Fermati, o almeno rallenta!

Marianna Sansone, Antonio Benforte, 30annozero, Econote, sostenibilità, giro del mondo

Marianna Sansone, Antonio Benforte, 30annozero, Econote, sostenibilità, giro del mondoVogliono visitare tutto il mondo, ma per adesso si accontentano di quattro continenti e una decina di città: Marianna Sansone e Antonio Benforte stanno vagabondando per il pianeta dallo scorso 15 giugno, con l’unico obiettivo di assaporare tutte le esperienze che un viaggio può dare, compresi gli imprevisti e i cambi di rotta. Entrambi hanno trent’anni, sono legati da sette e fino al prossimo 13 agosto resteranno in giro per paesi e culture. “In viaggio, tutto cambia di tappa in tappa”, racconta Marianna. “Durante un tragitto così lungo e vario, è importante autodisciplinarsi per evitare di spendere tutte le proprie energie in un singolo step”. E per “energie” lei intende tutto: forza fisica e mentale, denaro, suola delle scarpe.

Marianna, qual è la vostra autodisciplina?
In generale, cerchiamo di alzarci di buon’ora la mattina, adattandoci ai ritmi locali: ogni città infatti si sveglia più o meno presto, e anche questa cadenza temporale è meravigliosa da scoprire. Fino ad oggi, la metropoli più mattiniera che abbiamo incontrato è sicuramente Londra, dove alle sette del mattino è normale vedere fiumi di persone che corrono avanti e indietro con bicchieroni di caffè. Al contrario, la zona più dormigliona ci è sembrata la parte alta della Spagna, la zona basca, anche se abbiamo sentito dire che a sud, nell’Andalusia, la ripresa è ancora più lenta e rilassata. Ovviamente, Marianna Sansone, Antonio Benforte, 30annozero, Econote, sostenibilità, giro del mondoal di là degli orari, cerchiamo anche di “regolarci” dal punto di vista alimentare, perché il rischio è quello di mangiare male o comunque in maniera non abituale incorrendo poi in problemi di salute.

La cosa più strana che hai assaggiato fino ad ora?
Pochi giorni fa, delle crocchette di alligatore! Ho capito che non fanno per me…

Il primo giorno in un luogo è sempre quello più importante?
Ogni giornata ha la sua grandezza. Sicuramente, la prima è molto impegnativa, perché in essa tentiamo una chiusura totale verso le conoscenze pregresse e dimentichiamo ciò che abbiamo letto o sentito su quel posto: ci avventuriamo fra le persone, le strade, la lingua, le espressioni, le usanze. Poi, ovviamente, abbiamo una lista dei principali punti di interesse che vorremmo visitare. Ad esempio, una delle prossime tappe – cioè San Marianna Sansone, Antonio Benforte, 30annozero, Econote, sostenibilità, giro del mondoFrancisco – rappresenta una sorta di Mecca per noi che abbiamo un’ottica green: in particolare, siamo attratti dalla strategia “Zero Waste”, un particolare sistema di gestione dei rifiuti che considera la spazzatura non come scarti da eliminare, ma come risorse da riutilizzare. Abbiamo già fissato delle interviste, che sicuramente proporremo su Econote.

Il vostro magazine indipendente?
Esattamente. L’ho fondato nel 2008 e, ogni giorno, inserisco notizie e segnalazioni grazie al contributo di un valido gruppo di redattori, tutti appassionati di ambiente e convinti che siano le piccole azioni di tutti i giorni a fare la differenza. In sostanza, ci occupiamo di ecologia e sostenibilità da più Marianna Sansone, Antonio Benforte, 30annozero, Econote, sostenibilità, giro del mondopunti di vista: architettura, attualità, mamme e papà, viaggi, marketing, animali, libri, risparmio e decrescita, racconti, arte. Lo scorso anno, Econote è diventata anche un’associazione a tutti gli effetti, che vuole promuovere il turismo sostenibile. A Napoli abbiamo incoraggiato numerose visite in luoghi suggestivi, ma in parte sconosciuti, sfruttando il trekking urbano, la bicicletta e varie soluzioni “verdi”.

Questa attenzione ecologica influenza anche il vostro stile di viaggio?
Certamente, perché io e Antonio prediligiamo tutto ciò che è a basso costo e basso impatto. Per fare un esempio concreto, tre anni fa avevamo visitato il famoso Parco Güell di Barcellona: quest’anno, al nostro ritorno, lo abbiamo ritrovato chiuso a mo’ Marianna Sansone, Antonio Benforte, 30annozero, Econote, sostenibilità, giro del mondodi riserva indiana e per accedere alla zona dove si concentra la maggior parte delle opere del maestro Antoni Gaudì bisogna pagare un biglietto d’accesso di 7 euro. Così, ci siamo limitati a passeggiare nelle aree circostanti per capire cosa spettasse ai turisti non paganti: stradine piacevolissime ma strapiene di ambulanti, venditori di acqua e paccottiglia, artisti di strada non proprio bravissimi. Alla fine, abbiamo ricavato un post per dichiararci non solo contrari al fatto che un bene pubblico fosse diventato a pagamento, ma anche per opporci all’abbandono della zona tutt’intorno.

