Il coccodrillo

Il coccodrillo non è come il ghepardo o la gazzella. Non fa tenerezza. Molte altre cose, nella savana africana, non suscitano buoni sentimenti, dal clima alla vita familiare dei leoni, ma il coccodrillo le batte tutte: per gli uomini è ancora il drago, il Leviatano, il simbolo del male. Tutto ciò ha a che fare con le scaglie, il sangue freddo, l’aria infida e il fatto che, dannazione, il coccodrillo mangia l’uomo. Battersi con un leone e morire è considerato nobile dalle tribù di pastori nomadi che abitano la savana. Ma viene attaccato e divorato dai coccodrilli soltanto chi ha commesso azioni malvagie. E, come dicono i Turkana del Kenya, ben gli sta.

img007-600pxlIn realtà, il coccodrillo è una stupenda reliquia evolutiva dell’era dei dinosauri. Occupa da più di 150 milioni di anni la nicchia acquatica di fiumi e laghi delle zone tropicali. Praticamente non è diverso, se non nelle dimensioni, dal suo antenato, il Phobosuchus: 15 metri per 15 tonnellate di puro coccodrillo. Un antagonista altrettanto carnivoro del famoso e feroce Tirannosauro re. Oggi le misure sono più modeste: il più lungo coccodrillo del Nilo non supera i 5 metri e può pesare mezza tonnellata. Dato che non smette di crescere dalla nascita, anche se con tasso decrescente, più un individuo è lungo, più è vecchio. Pare che i coccodrilli possano vivere fino a 70 anni, ma solo in casi eccezionali. Il dimorfismo sessuale (la differenza tra maschi e femmine) è notevole in individui della stessa età: i maschi più grossi superano di più di un metro le femmine e sono tre volte e mezzo più pesanti.

I coccodrilli nascono dopo 3 mesi di incubazione nelle uova deposte nella sabbia. La madre le apre con il «dente dell'uovo», trasportando poi i piccoli fino all'acqua. Talvolta anche il maschio aiuta le uova a schiudersi, rotolandole in bocca. (© A. Salza)
I coccodrilli nascono dopo 3 mesi di incubazione nelle uova deposte nella sabbia. La madre le apre con il «dente dell’uovo», trasportando poi i piccoli fino all’acqua. Talvolta anche il maschio aiuta le uova a schiudersi, rotolandole in bocca. (© A. Salza)

Come predatore, il coccodrillo è estremamente efficiente. Non tanto perché non sbaglia l’attacco (per prendere un pesce lo si vede spesso dare morsi a destra e a manca, finché gli va bene), ma perché si accontenta di qualunque preda. Da zero a due anni (mezzo metro di lunghezza), i coccodrillini mangiano soprattutto insetti, che costituiscono il 50% degli animali che riescono a catturare, soprattutto a terra. L’altra metà è fatta di crostacei, molluschi, pesci, anfibi, qualche uccello e brandelli di carne di mammifero provenienti da carogne. A quindici anni (due metri e mezzo) il coccodrillo mangia soprattutto pesce, con una forte integrazione di molluschi: la sua vita si fa più tipicamente acquatica. Cattura pochi insetti, ormai, ma non riesce ancora a cacciare i mammiferi. Quando raggiunge i 5 metri e i 50 anni, più del 30% della sua dieta è costituito da carne di mammiferi. Il resto da pesce (l’alimento base del coccodrillo) e anche da altri rettili. Come quasi tutti i grandi predatori della savana, uomo compreso, il coccodrillo è cannibale.

Il lago Turkana ha la più alta densità di coccodrilli del mondo, ma la scarsità di animali da preda sulle sue rive aride (asini e capre a parte, ma i Turkana fanno buona guardia) li spinge a contare solo sul pesce. Una recente analisi ha dimostrato che quasi la metà (48%) dei coccodrilli uccisi a scopo di studio aveva lo stomaco vuoto. Pare che una dieta monotona renda il coccodrillo inappetente.

