L’inutile e il dilettevole

Nella nostra valigia non ci sono solo cose utili.
Dentro c’è sempre qualcosa in più, che in qualche modo identifica il proprietario, svelando il suo carattere, le motivazioni del viaggio, il modo di pensare e vedere il mondo.
E anche i più strambi e imprevedibili bisogni, come dimostrano i contenuti dei bagagli smarriti, che si accumulano con triste regolarità nei depositi degli aereoporti internazionali.
Non ultimo quello della Malpensa, dove ogni anno vengono battuti all’asta migliaia di oggetti, appartenuti a chissà chi.

Niger, Bagaglio vivo e vivace. (Bruno Zanzottera/Parallelozero)
Niger, Bagaglio vivo e vivace. (Bruno Zanzottera/Parallelozero)

Peccato, perché sarebbe interessante chiedere all’interessato cosa se ne facesse di una gelatiera, di una serie di bonghi, di una bicicletta pieghevole o di un voluminoso umidificatore.
Oppure farsi spiegare per quale motivo ci si porti dietro, ben imballata tra magliette e camicie, una macchina per fare il pane. E la borsa contenente il carica-batteria per auto a chi apparteneva? Non lo scopriremo mai, questo è certo. Sappiamo però che all’assurdo non c’è limite e che nelle valigie ci può essere davvero di tutto.

Qualche buontempone, in vena di perder tempo, si è addirittura preso la briga di compilare una lista delle cose più strane ritrovate nei bagagli. Il primo posto è riservato a un’armatura in ferro, completa di cimiero e calzari, che avrebbe fatto la sua figura nel guardaroba di un cavaliere medievale. Seguono a ruota: un paracadute nuovo di zecca (paura di volare?), un serpente a sonagli vivo e vegeto, parti del sistema elettronico di guida di un caccia F16 (valore circa 250.000 dollari), un disegno autentico di Picasso (certo comprato in un mercatino) e infine uno smeraldo di oltre 40 carati (forse un grazioso regalino per la fidanzata di turno).

Ma questo è niente, rispetto al cranio umano ritrovato qualche anno fa all’aeroporto di Fort Lauderdale, in Florida. Opportunamente corredato di denti, capelli e brandelli di epidermide, faceva bella mostra di sé nel bagaglio di una distinta signora trentenne, arrivata fresca fresca col volo da Haiti. Serviva a scacciare gli spiriti maligni, questa la giustificazione offerta agli esterrefatti ufficiali di dogana. Come darle torto? Il voodoo è un hobby come un altro.
Di fronte a tali orrori la classica valigia col doppiofondo pieno di soldi è roba di ordinaria amministrazione. Ma anche in questo caso c’è chi ama strafare: come i due businessman giapponesi beccati a Chiasso nel giugno 2009, che nel bagaglio nascondevano titoli e buoni del tesoro americano per ben 100 miliardi di euro. Ovvero, tanto per capirci, l’equivalente di quattro o cinque robuste manovre finanziarie.

Denaro, droga, animali vivi, attrezzature tecniche avveniristiche, pietre preziose, utensili improbabili, opere d’arte e persino reperti anatomici: il bagaglio può celare l’inimmaginabile.
Quindi state all’occhio: quando recuperate la borsa dal nastro trasportatore assicuratevi che sia quella giusta.
Le conseguenze di uno scambio accidentale potrebbero essere deleterie. O perlomeno imbarazzanti.
Chiedetelo a quel pastore anglicano di York, che al ritorno di un viaggio si trovò per sbaglio tra le mani la valigetta 24 ore di una modella porno, piena di mutandine, reggicalze e una bella rassegna di foto sexy. Niente di grave in fondo, salvo convincere vostra moglie che non avete una doppia vita.

Paolo Novaresio

 

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