Giappone segreto. Capolavori della fotografia dell’800

Kusakabe Kimbei, Portantina (kago), ante 1893

Cosa succede se i viaggiatori occidentali visitano un Paese straordinario come il Giappone?
A raccontarlo, fino al 5 giugno, è una mostra ospitata al Palazzo del Governatore di Parma, che presenta 140 fotografie originali, realizzate dai migliori maestri giapponesi ed europei fra il 1860 e il 1910.
Le immagini – che sono affiancate da alcuni esempi di arte decorativa giapponese, tra cui spiccano un’armatura da samurai del XVIII secolo, le maschere del teatro classico nō e alcuni kimono – sono state selezionate da un archivio ricco di oltre cinquemila fotografie all’albumina colorate a mano.

Kusakabe Kimbei (attr.), Il Parco del Principe Hotta a Tokyo, ante 1893
Kusakabe Kimbei (attr.), Il Parco del Principe Hotta a Tokyo, ante 1893

La prima sezione ripercorre Il viaggio dei globetrotter lungo le strade del Giappone attraverso vedute dall’alto di paesi e città, villaggi, castelli e spazi urbani, oltre a scenari marini e fluviali con tutto il contorno di vie d’acqua, ponti, canali e imbarcazioni.
Il dominio della natura si mescola con scene di vita quotidiana, ritratti di contadini, interni delle case e individui impegnati in altre attività economiche.

Al momento della loro creazione, queste opere rispondevano alle esigenze dei viaggiatori occidentali – i cosiddetti globetrotter – di portare con sé il ricordo del Giappone, che la modernizzazione forzata del periodo Meiji (1869-1910) stava rapidamente trasformando in una nazione industriale.
Per gli occidentali, la scomparsa del Giappone tradizionale significò la perdita di quella “identità di riflesso” che permette di intuire cosa si è e cosa no confrontandosi con l’altro, mentre i giapponesi erano convinti che l’adesione alla modernità fosse una forma di autodifesa della loro identità più profonda.

Kusakabe Kimbei, Donna che si lava i capelli, 1890 circa
Kusakabe Kimbei, Donna che si lava i capelli, 1890 circa

L’esposizione rientra nel programma ufficiale delle celebrazioni per il 150° anniversario della firma del Trattato di Amicizia e di Commercio tra Italia e Giappone, siglato nel 1866, che sanciva l’avvio delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, celebrando anche il recente accordo di scambio tra Parma e la Prefettura di Kagawa in campo economico, culturale e di promozione del territorio.

Per di più, il legame tra Parma e il Giappone ha lontane e profonde radici storiche, testimoniate dalla figura di Enrico II di Borbone, fratello minore di Roberto I di Borbone, ultimo regnante del Ducato di Parma.
Accompagnato dalla moglie Adelgonda di Braganza, si rese infatti protagonista (tra il 1887 e il 1889) di un celebre viaggio in Asia, in particolare in Giappone, da cui riportò un’enorme numero di opere d’arte che hanno costituito il patrimonio da cui è nato, nel 1925, il Museo d’Arte Orientale di Venezia.

Kusakabe Kimbei, Incontro di kendo, ante 1893
Kusakabe Kimbei, Incontro di kendo, ante 1893

Il viaggio di Enrico e Adelgonda ha lasciato anche due testimonianze scritte: le lettere della principessa alla cognata Margherita (conservate nella Biblioteca dell’Ordine Costantiniano di Parma) e il diario di viaggio del Principe, scritto da Alessandro Zilieri Dal Verme e ancora custodito dai suoi discendenti.
Dell’uno e dell’altro sono già stati avviati la trascrizione e lo studio, che verranno presentati a Venezia fra un anno, in una nuova puntata della collezione.

Giappone segreto. Capolavori della fotografia dell’800
www.giapponesegreto.it

fino al 5 giugno 2016
Parma, Palazzo del Governatore

Ogawa Kazumasa (attr.), Artigiana in posa a lato di una parete di zoccoli tradizionali, 1890 circa
Ogawa Kazumasa (attr.), Artigiana in posa a lato di una parete di zoccoli tradizionali, 1890 circa