Il viaggio diventa essenza

foto Nipapun/pixabay

Conoscete il gioco “Associazione di parole”?  Bisogna essere minimo due giocatori fino a un numero massimo illimitato. Il primo giocatore dice una parola e i concorrenti successivi devono associare, per senso o tematica, un’altra parola alla precedente, e così via.
Facciamo un esempio: io dico vacanze…
A vacanze associo viaggi, narrazione, lettura, tè…
Potrei andare avanti all’infinito, ma posso anche riassumere tutto questo in un’unica parola: Narratè. Lo conoscete già?

Narratè è una felicissima intuizione di Adriano Giannini nata, come idea, una quindicina di anni fa, durante una notte insonne in cui, mi ha raccontato, nell’attesa che la camomilla completasse i 5 minuti di infusione, ho letto tutte le scritte sulla scatolina che la conteneva, compreso il barcode. In quel momento mi sono accorto che sarebbe stato bellissimo, oltre che utile, avere un racconto che durasse giusto il tempo necessario all’infusione.

E’ nato così un tè narrante!
Tra l’idea e la realizzazione del prodotto sono trascorsi un po’ di anni, fino a quando nel 2015 Narratè ha fatto il suo esordio con L’essenza di Milano in un tè a Expo 2015 con, primo cliente, il Servizio Bibliotecario Milanese che ha messo in distribuzione il nuovissimo prodotto nelle sue 25 biblioteche milanesi.
Già, perché l’associazione è esattamente quella tra due delle tradizioni più antiche del mondo: il tè e la lettura.
Alla teabag è collegato infatti un libretto contenente un brano in italiano e inglese di circa 4.500 battute, da leggere giusto nel tempo d’infusione della miscela e conservare poi sugli scaffali della nostra libreria.

Le linee editoriali sono diverse: si va da NarraPlanet, pensata per i turisti che visitano il nostro paese e vogliono portare con sé una sorta di souvenir sensoriale di Milano, Venezia, Roma, Firenze, Torino, la Maremma, la Sicilia, Bologna o Pompei; si passa poi a NarraLife, inaugurata nel 2017 con un prodotto dedicato al Buddismo; NarraPeople offre invece l’esperienza di Un tè con Dante o, in previsione dell’imminente anniversario del 2019, Un tè con Leonardo da Vinci, mentre la collana Le fiabe del buongiorno (della linea editoriale Narralife) nasce da una collaborazione con Roberto Piumini, autore di fiabe per bambini, illustrate da Cecilia Cavallini.

Narratè conta già numerosi premi e riconoscimenti: tra i più recenti il terzo posto al BarAwards Innovazione 2017 e il primo premio Centostazioni – Trenitalia per Open Design Italia 2016 e, nello stesso anno, la vittoria della Creative Business Cup Italia.
Il suo aspetto e la sua originalità fanno sì che Narratè sia tra i regali più piacevoli da fare, ricevere o semplicemente farsi! Il target di clienti è soprattutto femminile, o in generale di appassionati di lettura: ecco perché lo si trova in distribuzione in libreria, molte delle quali librerie indipendenti, oltre che in vendita online qui o in qualche caffè letterario.

Dal momento che mi occupo di luoghi e luoghi narrati, il progetto di Adriano Giannini ha da subito attirato la mia attenzione, in quanto si tratta di un modo diverso di percepire e raccontare. In particolare avevo una curiosità: come nasce una miscela? Come si fa a racchiudere l’essenza di un posto in una bustina da tè? Mi domandavo se a determinarne il gusto, fosse più l’emozione che quella determinata città suscitava, un po’ come si fa a parole, o piuttosto il sapore della sua tradizione culinaria. E la scelta degli autori come veniva fatta?

È un po’ come parlare del testo e della musica di una canzone  – mi ha risposto Adriano – a volte nasce prima la musica e altre il testo. […] L’idea di fondo è che il racconto debba proseguire con il sapore; ovvero quello che si è letto con gli occhi si dovrebbe poter gustare col palato.

All’azienda che produce il blend viene proposto un ventaglio di possibili ingredienti e viene poi affinata e scelta insieme la miscela giusta. Trovo affascinante il fatto che ad esempio, nel caso di Pompei, l’autrice del testo, una guida pompeiana, abbia suggerito di utilizzare alcuni ingredienti raffigurati negli affreschi e nei mosaici del sito archeologico, come a voler racchiudere in quella piccola bustina, secoli di storia tuttora tangibile.
L’autore, mi spiega, viene scelto per le sue connessioni con il tema, il personaggio o il luogo oggetto della teabag, ma fondamentalmente ciò che gli viene richiesto è di riuscire a coglierne l’essenza e riuscire a restituirla in un breve testo, in modo semplice, ma non banale, perché possa essere alla portata di tutti.

La novità di quest’estate sono gli Scrigni, ovvero cofanetti tematici.
Potevo non innamorarmi dello Scrigno Narraté Dante con il quale, proprio come nella mia guida letteraria L’Italia con gli occhi di Dante. Guida del viaggiatore, si propone un viaggio attraverso alcuni dei luoghi maggiormente legati alla sua memoria? Firenze, Roma, Bologna…
(del libro ne abbiamo parlato qui).

L’Italia con gli occhi di Dante

E che dire degli scrigni Grand Tour, suddivisi, proprio come le celebri guide Baedecker, in Scrigno Grand Tour Nord Italia, e poi centro e sud; o ancora lo Scrigno Grand Tour storico con diversi possibili percorsi attraverso i siti di maggiore attrattiva storica.
L’Italia da secoli si presenta come un museo a cielo aperto agli occhi di quei viaggiatori stranieri che, dall’epoca del Grand Tour n poi, manifestano il più assoluto interesse per le nostre città d’arte e per quei personaggi che l’hanno resa celebre nel mondo.
Racchiudere l’essenza di questi itinerari in un piccolo scrigno offre la possibilità di molteplici e infiniti viaggi da compiere ancora, dopo il ritorno a casa, un po’ come rileggere il proprio diario di viaggio. E’ sicuramente un nuovo modo di gustare, assaporare e apprezzare l’identità di un luogo.

E per ogni viaggio che si rispetti, oltre alla meta, decisiva è la scelta dei propri compagni di viaggio. Che sia reale o immaginario in questo caso ha poca importanza: le proposte di Narratè si abbinano alla perfezione.
E voi… siete già rientrati dalle vacanze o sognate nuove mete?

Raffaella Cavalieri