Oro, fede e pirati

Sogni, lavoro, fede, interessi, necessità politiche. Nelle varie epoche, sono tante le motivazioni che hanno sedotto e convinto le donne a valicare i confini geografici e culturali del loro tempo, maturando esperienze impreviste e straordinarie, di cui conserviamo ancora straordinarie testimonianze letterarie. Con i due appuntamenti previsti rispettivamente per fine febbraio e fine marzo, si conclude il seminario “Il femminile viaggiare”, organizzato presso la Casa internazionale delle Donne di Roma (http://www.casainternazionaledelledonne.org/) e tenuto magistralmente da Maria Paola Fiorensoli, storica, saggista e attiva nelle politiche delle donne. “L’obiettivo è compiere una ricerca sullo spostamento, sul superamento del confine”, accenna Fiorensoli. “Il viaggiare, come lo intendiamo oggi, non esisteva prima del Settecento, eccetto per una piccola fetta della popolazione con il Grand Tour”.

UOMINI E DONNE IN CAMMINO
Il viaggio femminile ha una connotazione diversa rispetto a quello maschile per necessità logistiche, biologiche e socio-antropologiche.
“A partire da queste differenze, il seminario rivisita alcune forme di spostamento nel tempo e nello spazio che si possono riassumere nel termine generico ‘viaggiare’, ma che in realtà coprono percorsi di spiritualità, avventura, persecuzione, arricchimento, lavoro o curiosità intellettuale”.

Il primo incontro ha trattato la figura di Egeria, la Pellegrina, che – nel periodo di passaggio tra l’Editto di Costantino e l’Editto di Teodosio – ha realizzato un viaggio epico (andata e ritorno) da un luogo sconosciuto delle Gallie fino all’Eufrate. “Egeria ripercorre tutti gli itinerari biblici, mariani, cristologici ed ebraici, di cui il primo Cristianesimo aveva memoria”, ricorda Fiorensoli, “Lo fa a piedi, a dorso di mulo, a cavallo, con la scorta, attraverso le montagne o il deserto”.

Quella di Egeria rappresenta anche l’unica testimonianza letteraria di un pellegrinaggio dell’epoca, perché questa viaggiatrice ha compilato una cronaca dettagliata di incontri, eventi, giornate, mezzi di trasporto. “Un’altra donna straordinaria è Isabella Andreini, stella nomade della Commedia dell’Arte del XVI secolo, che oltre a recitare e realizzare i suoi costumi ha scritto anche numerosi copioni teatrali”. Dobbiamo a lei la maschera teatrale della giovane e bella Isabella, che ancora oggi nel teatro rappresenta la figura dell’innamorata. “I suoi spettacoli l’hanno condotta attraverso Pirenei, Alpi e corti di mezza Europa”.

MODELLI DI CORAGGIO
Esempio di viaggiatrice coraggiosa e generosa è Gracia Nasi, detta Beatrice de Luna, che – dopo aver compiuto il giro dell’Europa – fonda sulle sponde del Lago di Tiberiade la prima colonia ebraica che si conosca nella storia. “Tra la fuga dal Portogallo e l’acquisto di una porzione della città di Tiberiade, si colloca una vita avventurosa dove, insieme al cognato, Gracia investe il suo ricco patrimonio per fondare una rete di sostegno clandestina a livello europeo e medio asiatico per aiutare donne, orfani, malati e chiunque cercasse rifugio dalle persecuzioni religiose”.

Il viaggio nella storia femminile continua con l’aristocratica inglese Lady Hester Stanhope, che – percorrendo il classico Gran Tour – rimane affascinata a tal punto dalle selvagge montagne libanesi da decidere di stabilirsi nel Levante, dove fondauna vera e propria città nel XIX secolo. Il suo medico-biografo la descrive: “Misteriosa come i Drusi, di cui forse sola al mondo conosce il mistico mistero; rassegnata come il Mussulmano, e fatalista al par di esso; aspetta il Messia come il Giudeo, e professa col Cristiano l’adorazione di Cristo, e la pratica della sua caritatevole morale. Aggiungi a tutto ciò i colori fantastici ed i sogni sovrannaturali di un’immaginazione che prende la sua tinta dall’Oriente, ed è riscaldata dalla solitudine e dalla meditazione; aggiungi alcune rivelazioni, fors’anche degli arabi astrologi, ed avrai idea di quella composizione sublime e bizzarra che torna più comodo il chiamar follia che l’analizzare ed il comprendere. No, questa donna non è folle”.

Una storia affascinante è quella di Regula Engel, anche nota come cavalier-pulzella d’Occidente, che ci ha lasciato l’unica testimonianza letteraria in prima persona della campagna napoleonica. “Regula si è arruolata nell’esercito di Napoleone, è diventata il suo braccio destro compiendo tutta la carriera da ufficiale e, nel frattempo, ha messo al mondo 19 figli. Poi, al termine della sua vita, decide di cercare una delle sue figlie (emigrata in America) e percorre gli Stati dal Canada al Cile”.

Altri nomi? Le donne della corsa all’oro, come Mary Jemison (che visse tra i Seneca), suor Blandina (la missionaria del West nel XIX secolo), Nellie Bly (che fece il giro del mondo in 72 giorni nel XIX secolo) o, ancora, le regine di pirati e corsari come Grace O’Malley, Christel Mouchard, Mary Read, Anne Bonnier ed Emma Coe, marinaie e ufficiali di marina, eroine del mare, donne dei porti e abitatrici dei fari. I viaggi al femminile possono sorprendere, sbalordire, insegnare. Provare a “tuffarsi” per credere.

 

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