L’uomo con la valigia, una nuova prospettiva

La mostra è nata da un’idea piuttosto semplice: considerare il viaggio nella sua dimensione fisica, dando visibilità agli strumenti e agli oggetti che accompagnano da sempre il viaggiatore durante il percorso e attraverso lo spazio geografico. La mobilità implica infatti il confrontarsi con problemi concreti: scegliere abbigliamento e attrezzature adatte, usare questo o quel mezzo di trasporto, alimentarsi, mantenere la rotta prefissata, poter soddisfare le proprie occorrenze in un contesto estraneo. Il viaggiatore necessita quindi di un equipaggiamento specifico, funzionale alle proprie esigenze, compatto e miniaturizzato. E naturalmente di un contenitore portatile, dove stipare i suoi possessi e atto ad accompagnarlo durante le sue peregrinazioni: ovvero, di un bagaglio. “L’uomo con la valigia” ha voluto sviluppare appunto questo tema, troppo spesso ignorato dalla letteratura del settore. Del bagaglio, sia come involucro che come contenuto, sono stati messi in luce l’origine, la storia e l’evoluzione, ma anche le innumerevoli valenze pratiche, antropologiche e psicologiche che lo caratterizzano. Particolare risalto è stato dato inoltre all’intimo e spesso insospettabile rapporto che lega il bagaglio al suo proprietario. In quest’ottica, il concetto ha acquistato giorno dopo giorno prospettive più precise e profonde: a ben vedere, il bagaglio non è solo un inventario di cose utili, ma qualcosa di molto più complesso e legato ai bisogni più profondi dell’essere umano. Un oggetto davvero speciale, meritevole di un’attenzione particolare. Ci auguriamo che questa mostra abbia contribuito a svelarne i segreti.

Impianto della mostra

Allo scopo di fornire una definizione esauriente ma allo stesso tempo concisa dell’argomento, si è scelto di concentrare l’indagine sul periodo compreso tra la metà dell’Ottocento e oggi, in una prospettiva principalmente eurocentrica (salvo un’importante digressione). Per ragioni di chiarezza ed efficacia espositiva si è data alla mostra una struttura modulare, suddivisa in quattro sezioni principali, organicamente collegate tra loro ma dotate ognuna di un ruolo autonomo.
La prima sezione ha riguardato “Gli oggetti del viaggiatore, in altre parole tutto ciò di cui si ha bisogno durante il viaggio. I reperti, di particolare valore estetico ed evocativo, sono stati suddivisi in sei gruppi tematici, corrispondenti ad altrettante esigenze del viaggiatore: non ammalarsi, non perdere la strada, non smarrire i propri beni, mantenere l’identità, curare la propria immagine, non rinunciare ai comfort.
Nella seconda sezione, “Il bagaglio, specchio del viaggiatore”, abbiamo considerato una serie di bagagli esemplari, corrispondenti ai diversi tipi di viaggiatore e di viaggio: lo zaino del globe-trotter, la 24 Ore del businessman, la sacca del pellegrino. la valigia del vacanziere, la borsa del turista, il baule dell’emigrante. Il contenuto di ogni bagaglio è stato presentato in un’ambientazione conveniente alla situazione storica e ambientale, mettendo a fuoco particolarità e differenze specifiche.
Nella terza sezione è stato presentato “Il baule, con la sua storia e la sua evoluzione. Un tipo di bagaglio usato fin dai primordi della storia dei viaggi e uscito di scena solo verso la metà del secolo scorso. In esposizione alcuni degli innumerevoli modelli di baule, scelti in base alla funzione e all’originalità dell’oggetto: da marina, militari, portavalori, da automobile, da carrozza, da guardaroba e varie altre versioni, nate per gli scopi più diversi.
Nella quarta sezione, “Bagagli d’Altri Mondi siamo andati invece a esplorare gli infiniti modi e le forme in cui si è espressa la tecnologia del bagaglio nei diversi continenti. L’esposizione è stata focalizzata su un caso specifico: i bagagli delle carovaniere del sale in Sahara. Tra gli oggetti esposti: mappe simboliche, merci di scambio e sussistenza, arnesi da cucina, gioielli e beni preziosi, armi bianche e una quantità di manufatti curiosi e insoliti.
Infine, come omaggio al Borgo Medievale di Torino, sede ospitante della mostra, l’ultima sezione è stata dedicata ai “Bagagli nel Medioevo”: in particolare, i bagagli del soldato; i metodi di trasporto e la conservazione degli alimenti; i mobili portatili, atti a seguire il nobile nei suoi spostamenti da una residenza all’altra. A completare l’impianto espositivo: una serie di pannelli riproducenti liste dettagliate di materiale e attrezzature (spesso inverosimili), compilate da famosi viaggiatori del passato.

I risultati

La mostra è stata ospitata da Fondazione Torino Musei e presentata al Borgo Medievale di Torino dal 14 febbraio al 27 giugno 2010, con grande successo di pubblico e di critica. I visitatori sono stati oltre 65.000 negli spazi a libero accesso e 30.000 con biglietto a pagamento. La mostra ha inoltre goduto di una vasta attenzione sui media: un centinaio di articoli e citazioni su riviste e quotidiani, vari passaggi radio-televisivi sulle principali reti nazionali e regionali, numerosissime presenze sul web.

Estratto della rassegna stampa di Fondazione Torino Musei

Mostra di Torino – Rassegna Stampa