Around the world

Danilo Ragona e Luca Paiardi
Foto Gabriele Bertotti

La vita ci pone degli ostacoli, ma i limiti li mettiamo sempre e solo noi. Ecco perché Danilo Ragona (40 anni) e Luca Paiardi (39), entrambi torinesi, non si sono arresi di fronte all’incidente stradale che li ha costretti su una sedie a rotelle, ma hanno ripreso in mano la loro vita, giorno dopo giorno, trasformando la disabilità in una risorsa inaspettata.
Oggi viaggiano insieme alla scoperta del mondo, testimoniando come sia possibile reagire di fronte alle difficoltà: basta guardare le cose da un nuovo punto di vista, reinventarsi e lasciarsi guidare da una forza di volontà superiore a qualsiasi limite fisico.

Danilo, la tua con Luca è una meravigliosa storia di amicizia…
Sì, ci siamo conosciuti circa vent’anni fa in un’unità spinale di Torino, dove entrambi eravamo in riabilitazione dopo un incidente stradale, io in auto e lui in moto. Ci siamo rivisti sui campi da tennis e, a quel punto, abbiamo iniziato ad affrontare campionati nazionali e internazionali: viaggiavamo insieme, talvolta in compagnia di altre persone, e poco per volta aggiungevamo altre attività fra le nostre esperienze, come la danza contemporanea. Non potevamo più camminare, ma entrambi avevamo braccia e cervello, potevamo ancora affrontare le nostre vite. Così, un giorno, mangiando un panino, ci siamo detti: “Perché non raccontare le nostre storie di viaggio a chi pensa che non sia possibile viaggiare con una disabilità?”.

Danilo Ragona e Luca Paiardi
Foto Gabriele Bertotti

E nel 2015 nasce “Viaggio Italia”…
Esattamente. Ci piace definire il nostro progetto “tre volte impresa”: impresa perché in ogni viaggio affrontiamo esperienze nuove, soprattutto sportive; impresa perché ci rivolgiamo alle aziende proponendo soluzioni più inclusive per chi ha una disabilità; impresa perché testimoniamo come la vita in autonomia sia possibile. In sostanza viaggiamo, facciamo nuovi incontri, proviamo il gusto della scoperta e poi lo raccontiamo sul nostro blog.

Quanto è importante la tecnologia in tutto questo?
È fondamentale. Rispetto al passato, oggi un disabile ha la possibilità di vivere esperienze estreme. Io e Luca ne siamo la testimonianza, perché un elemento costante dei nostri viaggi è lo sport: abbiamo volato con il deltaplano, fatto downhill, utilizzato barche a vela e canoe. Dopo averla provato sulla nostra pelle, ci siamo resi conto di quanto sia fondamentale proseguire sulla strada dell’innovazione, intesa come linguaggio, tecnica e servizi.

E tu ci hai messo del tuo…
Dopo l’incidente, ho studiato design, mi sono laureato e oggi disegno carrozzine particolari per la mia azienda, la Able To Enjoy. Sono modelli superleggeri, maneggevoli e fashion, che nel 2011 mi sono valsi la menzione d’onore del Premio Compasso d’Oro organizzato dall’Associazione per il Disegno Industriale. Nella mia concezione, non si tratta più di ausili medicali, che sembrano ricordare ogni giorno quello che non puoi fare, ma al contrario strumenti che rendono la vita piena di possibilità e totalmente personalizzabili, con undici colori e oltre mille combinazioni. Carrozzine da indossare, da interpretare con il proprio stile.

Danilo Ragona e Luca Paiardi

E per chi non può permettersele?
Da un paio di settimane, abbiamo avviato un progetto di recupero delle carrozzine che vengono gettate nelle discariche, spesso dalle stesse aziende, magari perché sono vecchie, non adatte al mercato o con qualche difetto. Noi le recuperiamo, le rigeneriamo e restituiamo loro nuova vita, permettendo a quante più persone possibile, a un prezzo accessibile, di vivere nuovamente l’esperienza dello sport e della vita quotidiana.

