Popoli in cammino

Tre serate per la letteratura e il giornalismo di viaggio. Verrà consegnato nelle serate del 19, 21 e 28 luglio, alle ore 21.30 presso la Fortezza Firmafede di Sarzana, il premio Eugenio Montale “Fuori di casa”, che quest’anno va al filologo classico e grande intellettuale Luciano Canfora, alla giornalista e scrittrice Fiamma Nirestein, ai giornalisti Mario Sechi e Antonio Polito. L’appuntamento rientra nella fitta serie di eventi in programma dal 12 al 28 luglio per la ventunesima edizione dello “Sconfinando Sarzana Festival” (http://www.sconfinandosarzana.it/), la manifestazione dedicata alla world music, al jazz e ai suoni dal mondo che fonde la musica con il tema del viaggio, trasformando i luoghi magici del mondo in racconti di vita.

MUSICA IN VIAGGIO
Il percorso per note e parole del festival parte il 12 luglio, in piazza Calandrini, con la presentazione del libro “La Musica è leggera” di Luigi Manconi, docente di Sociologia dei Fenomeni Politici presso l’Università Iulm di Milano. Il volume è una colonna sonora infinita: da Fabrizio De André a Giuni Russo, Adriano Celentano, Fiorella Mannoia, Virginiana Miller, Umberto Bindi e Gino Paoli, Francesco De Gregori, Davide Van De Sfroos, Fabri Fibra, Franco Battiato, Giorgio Gaber, Ivan Della Mea, Francesco Guccini, Baustelle, Area, Giovanna Marini, Premiata Forneria Marconi, Elio e Le Storie Tese, Luci della Centrale Elettrica e Offlaga Disco Pax. Cinquant’anni di canzoni in un libro avvincente, connesso a una narrazione autobiografica.

LE NOVITÀ
Il 13, 14 e 15 luglio, in piazza Calandrini e in piazza Cesare Battisti, prende vita un nuovo progetto interno al Festival dal titolo “Sconfinando Oltre Gusto”, una nuova e originale kermesse gastronomica ispirata ai temi musicali. Per l’occasione, è nato un gemellaggio con la Scuola di Alto perfezionamento Musicale di Parigi/Conservatoire du 9e Arrondissement “Nadia et Lili Boulanger”, dalla quale arriveranno nove musicisti jazz di grande prestigio (Luigi Grasso, Pasquale Grasso, Mathias Allamane, Keith Balla, Phil Maniez, Remi Meurice, Armand Dubois-Gourut, Damien Varaillon Laboire e Felix Lemerle) che hanno preparato i tre temi musicali ai quali si ispireranno i cuochi dei diversi ristoranti ,caffè, gelaterie e pizzerie aderenti al progetto. In particolare, la serata di sabato 14 luglio vedrà la partecipazione del noto chef Simone Rugiati, che stimerà i diversi piatti creati dai ristoratori sarzanesi in un gioco di creatività.

DANZA TRA I CONFINI
In contemporanea, il 14 e 15 luglio, è la volta della nona rassegna “Danza di Confine” – Danza Butoh, che scandaglia il senso di appartenenza a una terra che sta tra i confini, ma per questo non è bordeline: una zona che può contenere l’oriente e l’occidente, la forma e l’assenza di forma, il conosciuto e lo sconosciuto, il vecchio ed il nuovo, il diverso e il quotidiano. In programma per il 17 luglio, alle ore 21,30 presso la Fortezza Firmafede, un doppio concerto: “Intorno a Monteverdi” e “La Voce nel suo Labirinto”.

Nella prima parte, un ensemble vocale accompagnato da alcuni strumenti proporrà brani di autori coevi di Claudio Monteverdi: Antonio Rigatti, Biagio Marini e Giovanni Rovetta. Tre diverse personalità, tre esperienze umane e professionali di musicisti che hanno avuto uno stretto contatto con Monteverdi negli anni in cui fu maestro di cappella a Venezia. Dallo spazio semi chiuso della prima parte, una sorta di officiante, come Orfeo che intraprende il viaggio alla ricerca di Euridice, attraverso la propria voce condurrà il pubblico verso un altro luogo dove sarà rappresentato “Ni anverso ni reverso” di Andrea Nicoli, ispirato a una poesia di Borges per poi generare un viaggio musicale immaginario articolato da situazioni acustiche sempre disorientanti con tre cori disposti intorno al pubblico.

CARMEN BERTACCHI: DIRETTORE ARTISTICO
“Un contenitore culturale nella cornice di una delle Fortezze quattrocentesche più belle d’Europa”, lo definisce Carmen Bertacchi, direttore artistico e organizzativo del festival. “Quest’anno, la prima cosa che si visualizza nel mio pensiero è in relazione al ruolo creativo e sociale di un progetto culturale come questo festival, e come altri di questa natura, di fronte a quella specie di stato di sommossa in cui sta in bilico la Terra in questo 2012, annunciato come momento epocale catastrofico in cui risvolti sociali, psicologici, naturalistici e tellurici stanno realisticamente sconvolgendo la vita delle persone dai molti Nord e Sud del mondo”.

L’irreversibilità di questi processi è “la cosa più grande con la quale tutti dobbiamo fare i conti. Dare e darci dei segnali forti di condivisione, partecipando a momenti comuni in difesa di quel che rimane di pulito e coerente potrà essere un momento di una vera resistenza culturale, in cui ognuno di noi potrà cogliere dalla crisi che stiamo vivendo le energie necessarie per rilanciare nuove proposte e proseguire con tenacia e cuore il cammino”.

 

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