Borghi delle Cinque Terre, guardiani del mare

Cinque Terre. Manarola ©Alessandra Piasecka - Photography
Manarola. ©Alessandra Piasecka - Photography

Sbucano tra verdi colline terrazzate e grigie scogliere scoscese che spariscono tra i bianchi flutti delle onde che lambiscono la costa e modellano i dirupi, sono attraversati dal vento che accarezza ogni loro pietra: sono da secoli guardiani del mare.

Inseriti nel parco nazionale delle Cinque Terre creato nel 1999, a sono considerati una delle aree più affascinanti e caratteristiche del nostro paese, riconosciuti dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità.
Cinque piccoli villaggi inseriti in baie impervie, abbarbicati su speroni di roccia a picco sul mar Ligure che si celano ai naviganti grazie ai nascondigli offerti dalla costa.

Tra gli stretti caroggi, protetti dalle arpaie, si elevano variopinte case torri genovesi, che sembrano tinte dal pennello di un abile pittore che, con colori dai toni brillanti, impressiona la mente di ogni visitatore, stregandone i sensi.
Le onde, con ripetuta cadenza, cancellano le ombre immobili delle colonne di case, che si protendono, audaci, sul mare, mentre le imbarcazioni, che provengono da lidi lontani, cercano un approdo sicuro alle marine, tra le anguste calette, rompendo la trama delle macchie di schiuma bianca, sospese sulle creste.

Tra fortini, mura di cinta e torri, che ricordano le origini medioevali dei borghi, le costruzioni urbanistiche più caratterizzanti delle Cinque Terre sono le case torri genovesi, tipiche di Vernazza, Manarola, Riomaggiore, edificate con pietra del luogo e tetti di ardesia: abitazioni dai colori pastello, verdi, rosse, gialle e rosa che si innalzano verso il cielo, strette le une alle altre per mancanza di spazio ma anche come tecnica costruttiva per proteggere il paese e i suoi abitanti dall’attacco dei pirati e dei saraceni che, in epoca medioevale, saccheggiavano la costa ligure.
Percorrendo i caroggi, gli angusti portici e i vicoli ombreggiati, tra colori con differenti tonalità create dalle sfumature della luce che attraversa le torri, riviviamo momenti di vita del passato che scandiscono ancora i gesti quotidiani, come un tempo.
Questi luoghi fecero innamorare pittori e poeti che, nel corso dei secoli, li celebrarono al mondo intero, immortalando le trasparenze del golfi, i colori delle giornate, l’unicità delle architetture.

Monterosso al Mare, il centro storico si raggiunge e si lascia attraverso vicoli stretti che ospitano locande e osterie. Qui troviamo piccole botteghe caratteristiche piene di prodotti locali come olio, vino, pasta e focacce liguri. È famoso per aver ospitato durante le vacanze estive, Eugenio Montale, premio Nobel per la letteratura nel 1975, che con i suoi “Ossi di seppia” ha segnato un’epoca per aver creato un linguaggio poetico privo di enfasi e retorica, volto a una precisione narrativa essenziale passando per toni discorsivi, quasi colloquiali. Indimenticabile la descrizione de “La casa dei doganieri” tratta dalla raccolta “Le occasioni”, dove Montale, incisivo e scarno, la colloca “sulla scogliera”, “sul rialzo a strapiombo” dove “Libeccio sferza da anni le vecchie mura”.

Cinque Terre. Vernazza ©Alessandra Piasecka - Photography
Vernazza. ©Alessandra Piasecka – Photography

I caroggi terminano con le arpaie tipiche di Vernazza, strette scalinate che dividono le case torri nate per unire gli abitati dei borghi e al tempo stesso come sistema di difesa, con lo scopo di costringere gli assalitori a un percorso obbligato che li avrebbe esposti alla controffensiva degli abitanti. È il più antico dei cinque insediamenti marittimi ed è dotato di un piccolo golfo riparato che ospita i caratteristici gozzi liguri, barche pronte a uscire in mare sotto costa per le giornaliere battute di pesca.

Immersa nelle viti e negli ulivi, abbarbicata su un promontorio a forma di sperone di roccia calcarea, a cento metri di altitudine sul mare, nasce Corniglia, unico borgo non a diretto contatto con il mare.
Lo si può raggiungere anche dalla costa, dopo aver percosso una ripida scalinata composta da 377 gradini. L’agricoltura scandisce le giornate del paesino che offre una terrazza naturale per ammirare l’intera riserva delle Cinque Terre.

Tra la viva roccia si fa spazio Manarola, incastonata su una ripida falesia che protegge una lunga e stretta marina e tiene a bada le onde che si schiantano contro le scogliere e creano una schiumosa e bianca spuma. Iconografico esempio di variopinte case torri genovesi, ci sembra di immaginare, affacciati alle sue finestre, sguardi curiosi che scrutano lo spazio avanti a loro nell’attesa di tramonti dorati che si confondono tra le rosee pennellate sulle tele delle nubi.

Cinque Terre. Riomaggiore ©Alessandra Piasecka - Photography
Riomaggiore. ©Alessandra Piasecka – Photography

I gialli limoni, immersi nelle verdi terrazze, fanno da cornice al borgo di Riomaggiore, incastonato nella montagna prende vita dal blu del mare e si arrampica fino all’azzurro del cielo.
Dalle tele del pittore Telemaco Signorini, macchiaiolo fiorentino, ‘ascoltiamo’ i suoni e le voci della vita tra i vicoli e le piazze della borgata che provengono dalla mimica dei protagonisti delle scene di “Chiacchiericci a Riomaggiore” e “A riposo a Riomaggiore”.
Intanto le onde che trasportano, in cresta, la luce del tramonto si fermano sugli scogli accompagnate dall’ultimo batter d’ali di squillanti gabbiani.

Nella zona, lungo l’intero paesaggio, troviamo piante esotiche provenienti da tutto il mondo, per lo più fico d’India, ailanto, acetosella e agave. Grazie al clima ottimale e alla sua resistenza al caldo e alla siccità, l’agave è diventata ben presto la padrona indiscussa della costa, mescolandosi tra i cespugli della macchia mediterranea e tra le rocce a picco sul mare.
Ne troviamo una nutrita presenza sulla via dell’amore, tra Manarola e Riomaggiore, inserita in contesti diversi, dai giardini botanici alle rocce che accompagnano i visitatori lungo tutto il cammino.

La vita scorre lenta alle Cinque Terre, protegge l’uomo e gli concede ritmi naturali, prosegue da sempre inalterata.
Le case, le piazze, i vicoli, le botteghe, il mare, rendono unici questi piccoli centri abitati, dove il tempo si è dimensionato allo spazio e governa le azioni di ogni giorno ascoltando le note del vento e il canto dei gabbiani, in mezzo ai caroggi tra le strette arpaie.

Fotografie e testo di Alessandra Piasecka – www.alessandrapiasecka.com