Di cosa stai riempiendo i bagagli?
Di poche cose e tante esperienze. Io e Antonio stiamo cercando di vivere come gli abitanti del posto, aumentando o diminuendo i nostri ritmi a seconda di cosa troviamo. Per me, il concetto di ritmo è fondamentale, tanto da averci dedicato un ebook dal titolo Fermi tutti! (O almeno rallentate). Il messaggio è molto semplice: in viaggio, come nella vita quotidiana, magari non possiamo fermarci Marianna Sansone, Antonio Benforte, 30annozero, Econote, sostenibilità, giro del mondodel tutto, ma per lo meno possiamo decidere di rallentare. Se i soliti mille impegni ti danno sempre la sensazione di avere l’acqua alla gola, il primo giorno in cui hai la possibilità di frenare un po’, fallo. Scegli tu come gestire il tempo, ma non permettere che sia lui a gestire te.

Un messaggio perfetto per chi è costantemente connesso e iperattivo…
Sì, ma non solo. A tutti capita di aver avuto il mal di testa da weekend, di avvertire quella sensazione di oppressione alla bocca dello stomaco, di guardarsi allo specchio dicendo: “Ma perché correre così tanto?”. Nel mio ebook, offro qualche spunto per scalare di marcia e tornare a godersi le piccole cose. In fondo, le nostre giornate sono composte da 7-8 ore di sonno, 8 ore o più di lavoro, tanti ritagli da dedicare Marianna Sansone, Antonio Benforte, 30annozero, Econote, sostenibilità, giro del mondoagli impegni famigliari o in cui rincorrere quello che la società ci impone: alla fine, di questa grossa torta che è la vita rimane una piccolissima fetta solo per noi, da mangiucchiare quasi di corsa, sempre con i minuti contati.

E come si fa a riappropriarsi del proprio tempo?
Bisogna semplicemente sceglierlo, decidendo che è arrivato il momento giusto per seguire la propria corrente, anche se va in direzione opposta rispetto a quella generale. Ognuno di noi sente benissimo quando la vita inizia ad andare stretta o quando è il momento di cambiare rotta. A me è successo per una serie di motivi: pochi anni fa, io e Antonio ci siamo trasferiti a Milano e dopo un lungo viaggio negli Stati Uniti, realizzato nel 2013, un tarlo ha iniziato a lavorare nella nostra testa. Forse è stato davanti al Grand Canyon, guardando il delta del Colorado turchese contro le rocce aspre, o magari ci ha messo la zampino il sole che scompariva fra i grattacieli di New York… Non Marianna Sansone, Antonio Benforte, 30annozero, Econote, sostenibilità, giro del mondosappiamo bene cosa ci abbia fatto prendere la decisione di girare il mondo, ma quando siamo tornati a Milano continuavamo a pensare quando grande e diverso fosse il mondo rispetto a Piazzale Loreto… Poi, a settembre, ho fatto una biopsia e il responso è stato “carcinoma tiroideo”. In momenti come quello, tutto cambia, tutto viene messo in discussione. Così, dopo l’operazione, abbiamo deciso di tagliare i ponti con una città che non ci apparteneva più: siamo tornati a Napoli, abbiamo fondato l’associazione Econote e abbiamo organizzato il nostro giro del mondo.

Sono stati i problemi di salute a farti dire: “Marianna, ferma tutto! (O almeno rallenta)”?
Sicuramente hanno contribuito, anche se nella nostra testa c’era già l’idea di partire per un viaggio come questo. Diciamo che quella scoperta così difficile ci è servita per dire: “Visto che il 2013 è stato piuttosto impegnativo, useremo il 2014 come una sorta di Marianna Sansone, Antonio Benforte, 30annozero, Econote, sostenibilità, giro del mondobonus per noi stessi, da dedicare soltanto a quello che ci va di fare”. Lo scorso anno ho ricevuto una grande lezione: non possiamo mai sapere cosa ci accadrà fra un giorno, un mese o un anno. Per questo motivo, se c’è qualcosa che vuoi fare, non aspettare troppo a lungo.

Quanto è importante condividere questa esperienza con Antonio?
È fondamentale. Non credo che sarei mai partita senza di lui. Abbiamo sognato, immaginato e concepito insieme questo viaggio. Non esiste un’altra persona con cui vorrei o potrei condividerlo. Nell’organizzazione, ci siamo spartiti equamente i compiti: dall’assicurazione ai contenuti del sito web. Presto, uscirà anche un suo ebook, intitolato “Mollo tutto”, in cui sono raccolte le storie di chi prima di noi è partito per inseguire una felicità personale.

Ma le valigie chi le ha fatte?
È stato un accordo comune. Siccome volevamo viaggiare molto leggeri, abbiamo scelto delle tappe che ci permettessero di evitare repentini cambi climatici, per cui toccheremo vari continenti in un Marianna Sansone, Antonio Benforte, 30annozero, Econote, sostenibilità, giro del mondoperiodo quasi sempre estivo. Siamo partiti con un bagaglio di circa dieci chili a testa, in cui ho fatto rientrare anche del lievito per pizza: da buoni napoletani, ci è già capitato in due occasioni di prepararla per tutti e devo dire che è stata molto apprezzata. Ci piace mangiare le cose del posto, ma ci teniamo altrettanto a portare in giro la nostra terra…

Dove vi appoggiate per l’alloggio?
Per immedesimarci nella cultura che ci ospita, ci affidiamo soprattutto a soluzioni come il Couchsurfing o l’Airbnb, oppure troviamo accoglienza presso amici che ci hanno contattato tramite web. L’idea è quella di evitare alberghi, B&B e classiche strutture.

È più facile partire o rimanere?
Sicuramente restare, crogiolandosi nella propria routine e nell’idea che tutto sia predestinato, magari giudicando chi invece è partito o comunque ha scelto la propria felicità. E invece bisogna aprire la porta e andare. Qualcosa succederà!

Paola Rinaldi

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