L’Europa in sella a una Vespa molto speciale

Federico Olivieri

“Sono uno tra i tanti a possedere una Vespa che ha più di trentacinque anni. Sono però l’unico a viaggiare in sella a una P150X del 1983 appartenuta a don Sirio Politi, il primo prete operaio, simbolo di lotta e solidarietà”.
Sarà proprio lei la Vespa che a giugno 2019 accompagnerà Federico Olivieri e la fidanzata Giulia in un viaggio lento da Viareggio a Capo Nord. A dispetto dei suoi 35 anni suonati, lo scooter è pronto a percorrere circa 15 mila chilometri e 17 paesi, toccando Italia, Slovenia, Austria, Slovacchia, Ungheria, Polonia, i tre Paesi Baltici, Russia, Finlandia e Norvegia solo all’andata, a cui si sommeranno Danimarca, Isole Faroe, Olanda, Germania e Svizzera al ritorno.

Don Sirio Politi
Don Sirio Politi

Federico, questa Vespa ha una storia speciale…
Sì, inizialmente apparteneva a don Sirio Politi, prete operaio di Viareggio, che si distinse dagli altri sacerdoti perché scelse di lavorare al porto e guadagnarsi da vivere con il sudore della fronte. Ovviamente, questa doppia vita gli procurò non pochi grattacapi con il mondo ecclesiastico, che non vedeva di buon occhio il suo trovarsi fianco a fianco con operai “compagni”. In più scrisse libri, articoli di giornale, opere teatrali e non perse occasione per portare avanti le sue battaglie ecologiste, così come quelle contro le centrali nucleari e gli armamenti.

Un tipo tosto, insomma.
Uno di quelli che non le mandava a dire. Basti pensare che un giorno, lungo il canale, sentì due pescatori rivolgergli alcuni sfottò, in stile don Camillo e Peppone. Senza pensarci troppo, don Politi si buttò in acqua, raggiunse la barca a nuoto, salì a bordo e sfilò un remo per intimare ai due di ripetere ciò che avevano appena detto. Ma soprattutto diventò famoso perché, nel luglio 1961, scavalcò il vecchio muro di cinta della FERVET di Viareggio per andare a celebrare Messa con gli operai in sciopero, contravvenendo agli espliciti divieti aziendali e della Chiesa.

Vespa P150X (1983)

E la Vespa?
La usava regolarmente, fino a quando un giorno prese una buca, cadde e bestemmiò. Vedendolo come un segno di peccato, decise di venderla e così, a un buon prezzo, la Vespa passò alla mia famiglia. C’è stato un momento in cui ho pensato di cederla anch’io per racimolare qualche soldo, ma alla fine qualcosa mi ha fermato e adesso ho deciso di portarla fino a Capo Nord.

Federico Olivieri e Giulia Da San MartinoCosa ti affascina di questa modalità di viaggio?
La lentezza, che impedisce di prendere le classiche strade a percorrenza veloce a favore di soluzioni alternative, dove per caso si possono scoprire paesi, vicoli e scorci di cui ignoravi l’esistenza. Ai 60 chilometri all’ora, io e Giulia abbiamo visitato la Toscana, la Corsica e la Sardegna: ci siamo innamorati di quelle scoperte improvvise, così come del sapore dell’avventura e della sfida.

E perché proprio Capo Nord?
È sempre stato il pallino di mio cugino Simone, a cui sono legatissimo. Un giorno ho letto la pianificazione del viaggio che aveva immaginato e ne sono rimasto affascinato. Ma in quel momento non avevo il mezzo, né i soldi, né il tempo. Per fortuna, nella vita succede sempre qualcosa che ti porta dove devi andare e ho deciso di partire, forse anche un po’ per Simone, che adesso ha due bambine e non avrebbe la possibilità di mollare tutto per troppo tempo. Rispetto al suo progetto, abbiamo allungato il percorso, che contiamo di percorrere in 80 giorni, e incluso luoghi particolari come le isole Faroe, un minuscolo arcipelago perso tra le onde dell’Atlantico settentrionale, a metà strada tra la Scozia e l’Islanda, che racchiude un paradiso naturalistico straordinario.

Federico Olivieri e Giulia Da San Martino

Chi vi sostiene in questo progetto?
Ovviamente mio cugino, che ci sta dando una grossa mano nella logistica, ma anche tanti sponsor tecnici, come RDV Ricambi, che ha fornito consulenza e materiali di ricambio per la Vespa; Cast Helmets, che ci ha offerto uno sconto sui caschi; l’azienda Nisa, che si è resa disponibile a rifare la sella; Tucano Urbano, con cui stiamo definendo un accordo per l’abbigliamento; Bertoni Tende, che ci ha offerto un ottimo sconto e consulenza sull’acquisto di materiale da campeggio; il tour operator SanPietroburgo.it, che ci aiuterà con i visti per la Russia; il Carnevale di Viareggio in miniatura, un’associazione no profit che fa parte del Carnevale di Viareggio.

Qual è il messaggio che lanciate con questa avventura?
Ci piacerebbe far capire che esiste un modo diverso per spostarsi e scoprire il mondo rispetto ai viaggi organizzati, ai mezzi veloci, ai voli low-cost. Dobbiamo riappropriarci della lentezza, del contatto umano, della scoperta di culture e tradizioni diverse, della capacità di perderci fra i luoghi. E poi ci muoviamo in Vespa, un mezzo che permette di essere liberi. Liberi dai condizionamenti, dai tormenti che affliggono ogni giorno, dalla massa che sembra voler omologare tutti al resto della massa. Ciascuno di noi è un essere unico e il viaggio aiuta a ricordarlo.

Paola Rinaldi

Federico Olivieri e Giulia Da San Martino
Federico, Giulia e la mitica Vespa P150X

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