In Vespa a Capo Nord

Ma com’è bello andare in giro con le ali sotto i piedi, se hai una Vespa PX 125… arrivi a Capo Nord. Peccato che i Lunapop non abbiano conosciuto Filippo Logli: oggi, il testo di una delle loro canzoni più famose suonerebbe così. Ventisette anni, istruttore di sub e amante dell’avventura, Filippo sta scaldando il motore della sua “due ruote” per un’impresa che lo porterà a 4161 chilometri da casa: a giugno, partirà da Pontedera e attraverserà Italia, Austria, Germania, Danimarca, Svezia, Finlandia e Norvegia. Con lui ci sarà anche Alessandro Pierini di Montecatini Terme, altro viaggiatore incallito che lo alternerà alla guida. «Non viaggio come il classico turista, ma come un divoratore di cultura, luoghi e tradizioni che incontro», racconta Filippo. «Ogni avventura ti cambia e permette di tornare a casa con un bagaglio di esperienze che nessun libro e nessun corso universitario potrebbero mai insegnarti».

VESPA, AMORE MIO
È il 1945 quando la Piaggio, dopo la chiusura della produzione di motori per gli aerei da guerra, si trova di fronte alla necessità di ripensare il suo complesso industriale. In quella fase così delicata, l’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio progetta un nuovo mezzo per l’Italia del dopoguerra: la moto con una ruota di scorta, pratica, economica e adatta anche alle donne, che finalmente possono mettersi alla guida senza paura di sporcarsi con olio e fango. «Mio nonno ha lavorato per oltre quarant’anni alla Piaggio e, quando tornava a casa, cercava di trasmettermi l’amore per questa industria, che per Pontedera ha sempre rappresentato un’importante fonte di occupazione», ricorda Filippo. «Dopo tanti giri intorno al mondo, ho deciso di rendere omaggio a mio nonno attraverso la mia passione per i viaggi, raggiungendo Capo Nord a bordo della Vespa».

Filippo ha già visitato il Sudest asiatico, l’Africa, i Caraibi e il Sud America. Nel 2010 ha attraversato l’Oceano Atlantico in barca a vela, salpando dal porto di Gran Canaria alla volta della Martinica, e nel 2011 ha viaggiato per 11 mesi in America Latina, percorrendo migliaia di chilometri in autostop e attraversando Venezuela, Brasile, Argentina e Cile. Nel suo peregrinare, ha imparato inglese, francese portoghese e spagnolo, ma ha anche conosciuto centinaia di persone grazie a Couchsurfing (http://www.couchsurfing.org/), la più grande rete di ospitalità del mondo che consente di trovare privati disposti a concedere una stanza, un divano oppure un pezzo di giardino in cui piantare la tenda. «In Sud America, ho ricevuto spesso ospitalità presso le famiglie, che mi accompagnavano a visitare luoghi caratteristici e assenti sulle guide tradizionali».

AVVENTURE SENZA PARI
Filippo è innamorato di quella che lui definisce “euforia” che ti prende quando sei sul punto di buttarti a capofitto in una nuova impresa. «Da quel momento il cervello entra in modalità ‘viaggio’ e comincia a macinare un’idea dietro l’altra. Nel momento stesso in cui il progetto prende forma nella mente sei trasportato dentro all’avventura. E una volta innescato il meccanismo, non si può più fermare». Nella Patagonia argentina, gli è capitato di essere invitato da una tribù Mapuche a una cerimonia dell’anno nuovo che, ogni anno, viene officiata con l’arrivo della primavera per rendere omaggio alla Madre Terra in vista del raccolto. «Mi sono ritrovato in mezzo a un popolo vestito con abiti tipici dei loro antenati, che parlava una lingua antica e cantava intorno al fuoco in attesa dell’alba per salutare il nuovo sole. È stata una notte da documentario, indimenticabile».

Quest’anno è la volta di Capo Nord. «Nel mio immaginario era una meta da raggiungere, che tante volte ho ammirato in fotografie stupende. Lo scorso anno sono andato all’estremo sud del mondo e questa volta ho voluto invertire la rotta». Non è solo la meta che lo sprona a partire, ma tutto ciò che compone il viaggio: gli imprevisti, le avventure quotidiane. Filippo ha pianificato il suo itinerario sulla carta (Pontedera, Reggio Emilia, Brescia, Innsbruck, Monaco, Norimberga, Berlino, Rostock, traghetto per Gedser, København, Helsingborg, Stoccolma, Uppsala, Hetantie, Capo Nord), con l’idea di percorrere circa 400 chilometri al giorno, forma fisica e tempo permettendo. «Verrò accolto e salutato da tutti i Vespa Club delle città che attraverserò e porterò un omaggio del mio comune, insieme a quello di Montecatini grazie ad Alessandro, all’amministrazione di Capo Nord».

Il ritorno a casa, previsto per luglio, avverrà presso il Museo Piaggio. «Non è un traguardo qualsiasi: lì sono custoditi i mezzi dei grandi viaggiatori del passato. È un posto in cui si respira l’odore dei chilometri percorsi, della strada e di luoghi lontani, che racconta di lunghi viaggi che hanno emozionato chi li ha intrapresi e chi li ha ascoltati. Dietro il fitto strato di adesivi multicolore si scorgono le PX con cui Giorgio Bettinelli e Sean Jordan, in momenti diversi, hanno solcato i 5 continenti. E’ il luogo adatto dove una Vespa intrepida trova riposo a fine carriera». Per chi desidera seguire il countdown dell’impresa, gli aggiornamenti e le novità strada facendo, il sito in costante evoluzione è http://www.filippologli.com/. Forza, la partenza si avvicina!

Paola Rinaldi

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