Russia on the road

Immagine di “Russia on the road (1920-1990)”, mostra a Roma, Palazzo delle Esposizioni

Fino al 15 dicembre, il Palazzo delle Esposizioni di Roma ospita la mostra “Russia on the road (1920-1990)”, che presenta circa sessanta dipinti provenienti – oltre che dalle collezioni dell’Istituto dell’Arte Realista Russa di Mosca – anche dai principali musei del Paese, come la Galleria Tret’jakov o il Museo di Stato russo.

Immagine di “Russia on the road (1920-1990)”, mostra a Roma, Palazzo delle EsposizioniLa rassegna prende in esame quasi un secolo di storia dell’arte russa, che per la maggior parte coincide con l’esperienza sovietica, un’epoca in cui si tentò di trasformare le utopie in realtà e la realtà in mito.
Passando attraverso aeroplani, treni, navi, automobili ma anche autostrade, ferrovie, porti, stazioni della metropolitana, l’esposizione racconta l’improvviso protagonismo dei nuovi mezzi di trasporto nello spazio vitale del popolo russo.

Simbolo del progresso e di un inedito dominio dell’uomo sul continente, macchine e macchinari invasero anche l’immaginario degli artisti, diventando soggetti interessanti e “nobili” quanto la figura umana o il paesaggio naturale, entrando nello spazio della rappresentazione artistica come simbolo positivo della condizione contemporanea.

Immagine di “Russia on the road (1920-1990)”, mostra a Roma, Palazzo delle EsposizioniCosì, le opere in mostra registrano in maniera multiforme l’approccio degli artisti verso i soggetti tecnico-tecnologici, variando per forma e atmosfera a seconda dell’epoca.
Da un lato, ci sono opere ideologiche che celebrano i nuovi miti come simbolo del cambiamento; dall’altro, lavori più intimi e poetici sono lontani dagli obblighi della propaganda.

Oltre a presentare al pubblico alcuni celebri capolavori di Aleksandr Deineka, Yuri Pimenov, Georgy Nissky, corrispondenti al periodo più noto della storia artistica sovietica (dagli anni Venti agli anni Cinquanta), la mostra permette di ammirare opere sorprendenti ma meno conosciute degli anni dai Sessanta ai Novanta, in cui entrano in gioco corrispondenze con le contemporanee correnti culturali europee, come il Neorealismo italiano o la Nouvelle Vague francese.

Immagine di “Russia on the road (1920-1990)”, mostra a Roma, Palazzo delle EsposizioniC’è il semaforo di Aleksandr Petrov, rappresentante di una corrente iperrealista dove i protagonisti delle opere sono finestre di negozi e ristoranti, cabine telefoniche, cartelli pubblicitari, stazioni della metropolitana, segnali stradali ed elementi del traffico urbano, come il semaforo appunto.

Ma spiccano anche il paesaggio con vista sul porto di Leningrado nell’olio su tela di Pëtr Korostelëv e la ragazza al volante dell’automobile, salutata da una Mosca fresca in un mattino di primavera, nell’opera di Jurij Pimenov.

Fra scorci industriali, cime montane, ritratti di piloti e vettori spaziali, questa pittura – rimasta a lungo nascosta dietro la “cortina di ferro” e oggi presentata nei più importanti centri espositivi d’Europa – consente di lanciare un rinnovato sguardo sulla storia dell’arte russa.

 

Immagine di “Russia on the road (1920-1990)”, mostra a Roma, Palazzo delle Esposizioni