Le danze della tradizione tongana

Tonga. Danze della tradizione tongana
Danzatori di kailao - danza di guerra con giavellotti di origine wallisiana - indossano i vesa pa’anga: bracciali, collane e cavigliere fatti con i semi del lafo. (Fonte: www.kailao.fr)
Tonga. Danze della tradizione tongana
Danzatore del ‘Oholei Floorshow Group indossa un pareo azzurro con stampe dai disegni tongani, gonna e bracciali di foglie lomaile. (Foto B. Maolucci)

Le danze che i tongani definiscono “tradizionali” in realtà rivelano diverse origini.
Possiamo, infatti, suddividerle in tre gruppi: le danze della Tonga antica, in cui sono incluse la me’etu’upaki, la me’elaufola, la ula e la ‘otuhaka; le danze della “nuova tradizione”, ossia quelle attualmente considerate “tradizionali” ma originatesi dopo l’influenza dei missionari, che includono la tau’olunga, la lakalaka e la mā’ulu’ulu; le danze originarie di altri paesi, per lo più i vicini polinesiani (Figi, ‘Uvea, Futuna e Sāmoa), che fanno però parte dell’attuale repertorio tongano, tra le quali spiccano la kailao, la sōkē, la meke, la mako e nuovamente la tau’olunga.

Tutte queste categorie di danza, per quanto di origine più o meno lontana, sono logicamente state influenzate e si sono trasformate sotto vari influssi, da quello dei vicini polinesiani a quello missionario e occidentale, dalle mode locali alle tendenze globali, riarticolandosi in varie forme o creandone di nuove.

Tonga. Danze della tradizione tongana
Danzatori di kailao – danza di guerra con giavellotti di origine wallisiana – indossano i vesa pa’anga: bracciali, collane e cavigliere fatti con i semi del lafo. (Fonte: www.kailao.fr)

La kailao è una danza guerriera, originaria dell’isola di Wallis (chiamata dai suoi abitanti ‘Uvea, una ex “colonia” tongana).
È una danza chiaramente solo maschile, che prevede un rumoroso ed energico combattimento con dei giavellotti, chiamati pate.
Non ci sono canzoni di accompagnamento, solo un ritmico tamburo battente, accompagnato dai piedi dei danzatori pestati a terra, i cui movimenti vengono scanditi dalla voce di un leader.

La sōkē è anch’essa una danza guerriera di origine wallisiana, un tempo chiamata eke.
Inizialmente indirizzata solo agli uomini, oggi è conosciuta e rappresentata anche dalle donne.
Solitamente è ballata in gruppi di quattro, due uomini e due donne, che battono ritmicamente i loro bastoni (più lungo quello maschile e più corto quello femminile) uno contro l’altro, a tempo di tamburo.

La mako, sempre originaria dell’isola di Wallis, è una danza maschile ballata in piedi.
Non propriamente considerata parte del “repertorio tradizionale”, viene più che altro rappresentata durante i floorshows turistici.

Tonga. Danze della tradizione tongana
Danzatrice del ‘Oholei Floorshow Group indossa per la tau’olunga di gruppo, un costume creativo e particolare in velluto acrilico decorato con conchiglie bianche.
(Foto B. Maolucci)

La tau’olunga, già precedentemente citata, è una danza originaria di Samoa.
Celebre per essere danzata dalla bella e giovane figlia di un capo, la tau’olunga giunse a Tonga due secoli fa ed è una danza solista ballata esclusivamente da giovani ragazze vergini, che mettono in mostra la propria bellezza ed eleganza.
Può essere anche danzata da un piccolo gruppo di ragazze, di massimo sei elementi, ma è più raro che accada.
I delicati e sinuosi movimenti della tau’olunga si accompagnano sempre con il significato delle parole della canzone.
È uso comune che quando si rappresenta la tau’olunga un altro accompagnatore, uomo o donna che sia, salti sul palco a ballare dietro la ragazza.
Questo ruolo vene chiamato tulafale e serve a sottolineare la bellezza e la bravura della ragazza.
Rappresentata in occasione di eventi particolari, come l’accoglienza a visitatori e dignitari, i festeggiamenti per l’inaugurazione di una chiesa o di un altro spazio comune, o per il compleanno di un nobile o del Re, la tau’olunga viene ballata per l’ultima volta da una ragazza il giorno del suo matrimonio dove potrà mostrare la sua bellezza prima di passare il testimone alle sue figlie.
La tau’olunga può essere rappresentata in maniera libera, su un qualsiasi tipo di musica, anche moderna; le canzoni scritte appositamente per questa danza sono più recenti e i tongani ne comprendono il significato.

La ula (che significa “danza”) è invece una della più antiche danze tongane.
È ballata in piedi dalle donne, con movimenti delicati di mani e braccia e presenta molte somiglianze con la tau’olunga.
Il testo delle canzoni è fondamentalmente breve e ripetuto, ma siccome è antico non viene compreso facilmente da tutti i tongani.
Oggi poco rappresentata, un tempo era ballata subito dopo la danza da seduti chiamata ‘otuhaka e avveniva quindi che alcune danzatrici si alzassero e iniziassero a ballare la ula, mentre i restanti danzatori seduti diventassero parte del coro.
Oggi però, la ula può essere danzata da soli, con i ballerini che entrano in scena divisi in due gruppi, provenienti da destra e sinistra: per questo è anche chiamata faha’iula, ossia “danza divisa”.

