Racconti in cammino

Sarà il viaggio l’assoluto protagonista della seconda edizione del Festival dell’Autobiografia, in programma ad Anghiari dal 14 al 17 giugno. L’appuntamento, che si svolgerà lungo tre aree distinte (incontri con autori e artisti, approfondimenti, laboratori), celebrerà i viaggi di scoperta, i viaggi come scelta di vita, i viaggi memorabili, i viaggi come incontro con altre culture, i viaggi di cooperazione, i viaggi di lavoro, i viaggi narrati. Nell’occasione, verranno premiati anche i finalisti del concorso “Racconti in cammino”, scelti tra i partecipanti – tutti di età compresa tra i 15 e i 30 anni – che erano stati chiamati a elaborare racconti autobiografici inediti e pagine di diario di viaggio.

Giovedì 14 giugno si apre con una tavola rotonda sul tema “Viaggiare: uno stile e una filosofia di vita”, che vedrà protagonisti tre docenti di spicco. Duccio Demetrio, fondatore con Saverio Tutino della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, si confronterà con il professor Raffaele Milani, docente di Estetica presso l’Università di Bologna, che nelle sue pubblicazioni si è occupato in particolare di paesaggio, invitando il lettore ad avvicinarsi al piacere di guardare. Il loro dialogo incontrerà Giampaolo Nuvolati, docente di Sociologia Urbana presso l’Università degli studi di Milano Bicocca, che approfondirà la figura del “flaneur” da Baudelaire ai post-moderni, indicandolo come colui che “incarna il desiderio di libertà errabonda nell’individuo imprigionato da vincoli territoriali, ideologici, professionali; la ribellione contro le pratiche consumistiche di massa, specie contro il turismo mordi e fuggi; l’aspirazione ad assaporare la vita secondo ritmi più meditati; il recupero della sensibilità come forma di conoscenza”.

Venerdì 15 giugno, sarà la volta dei “Racconti di viaggi memorabili”. Daniele Finzi racconterà quel particolare momento della vita di tutti in cui si avverte la necessità di conoscere a fondo le proprie radici. Prima c’è esitazione e imbarazzo, poi curiosità, infine emozione. Per Finzi questo ha significato anche viaggiare, con gli occhi e la metodologia dello storico, alla ricerca delle sue origini, da Ferrara a Trieste, da Bologna a Milano, da Verona a Padova, fino alla lontana Israele e alla Valtiberina, per comprendere poi nel volume “Affetti & Effetti. Storie di ebrei che non erano ebrei” (Petruzzi Editore) la storia documentata della sua famiglia.

Un dialogo tra Arrigo Anzani e Immacolata Coraggio analizzerà il cammino per Santiago, che evoca la metafora della vita. Arrigo Anzani, monaco camaldolese attento alla dimensione del lavoro e del silenzio, racconterà le motivazioni che lo hanno spinto a intraprendere quel cammino, la preparazione, le tappe, gli incontri, la meta. Passo dopo passo, Arrigo ha incontrato Immacolata Coraggio, hospitalera in uno degli ostelli che aprono le porte alle migliaia di persone che ogni anno si mettono in marcia lungo il cammino di Santiago, che ha raccontato la sua esperienza in un diario pubblicato con il titolo “Hospitaleros” (Edizioni Terre di Mezzo).

La storia di un viaggio solitario, durato quattro mesi, sarà al centro del racconto di Arianna Corradi, guida dell’Alpitrek e autrice del libro “Quel sogno di partire a cavallo” (Edizioni Equitare). Nel giugno del 2007, la ventinovenne Arianna parte da Susa, in provincia di Torino, e si avvia a cavallo per la via Francigena, fissandosi come meta Canterbury e realizzando un sogno che aveva fin da bambina. Sul tema “Il viaggio come dimensione di vita” si confronteranno invece Roberto Serafin, giornalista appassionato di montagna che racconterà la vita di Walter Bonatti e delle sue epiche imprese, e Tito Barbini, che – dismessi i panni dell’amministratore pubblico – ha iniziato a percorrere quegli itinerari, non solo geografici ma anche interiori, che lo hanno portato in varie parti del mondo, alcune lontanissime come l’Indocina e l’Antartide.

