Street Art – Banksy & Co. L’arte allo stato urbano

Lee Quiñones - Howard the Duck
©Lee Quiñones - Howard the Duck 1988 Olio su tela Museum of the City of New York, Gift of Martin Wong

Fino al 26 giugno, nelle sale di Palazzo Pepoli – Museo della Storia di Bologna, una grande mostra racconta le nuove pratiche artistiche che, negli ultimi sessant’anni, sono apparse in diverse città occidentali.
Intitolato Street Art – Banksy & Co., l’evento racconta infatti le influenze che la street art ha avuto (e continua ad avere) sulle arti visive, passando attraverso la declinazione “estetica” nata a New York negli anni Settanta, grazie alla passione per il lettering e il name writing di giovani dei quartieri periferici della città.

Il percorso espositivo si snoda lungo tre tematiche – la Città dipinta, la Città scritta, la Città trasformata – che sviluppano il concetto di città come luogo di dinamiche sociali, culturali e ovviamente artistiche.
La prima sezione raccoglie nello specifico opere prodotte per il mercato e pezzi provenienti dalla strada, offrendo una retrospettiva sul lavoro di tre rappresentanti fondamentali della street art degli anni 2000: Banksy, Blu e il duo brasiliano degli Os Gemeos.

Banksy - Love in the air
©Banksy – Love in the 2003 Stencil e spray su cartone, 66×67,50 cm Collezione C.H., Monaco di Baviera

Banksy, classe 1974 è un artista inglese le cui opere – spesso a sfondo satirico su argomenti come la politica, la cultura e l’etica – sono comparse a Bristol e nelle maggiori capitali europee e americane, non solo sui muri delle strade, ma anche nei posti più impensabili come le gabbie dello zoo di Barcellona.
Blu invece è lo pseudonimo di un artista di Senigallia, considerato tra i migliori street artist al mondo, che ha iniziato a farsi conoscere dal 1999 con una serie di graffiti eseguiti nel centro storico di Bologna e in periferia, mentre Os Gemeos sono due gemelli nati nel 1974 a San Paolo in Brasile dove hanno cominciato a dipingere graffiti dal 1987, influenzando questa tipologia d’arte e contribuendo a definire uno stile del loro Paese.

La seconda sezione si ispira poi alle ricerche del filologo, paleografo e medievista italiano Armando Petrucci per “rileggere” la tag, ovvero la forma più basilare di graffiti realizzata con spray o marker, mentre l’ultima parte è una vista ravvicinata sulla New York del 1980, una “mostra dentro la mostra” che presenta nella sua interezza la collezione donata nel 1994 dal pittore statunitense Martin Wong al Museo della Città di New York e che approda per la prima volta in Italia.

Sane Smith - Untitled
©Sane Smith – Untitled 1990 ca. Inchiostro su carta Museum of the City of New York, Gift of Martin Wong

Grazie a questo omaggio alla cultura artistica statunitense, si potranno ammirare lavori su tela, carta, sketch firmati dai più grandi street artist americani come Rammellzee, Christopher “Daze” Ellis, Futura, Keith Haring, LA II, Lady Pink, e Lee Quiñones.
Ma, al di là di nomi e opere, dall’inizio alla fine l’intento generale è quello di proteggere e conservare questa forma d’arte, perché i graffiti – oggi più di ieri – influenzano il mondo della grafica, il gusto delle persone e l’arte intera di questo secolo.

Street Art – Banksy & Co.
www.mostrastreetart.it

fino al 26 giugno
Palazzo Pepoli – Museo della Storia di Bologna

Lady Pink - The Death of Graffiti
©Lady Pink – The Death of Graffiti 1982 Acrilico su masonite Museum of the City of New York, Gift of Martin Wong