Ma non finisce qua, perché anche in viaggio tu e Luca portate il vostro impegno sociale. In che modo?
Io sono designer, Luca è architetto e insieme cerchiamo di migliorare le cose. Per esempio, nel 2016 siamo stati a Matera ed è nato MateraMare, un progetto sull’accessibilità e la fruibilità turistica della regione Basilicata che ha coinvolto l’amministrazione, gli albergatori, realtà associative e altri soggetti territoriali per pianificare una città più accessibile dal punto di vista logistico, architettonico, tecnologico, gestionale e informazionale, soprattutto in vista del 2019, quando Matera sarà capitale europea della cultura. Insomma, da ogni viaggio nascono contatti e collaborazioni che possono fare la differenza.

Se non sbaglio, c’è anche una novità che riguarda i viaggi stessi.
Sì. In questi anni, io e Luca abbiamo viaggiato tanto: nel 2016 abbiamo fatto un tour italiano di trenta tappe in trenta giorni, poi nel 2017 abbiamo varcato i confini e siamo stati a Fuerteventura, mentre nel 2018 siamo stati prima a Rio de Janeiro, poi nel nord dell’India e adesso, il 26 settembre, partiremo per Nairobi. La novità è che abbiamo iniziato a proporre dei “pacchetti di viaggio” a chi desidera vivere le nostre stesse esperienze: tutto già collaudato e sicuro, ma anche personalizzabile secondo le proprie esigenze e i propri desideri.

Danilo Ragona e Luca Paiardi
Foto Gabriele Bertotti

Come ami viaggiare?
Senza troppe aspettative. Pianifico tutto al meglio e non lascio nulla al caso, ma poi permetto che sia la strada a “testare” ciò che ho programmato, sognato e desiderato. In ogni viaggio, inoltre, non manca mai l’incontro con le unità spinali del territorio, perché ci piace portare un messaggio positivo e testimoniare attraverso foto e video come oggi sia possibile superare i propri limiti. La nostra vittoria arriva ogni volta in cui un albergatore, un negoziante o qualsiasi altra persona si domanda: “Cosa posso fare anch’io di concreto per rendere il mondo più accessibile?”.

Il ricordo più forte?
Da un lato ci sono la gioia, l’adrenalina e il divertimento del Carnevale di Rio: non mi era mai capitato di ridere senza sosta per quattro ore, al punto da sentire dolore alle mandibole. Dall’altra parte, invece, c’è il ricordo dell’India con la sua estrema povertà, ma anche con la sua natura grandiosa, capace di sovrastare tutto.

Danilo Ragona e Luca Paiardi

Cos’è la libertà per te?
Sin da quando ho fondato la mia azienda nel 2006, ho usato come logo promozionale il motto: “Liberi di essere”. Per me la libertà è soprattutto mentale, perché quando si desidera qualcosa bisogna fare di tutto per realizzarlo. Bisogna sentirsi liberi con se stessi, essere consapevoli che le cose si possono fare e raggiungere. Il viaggio aiuta tantissimo in questo percorso, perché da una piccola cosa può nascere un grande messaggio: magari una persona passa semplicemente davanti alla finestra del tuo albergo e magari dice o fa qualcosa in un modo illuminante, che spesso ha il potere di cambiarti la vita o quanto meno di farti riflettere.

Gabriele D’Annunzio diceva: “Bisogna fare della propria vita come si fa un’opera d’arte”. Come si fa?
Non trovando mai scuse, perché la serenità dipende solo da noi. Quando ci si trova in un momento difficile dell’esistenza, bisogna uscire dalla propria “scatola di cartone”, quella che dentro ha solamente buio e di cui si ha addirittura paura di sfiorare le pareti, per timore di romperle. E invece bisogna avere il coraggio di aprire le porte e lasciar filtrare la luce, il caldo, il freddo e qualsiasi altra sensazione che possa consentire di provare nuove emozioni e di tornare a innamorarsi della vita. Tutto può succedere. Ma bisogna desiderare che accada.

Paola Rinaldi

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