Il coccodrillo, contrariamente a quanto si pensava, ha elaborati comportamenti sociali. Pur essendo territoriale, non esita a cooperare: per esempio, più adulti possono disporsi a semicerchio di fronte all’estuario di un fiume, in modo da impedire la fuga del pesce. Due coccodrilli sono stati visti trasportare insieme un’antilope troppo pesante per uno solo. Il cervello del coccodrillo è ben servito dall’apparato percettivo: gli odori, attraverso canali indipendenti dalla respirazione, arrivano direttamente a una camera adiacente il lobo olfattorio del cervello; la gamma sonora è ottima, da 100 a 4000 hertz, più o meno quella della voce umana (soprani esclusi); gli occhi, protetti da tre palpebre, hanno un grande campo visivo e colgono la tridimensionalità. Ma è la bocca l’apparato più impressionante. Il coccodrillo, grazie a una piega di tessuto tra pavimento e palato, può tenere la bocca aperta sott’acqua. Può anche respirare mentre divora la preda in immersione in quanto le narici sono direttamente collegate alla faringe, aldilà della piega sopra descritta. Il tutto è circondato da una settantina di denti acuminati.

Cacciando vicino alla superficie dell’acqua, il coccodrillo galleggia simile a un tronco, muovendo appena le zampe per dirigersi verso la riva. Mostra solo gli occhi, le orecchie e le narici. Con delle mascelle che si possono serrare con la forza di mezza tonnellata (ma che non riescono ad aprirsi se strette dalla mano di un uomo, provateci), il coccodrillo afferra l’antilope all’abbeverata. L’accelerazione per l’attacco gliela fornisce la coda, usata come un remo, mentre le zampe sono tenute idrodinamicamente lungo il corpo. Quando tocca il fondo, le zampe sollevano il corpo per il balzo finale.

Se la preda è ancora fuori tiro, il coccodrillo ripete l’oscillazione delle zampe posteriori. La testa si appoggia sulla riva per supportare il peso del corpo mentre le zampe si preparano a un altro balzo. Con questo metodo un coccodrillo adulto è in grado di abbattere un bufalo cafro del suo stesso peso. La preda è poi trascinata sott’acqua dove viene affogata a smembrata, dato che i denti del coccodrillo servono come artigli ma non possono né tagliare, né masticare.

Il coccodrillo dà la falsa impressione di essere un predatore non troppo attivo. Spesso lo si vede a riposo sulle rive, come se stesse prendendo il sole. Il fatto che la sua frequentazione delle spiagge sia statisticamente significativa al mattino e alla sera, contrasta con la teoria che durante queste soste il coccodrillo immagazzini energia. Anche il fatto che tenga la bocca aperta è inspiegato. Si dice che sia un regolatore di temperatura, come la lingua dei cani, ma è più probabile, a mio parere, che abbia a che fare con un linguaggio coccodrillese non verbale. La striscia gialla che contorna la bocca serve ad attirare altri coccodrilli.

Nguyua è un pescatore elmolo, una piccolissima tribù del lago Turkana. Ha ucciso e mangiato così tanti coccodrilli da far pensare che il vero Leviatano sia lui, aldilà dell’aspetto mite e del sorriso contagioso. «Se un coccodrillo mi attacca, che faccio? », gli chiedo.  «Ah, è facile», risponde, «gli cacci due dita negli occhi, lui molla coi denti e tu lo uccidi».

L'imboscata: con solo gli occhi e le narici affioranti, il coccodrillo sorveglia un punto di abbeverata frequentato dalle antilopi. Usando la potente coda come propulsore si avvicina, afferra la preda per il muso e la trascina sott'acqua, dove la uccide annegandola. (© A. Salza)
L’imboscata: con solo gli occhi e le narici affioranti, il coccodrillo sorveglia un punto di abbeverata frequentato dalle antilopi. Usando la potente coda come propulsore si avvicina, afferra la preda per il muso e la trascina sott’acqua, dove la uccide annegandola. (© A. Salza)

 

Alberto Salza

 

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