di notissime: penso in particolare a quelle redatte dagli esploratori ottocenteschi, tanto ricche di dettagli e di annotazioni da potersi considerare quasi letteratura, per come ci raccontano convinzioni e pregiudizi dell’epoca e della cultura in cui sono state redatte.

Qui siamo invece davanti ad un caso particolare, un racconto che  contiene una lista di oggetti che compongono un bagaglio di fantasia.

Nemmeno un personaggio dei fumetti può esimersene a quanto pare.

Così, mentre si immagina “Partigiano sul Gargano”, in seguito dell’invasione russa, Andrea Pazienza non può fare a meno di dotare l’alter ego uscito dai suoi pennarelli di un accurato elenco di oggetti indispensabili alla missione.

A fare da sfondo al racconto c’è un mondo che non esiste più: la guerra fredda, la contrapposizione dei blocchi occidentale e orientale, e quella che sarebbe poi stata battezzata “Prima Repubblica”.

Il “Quaderno rosso del Male”, di cui fa parte questa storia a fumetti, è da poco uscito in quell’inizio di 1981. Io ho 19 anni e l’Armata Rossa ha invaso l’Afghanistan da poco più di un anno. Paz immagina i tentacoli della piovra russa allungarsi sino alla sua amata Puglia e se stesso partire per fare il partigiano sulle colline del Gargano.

Ma dato che questo è un fumetto, che Paz è Paz, e che i tempi sono quelli che sono, a fare la resistenza ci si va in Vespa, muniti una vecchia doppietta da caccia e con i soldi della mamma. E nell’elenco delle cose da portare non solo c’è l’imprescindibile Opinel ma anche un paio di Lacoste, spazzolino e dentifricio, un tubetto di pomata per le emorroidi, una pistola sub, un barattolo di Ovomaltina e un sacco di altre cose, tra cui l’indispensabile e classico “tocco di fumo”. Le avventure che seguono sono esilaranti e contengono gag e battute memorabili, viatico che continua ad accompagnarmi ancor oggi, nella vita di tutti i giorni.

Un’ultima annotazione. Curiosamente il nostro partigiano-Paz non porta con sé niente da leggere! Particolare che mi suona buffo, se penso che comprai il “Quaderno rosso” subito prima di partire per il CAR e l’album fu parte delle letture che inclusi nel bagaglio che preparai per il servizio di leva…

Enrico Guasco

 

[box] Courtesy Michele Pazienza[/box]