Ospiti del festival saranno anche i fratelli Castiglioni, Alfredo e Angelo, che hanno trascorso un’intera vita in terra africana, tra spedizioni etnografiche, documentaristiche, scavi ed esplorazioni, realizzando documentari, reportage fotografici e film, oltre a numerosi testi. Chiuderà la giornata il concerto per liuto, canto e parole di Stefano Albarello e Gianni Gasparini, insieme a un ricordo dedicato a Saverio Tutino.

I LABORATORI
Sabato 16 giugno verrà dato spazio ai laboratori. “La prima volta che…”, condotto da Anna Maria Pedretti, presenterà il libro di Ottavio Mazzanti “Il viaggio: la mia scuola. Una storia di vita tra lavoro e conoscenza del mondo”; in “Viaggiatori o erranti? Scrivere per dar forma al nostro andare”, i poeti Kavafis e Machado aiuteranno il pubblico a mettersi in marcia per Itaca, seguendo la raccomandazione di “non affrettare il viaggio…”, con un bagaglio leggero fatto di carta e penna. Si proseguirà con “Il viaggio straordinario di Lele Luzzati e lo ‘straordinario’ delle nostre vite”, condotto da Giorgio Macario, e “Ricordi che viaggiano per posta”, in cui si affronterà il tema della corrispondenza. L’Associazione Spazio Tempo condurrà il laboratorio “Paesaggi di un’autobiografia. Autobiografie di un paesaggio”, dove il tema centrale sarà il viaggio inteso nelle sue molteplici declinazioni, mentre “Viaggi senza (?) senso” proporrà spezzoni di esperienza per favorire la riflessione nei partecipanti sui “viaggi per sé”, fuori da schemi, must, guide, intuendone la valenza autobiografica.

Anna Iuso e Natalia Cangi si tufferanno in un affascinante percorso tra i diari di viaggio, mentre Lucia Portis affronterà il delicato tema delle badanti, quel popolo di donne che arrivano da lontano ed entrano nelle nostre case per assistere gli anziani. Alex Bellini condividerà la sua vita dedicata all’esplorazione di sé: l’amore per la montagna si snoda in un’esplorazione di sé che si amplia agli elementi, cioè terra, acqua, aria e dunque mari, oceani, cieli, dal cammino all’auto, dalla barca a remi alla mongolfiera. Bellini ha fatto del viaggio una dimensione di vita, con la convinzione però di non essere unico, perché ognuno ha il proprio oceano da attraversare.

Il festival si concluderà con un ricordo dedicato all’inviata del “Corriere della Sera” Maria Grazia Cutuli, caduta in Afghanistan undici anni fa, e uno sguardo sui viaggi di cooperazione in un appassionante dialogo tra Silvia Montevecchi e Giacomo Negrotto Cambiaso. Le ultime suggestioni saranno trasmesse dalla Lectio Magistralis di David Le Breton, professore all’Università di Strasburgo, che nei suoi scritti si è ampiamente occupato del silenzio, della sofferenza, del dolore, della dimensione del corpo e del cammino. “Il mondo a piedi, elogio della marcia” (Feltrinelli, 2003) è il testo nel quale il docente ha riflettuto sulla possibilità di godere del tempo e dei luoghi. Viaggiare a piedi è un gesto trasgressivo, una potente affermazione di libertà. È un avanzare in modo trasversale nel ritmo frenetico della vita moderna. Un incontro che è un elogio, ma anche un invito ad uscire e camminare. Il programma completo dell’evento è disponibile all’indirizzo http://www.lua.it/.