Viaggio nel viaggio

La mostra “L’uomo con la valigia. Piccola storia del bagaglio” nasce da una felice intuizione dell’amico Paolo Novaresio che, nel 2009, propose allo staff del Borgo Medievale di Torino di collaborare per la realizzazione di “qualcosa” legato al tema del viaggio che, nel 2009, era stato argomento portante delle manifestazioni organizzate all’interno delle nostre mura.
Ma, e ce ne eravamo resi conto sia noi del Borgo sia Novaresio, mancava quello spunto, quell’idea vincente che ci avrebbe fatto fare il salto di qualità, quell’intuizione che, realizzata nelle forme dovute e ben pubblicizzata, avrebbe potuto far vibrare le corde dei visitatori del Borgo rispondendo alla mission del museo di produrre cultura per tutti senza banalizzare i contenuti e le forme.
L’idea era rappresentare fisicamente il rapporto tra l’uomo e il suo bagaglio, simbolo del viaggio, specchio della personalità, contenitore di speranze per il viaggio intrapreso e di ricordi per il ritorno. Qui, al Borgo Medievale che è, esso stesso, un viaggio sincronico e diacronico, temporale e geografico: un non-luogo costruito nel 1884 per riprodurre fedelmente (secondo i crismi ottocenteschi) un villaggio borghese del Piemonte del XV secolo, prendendo come fonti documentarie edifici realmente esistenti e risalenti al 1400 conservati (allora) in oltre 40 città e paesi tra Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria.
L’allestimento che abbiamo immaginato permetteva di viaggiare nel tempo e nello spazio attraverso tutti gli spazi a disposizione nel Borgo Medievale di Torino: sono stati presi in considerazione l’evoluzione del bagaglio e degli effetti personali rispetto ai mezzi di trasporto e alle differenti fasi del viaggio, nonché un’esemplificazione di varietà di contenuti.
L’arco temporale di riferimento è stato quello compreso tra metà Ottocento e oggi, oltre a una sezione medievale al piano terra della Rocca. Il percorso espositivo si è sviluppato attraverso tre spazi: la casa di Frossasco ha ospitato la sezione Bagagli d’altri mondi dedicata ai nomadi Tuareg; la sala mostre era dedicata agli Oggetti del viaggiatore, mentre le sale della Rocca contenevano una sezione dedicata ai Bauli, una riservata ai Bagagli nel Medioevo e infine una legata al sottile rapporto tra Bagaglio e Viaggiatore con ardite esemplificazioni scenografiche di sei differenti tipi di “fardello”.
La mostra ha ottenuto un ottimo successo di pubblico e di critica: si è perciò prorogata la data di chiusura, prevista al 9 maggio, fino al 27 giugno 2010; i visitatori sono stati 65.091 negli spazi a libero accesso (Sala mostre e Casa di Frossasco) mentre oltre 30.000 hanno visitato la Rocca (con biglietto a pagamento comprendente la visita al castello e all’esposizione temporanea).
L’eco della mostra sui media locali, regionali e nazionali è andato al di là di ogni aspettativa: il tema ha incuriosito quotidiani, riviste e programmi radiotelevisivi prima non interessati al Borgo come museo. Numerosi sono stati di passaggi radiotelevisivi sulle principali reti nazionali, con servizi e interviste al curatore e al personale del museo, tra i quali: Sereno variabile, Bell’Italia, TG3 nazionale e regionale, TG2, TG5, Art news (programma nazionale in onda su Rai EDU), Rai International, SKY, Italia1, Radio RAI, Radio Montecarlo, Radio Stereo 5 e sulla carta stampata: Panorama Travel, Famiglia Cristiana, Focus Storia, Ulisse, Torino 7, Repubblica, La Stampa, Il Manifesto, per citare i principali.
Molti sono stati, nel corso del semestre di apertura al pubblico della mostra, gli eventi collaterali per guidare i visitatori lungo il percorso dell’esposizione, in modo da animare l’intero Borgo e di approfondire i temi toccati dall’allestimento.
Tutti i sabati si è potuto assistere a itinerari teatrali che, attraverso diversi personaggi, raccontavano di viaggi e bagagli in diverse epoche storiche.
