Tra distese di sabbia, pietraie e colate di lava

Sul lato orientale del grande acrocoro dell’Etiopia si estende la vasta depressione della Dancalia: un deserto a pieno titolo ma particolare in quanto formato da distese di sabbia, pietraie e colate di lava, con significativa presenza di vulcani attivi, laghi salati ed enormi distese di salgemma.

Dancalia, DallolLa Depressione Dancala, situata tra i 100 e 150 metri sotto il livello del mare, è uno dei luoghi più caldi e inospitali della terra.
A volte, immersi in quel paesaggio, è facile pensare di essere capitati per magia su un altro pianeta e non semplicemente in Africa orientale, a non eccessiva distanza dalle acque del Mar Rosso.
In realtà la regione è conosciuta geograficamente come Triangolo di Afar, e comprende parte del territorio di Djbuti, Eritrea ed Etiopia: il termine Dancalia si riferisce alla sola regione settentrionale dell’Etiopia, anche se in letteratura prevale generalmente quest’ultimo.

Dancalia, CarovanaLa Dancalia è un luogo estremo, affascinante per gli amanti dell’avventura, dell’esplorazione geografica e dell’ignoto.
Fino a ottant’anni fa era quasi completamente sconosciuta e ancora oggi la zona è di difficile accesso e non scevra di pericoli.
Viaggiare in Dancalia richiede un’organizzazione logistica efficiente e accurata, permessi speciali, spostamenti in convoglio e l’ausilio di guide locali.
In certi punti è necessario avere una scorta armata e ci si può accampare soltanto presso i posti di polizia.

In compenso, un viaggio in Dancalia riserva sorprese spettacolari.
Qui inizia realmente la Grande Rift Valley africana, la fossa tettonica lunga seimila km che taglia il continente dal Mar Rosso al Mozambico.
In questo deserto di lava e sale non piove praticamente mai, le temperature estive arrivano ai limiti della sopportazione umana (valori medi di 34,5°C, ma con punte record fino a 81°), l’acqua potabile proviene da profondi pozzi, in quanto i laghi sono tutti salati o salmastri e l’unico fiume esistente in zona si perde evaporando tra le sabbie.

Dancalia, Donna Afar
Donna Afar

Eppure, sorprendentemente, in queste condizioni ambientali estreme, sopravvive una stentata vegetazione di alberi di acacie, euforbie e dracene, oltre che una fauna peculiare che include asini selvatici, zebre di Grevy, gazzelle, orici, struzzi e otarde.
Ma quel che più stupisce è la presenza umana.
La Dancalia fa parte del territorio degli Afar, una fiera popolazione di pastori nomadi allevatori di capre e dromedari, che da tempi immemori si dedica all’estrazione e al trasporto del sale dalle pianure all’altopiano.
In un lontano passato, forse le condizioni climatiche della regione non dovevano essere così proibitive, dato che la famosissima Lucy, lo scheletro fossile di australopiteco considerato il più antico antenato umano vecchio di 3,5 milioni di anni, fu scoperto proprio da queste parti, presso Hadar, assieme ai resti di scimmie antropomorfe, elefanti, coccodrilli e ippopotami.

Nonostante le dure caratteristiche ambientali, la Dancalia rappresenta un luogo di enorme fascino, una meta complessa e riservata al viaggiatore colto e curioso.
Dalla capitale Addis Abeba si discende l’altopiano fino alla depressione del lago Afrera, uno specchio di acque salate circondato da colate di basalti neri e da sorgenti termali, situato a un centinaio di metri sotto il livello del mare.
Da Afrera, seguendo piste piuttosto disagevoli, si raggiunge facilmente il vulcano Erta Ale, il più spettacolare di una serie di vulcani attivi della regione.
L’Erta Ale è uno dei quattro crateri al mondo a presentare un lago di lava a cielo aperto, un catino di magma in perenne ebollizione, che raggiunge la temperatura di 1200 gradi.
La visione notturna della lava incandescente, proveniente dai più profondi recessi della Terra, costituisce uno spettacolo unico e straordinario.

Dancalia, DallolMagnifiche visioni regalano anche il lago Assal, una distesa di acque salatissime la cui posizione si sposta secondo l’azione dei venti, e il cratere vulcanico di Dallol, un universo minerale di sorgenti e geyser dai colori psichedelici.
Dovute all’azione vulcanica sono pure le vicine guglie di sale dalle diverse forme e dimensioni, che si ergono nella pianura disseccata quasi a formare una fantastica città di roccia.

Dancalia, Piana del SaleLa contigua Piana del Sale è invece una gigantesca pianura salina, un arido e rovente deserto bianco a perdita d’occhio, da cui gli Afar estraggono blocchi di sale squadrati che trasportano poi sull’altopiano etiope con enormi carovane di dromedari, che in certi casi radunano fino a duemila animali.
Non è un caso che la Dancalia possieda uno dei maggiori depositi salini della terra:
in epoche lontane, la depressione costituiva un braccio laterale del Mar Rosso, poi sconvolgimenti geologici bloccarono l’accesso al mare e il lago evaporò, lasciando sul fondo strati di salgemma spessi da mille a tremila metri.
Il viaggio termina con la risalita dell’altopiano, circa 2000 metri di dislivello, fino a raggiungere la regione del Tigray e il capoluogo Mekele (la Macallé italiana).
Da un mondo si passa a un altro, in poche ore.

Giulio Badini
I Viaggi di Maurizio Levi

Dancalia, Piana del Sale

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