La ‘otuhaka (“fila di movimenti di braccia”) era un tempo ballata solo da nobili donne, sedute in ordine di rango.
Oggigiorno la ‘otuhaka è però ballata sia dagli uomini che dalle donne, seduti alternativamente in fila (avete capito bene: seduti! Avete mai conosciuto un altro popolo che danza seduto?).
I testi scritti per questa danza sono arcaici come quelli della ula e utilizzano alternativamente termini tongani e samoani.
Per questa danza posso vantare un’esperienza diretta personale: l’osservazione partecipante alle lezioni universitarie dell’Atenisi Institute mi ha infatti permesso di essere inserita come alunna dei corsi di “danza tradizionale tongana”, alla stregua degli altri studenti locali.
Certo, diversamente da loro, a me mancavano le basi culturali, e non è stato né facile né immediato ottenere un risultato minimamente soddisfacente. Sicuramente è stato divertente mettersi alla prova ed estremamente interessante per la mia ricerca.
Nella mia prima giornata come osservatrice della lezione di danza ‘otuhaka, infatti, ero rimasta piacevolmente stupita dal talento musicale tongano: ai miei occhi sembravano tutti bravi cantanti ed esperti danzatori.
Il secondo giorno però, inserita anche io nel gruppo di studenti, mi sono resa conto delle difficoltà di apprendimento dei miei compagni, anche loro come me sprovvisti delle conoscenze di base di quella danza “così antica”.
Molti mi hanno confessato di non averla mai ballata prima e tutti evidentemente seguivano con attenzione le lezioni coreografiche dell’insegnante.

Tonga. Danze della tradizione tongana
Danzatrici del ‘Oholei Floorshow Group indossano per la mā’ulu’ulu un top di tapa sottile, gonna manafau, braccialetti di foglie lomaile, collane di fiori, una piuma rossa per tekiteki. (Foto B. Maolucci)

La mā’ulu’ulu (“fila di teste” o “fare un suono tonante”), originaria di Samoa, venne introdotta a Tonga nel XIX secolo.
La mā’ulu’ulu ha preso in prestito molto dalla ‘otuhaka: oggi è popolare quasi come la lakalaka e viene rappresentata in occasioni formali.
È famosa in tutto il mondo proprio per essere danzata da seduti: ma attenzione, la funzione delle gambe nella mā’ulu’ulu è più importante che nella ‘otuhaka.
Infatti, se in entrambe le danze i ballerini sono seduti a gambe incrociate, nella mā’ulu’ulu la destra è incrociata sul davanti in modo che sia a volte libera di oscillare a tempo di musica.
La più famosa mā’ulu’ulu è oggi quella ballata dalle ragazze del Queen Sālote College, circa cinquecento o anche mille giovani in divisa bianca e blu che danzano sedute in file, un grande spettacolo.
Un tempo vi partecipavano solo giovani ragazze, ma oggi le rappresentazioni coinvolgono sia uomini che donne. Le mani si muovono in maniera identica che nella ‘otuhaka, vicino al corpo; ciò che cambia è la musica: non si usano qui bastoni di bamboo ma tamburi di pelle, un’introduzione europea, e anche l’accompagnamento vocale è di influenza occidentale.

Tonga. Danze della tradizione tongana
Ballerini del Vakaloa Floorshow Group danzano la me’etu’upaki indossando un pezzo di tapa. (Foto B. Maolucci)

La me’etu’upaki, il cui significato è “danza ballata in piedi con delle pagaie”, è una danza originariamente ballata dagli uomini, ma che oggi può includere anche le donne.
La particolarità di questa danza antica è che nella coreografia si maneggi una piccola pagaia, chiamata paki, impugnata e coreografata con movimenti di tutti i tipi, eleganti e vigorosi.
Ora esiste solo più una versione di questa danza, così antica da essere stata descritta anche nei diari di viaggio del capitano James Cook.
Era una danza reale, rappresentata dai nobili della corte del Tu’i Tonga.
Oggi viene ballata in occasione delle grandi cerimonie, nella sua unica versione rimasta.
Non ne vengono elaborate nuove creazioni.

Tonga. Danze della tradizione tongana
Membri del villaggio di Kanokupolu si esibiscono nella danza lakalaka in occasione dell’incoronazione di Re George Tupou V nel 2008.
Le danzatrici indossano un fala’osi.
(Foto di autore sconosciuto, regalo di Chris Egan partecipante all’esibizione)

Anche la me’elaufola era una danza precedente all’arrivo dei missionari, descritta nei diari di James Cook.
Pochi intervistati me l’hanno citata tra le “danze tradizionali”, perché questa danza è oggi completamente scomparsa.
Se ne parla per un motivo: pare che sia stata sostituita concettualmente dalla più recente lakalaka di influenza missionaria.
La me’elaufola, infatti, era rappresentata da uomini e donne divisi in due gruppi che a volte si intrecciavano e che cantavano muovendo mani e braccia, a volte con grazia, eleganza e destrezza, altre con gesti vigorosi e maggiormente energici.
Sembra che questa mescolanza e vicinanza di uomini e donne non piacesse ai missionari, che proibirono completamente la me’elaufola.
È conoscenza comune pensare che la lakalaka si sia originata sostituendo la me’elaufola, dati i movimenti che sembrerebbero simili nell’una e nell’altra.
La storia narra che la lakalaka sia stata inventata da un capo chiamato Tuku’aho, metodista, attorno al 1870, sotto l’egida dei missionari. Tuku’aho, infatti, prese spunto da una canzoncina mimata che i missionari avevano insegnato ai bambini tongani e vi inserì i movimenti di mani e piedi della me’elaufola.
Così camuffata la danza venne accettata dai missionari, che avevano essi stessi influenzato quella creazione e non potevano più a quel punto cassarla.
La lakalaka, dunque, è una danza antica con un nuovo nome e alcuni cambiamenti decisivi coreografici, musicali e funzionali.

Beatrice Maolucci