In omaggio alla sezione dedicata ai Bagagli d’altri mondi è stata organizzata la mostra-mercato Tuareg, e non solo. Inizialmente proposta per due fine settimana di marzo e maggio, è stata replicata altre tre volte in collaborazione con l’Associazione Sao Onlus.
Il mese di marzo ha visto poi la collaborazione con il Museo Nazionale della Montagna: per la rassegna cinematografica Cinema in Alta quota, nei quattro fine settimana di marzo sono stati trasmessi filmati di spedizioni e viaggi famosi all’interno della casa di Borgofranco.
Domenica 2 maggio è avvenuta la premiazione del concorso fotografico on-line “L’uomo e il suo bagaglio”, al quale hanno preso parte oltre trenta partecipanti. Le immagini selezionate dalla giuria facevano riferimento a diversi tipologie di bagaglio, tra cui l’etnico, l’urbano contemporaneo, quello legato alle rievocazioni storiche o al lavoro quotidiano. Durante la stessa giornata, sono stati esposti allestimenti promozionali degli sponsor della mostra.
Si è parlato anche di attività all’aria aperta e dei bagagli necessari per affrontarla con la presentazione del manuale “Outdoor. Pensare, agire, sopravvivere” organizzata nel Giardino delle delizie alla presenza degli autori, E. Maolucci, A. Salza, M. Dalla Palma. Un’altra presentazione ha riguardato l’opera prima di Brunella Li Rosi, “In viaggio con me“, con le vicende di una valigia presentate come parabola dell’esistenza umana.
Per il finissage della mostra, durante l’ultimo weekend di giugno, sono stati organizzati diversi eventi: una mostra mercato dell’Associazione TraMe, letture e la presentazione del volume di Egi Volterrani “Frattaglie. Ricette dell’amor perduto“, viaggio gastronomico a cavallo tra le radici piemontesi e la seduzione di preparazioni esotiche. Infine, le ultime visite guidate alla mostra hanno offerto ai visitatori sofisticate divagazioni sul tango: tra i bauli della Rocca si sono esibite coppie di ballerini dell’edizione 2010 di Etnotango.
La mostra sul bagaglio ci ha costretti a ripensare il Borgo e la sua fruizione. Nella Rocca (parte del museo visitabile a pagamento) spazi sempre uguali a se stessi dal 1884 sono stati stravolti e reinterpretati per finire a fare da sfondo agli allestimenti temporanei che riproducevano i momenti di creazione di differenti bagagli: il manager, il pellegrino, l’emigrante, il globetrotter, la crocierista. La nostra sala mostre ha ospitato oggetti curiosi: bagagli di lusso, set da viaggio, arnesi da chirurgo di guerra …, oltre alle reliquie portatili che “facevano tanto medioevo”.
La soddisfazione di chi, questa mostra, l’ha vista nascere e ha contribuito al suo allestimento stava, soprattutto, nelle espressioni di stupore e di interesse dei visitatori che hanno affollato il Borgo nel corso del 2010. Un viaggio, quello dello staff del Borgo Medievale, tra allestimenti e piccole perle da esporre ma, soprattutto, un viaggio interiore alla ricerca del nostro bagaglio personale, dove far stare, pian piano, i ricordi e le esperienze che questa mostra ci ha lasciato.

Filippo Ghisi
Nato a Moncalieri (Torino) nel 1977, laureato in Scienze Politiche (indirizzo storico), con una tesi sul capoluogo piemontese nel 1400. Dopo la laurea ha frequentato un corso di specializzazione su turismo e beni culturali, cui sono seguite diverse esperienze di lavoro nel campo della cultura e della formazione. Dal 2007 è responsabile direttivo del Borgo Medievale di Torino – uno dei principali musei piemontesi – con compiti di gestione e coordinamento di eventi, comunicazione e progetti. È membro del direttivo di Turismo in Langa di Alba, NewTo per lo sviluppo della meritocrazia e LED (Laicità, Etica e Democrazia). Dal novembre 2010 è Consigliere di amministrazione dell’Istituzione Musicateatro di Moncalieri.