Il Cile tra deserti, ghiacciai e i misteri di Rapa Nui

Isola di Pasqua (Javier Ramos Pinochet/WikiMedia)

Il Cile è una striscia di terra lunga più di 4000 km e larga in media 200 che occupa tutto il lato occidentale dell’America meridionale a sud del Perù, compressa tra le vette innevate della Cordigliera delle Ande e le acque dell’oceano Pacifico, capace di offrire a nord i deserti d’alta quota più aridi del pianeta e a sud i ghiacciai australi della Terra del Fuoco.

Grande due volte e mezzo l’Italia, il Cile conta appena 16 milioni di abitanti, concentrati nella zona centrale, pari ad un quarto del territorio nazionale, e nelle grandi città (6 milioni nella sola capitale Santiago) con il resto del paese quasi del tutto inabitabile e improduttivo.
Eppure, nonostante le severe caratteristiche geografiche, il Cile è dal punto di vista politico, economico e sociale lo stato più progredito dell’America latina, soprattutto grazie alla radicata cultura europea e alle ingenti ricchezze del sottosuolo.

Cile, negozio

Interessante è il Nord ai confini con Perù e Bolivia, culla di antiche civiltà e sede dei maggiori giacimenti minerari.
Un altopiano ondulato situato a un’altezza media di 3-4000 metri, sovrastato da imponenti coni vulcanici (il Cile conta oltre duemila vulcani, di cui alcuni ancora attivi), occupato da steppe, deserti e da enormi laghi salati (salar), con escursioni termiche giornaliere di trenta gradi e assenza quasi totale di piogge.

Lago Chungarà e Vulcano Sajama nel parco nazionale Lauca (Luca Galuzzi/WikiMedia)
Lago Chungarà e Vulcano Sajama nel parco nazionale Lauca (Luca Galuzzi/WikiMedia)

Qui si trova anche il Deserto di Atacama, uno dei più aridi della Terra, disseminato di lagune turchesi popolate da fenicotteri rosa e da crateri fumanti, geyser e sorgenti di acqua calda.
Ancora più a nord, l’altopiano stepposo che circonda Putre, ricco di preziose testimonianze archeologiche, offre al turista di passaggio la spettacolare vista di lagune con acque termali, le grandi colonie di uccelli acquatici del Parco Nazionale di Lauca e il lago Chungarà, uno specchio di acqua verde smeraldo incastonato tra cime innevate, dove trovano rifugio lama, guanachi, vigogne e condor.

Chiesa in Parinacota
Chiesa in Parinacota

Sebbene distante dalla costa ben 3700 km, al Cile appartiene dal 1888 anche l’isola di Pasqua, o Rapa Nui, un’isola vulcanica con scogliere a picco e qualche rara spiaggia lavica.
Un po’ più piccola dell’Elba, l’isola di Pasqua si trova in pieno oceano Pacifico, all’estremità orientale della Polinesia, a circa 4000 km da Tahiti.
Formata in seguito a eruzioni vulcaniche sottomarine, come attestano i tre crateri maggiori e gli oltre cento coni vulcanici circostanti, fino ad alcune migliaia di anni fa l’isola era ricoperta da boschi, ricchi di piante endemiche che offrivano ospitalità agli uccelli migratori.
Gli abitanti, che parlano un idioma polinesiano, giunsero a Pasqua dalle Isole Marchesi nel V secolo e, in completo isolamento, elaborarono in maniera autonoma le espressioni culturali della Polinesia.

Cile. Isola di PasquaIntrodussero la coltura del banano, della canna da zucchero e delle patate dolci, dedicandosi all’allevamento di polli e alla pesca, sviluppando una società composta da clan e governata da una monarchia teocratica fondata su una gerarchia aristocratica.
Tra il 1000 e il 1500, gli abitanti di Pasqua ebbero prosperità e pace sociale, poi giunse improvvisa la catastrofe: forse per un eccessivo incremento demografico, forse per la scomparsa delle foreste e l’impoverimento dei terreni agricoli, un vero e proprio collasso ecologico travolse l’isola e le sue genti, impossibilitati ad abbandonare il luogo per mancanza di natanti adatti a sfidare l’oceano.
Attorno al 1680 arrivò una nuova ondata di immigrati melanesiani, la cosiddetta gente “dalle orecchie lunghe”, che resero schiavi gli autoctoni.
L’isola deve il suo nome attuale agli esploratori olandesi, che la scoprirono il giorno di Pasqua dell’anno 1722.
La fama turistica di Pasqua è legata in particolare ai moai, una serie di 886 enigmatiche sculture antropomorfe di pietra alte da due a dieci metri, erette parecchi secoli fa per ragioni tuttora ignote.
Sono i moai a fare dell’isola di Pasqua uno straordinario museo a cielo aperto, creando un paesaggio unico al mondo.

Cile, cactus nel deserto

Il tour operator Apatam Viaggi propone un tour di gruppo di 17 giorni dedicato alla scoperta di tutte le principali località di interesse ambientale, naturalistico, storico e archeologico del Cile del Nord e dell’isola di Pasqua.
Partenze il 26 maggio 2016 con volo di linea Iberia da Milano e Roma, percorso in minibus privati con accompagnatore dall’Italia, pernottamenti in hotel a 3 e 4 stelle con mezza pensione, quote da 5.800 euro in doppia tutto compreso (escluso ingresso all’isola di Pasqua).

Testo e foto di Giulio Badini