La pizza va in tour

E se a fare il giro del mondo fosse uno dei nostri piatti più tradizionali? La pizza napoletana sta per attraversare il pianeta in tutta la sua fragranza: a fine ottobre, sarà Tokyo ad ospitarla per prima, seguita da Shangai, Pechino e Taiwan nel mese di novembre. Nel 2014 sarà la volta della Russia, a Sochi, per i Giochi Olimpici invernali di febbraio, mentre Rio de Janeiro (Brasile) sarà la tappa di giugno e luglio, in occasione del Mondiali di Calcio 2014.

Il tour fumante è stato richiesto all’Associazione Pizzaiuoli Napoletani in occasione della terza edizione del Napoli Pizza Village (www.pizzavillage.it), appena concluso, che passerà alla storia proprio per le richieste di ospitalità del format. Il giro del mondo consentirà di promuovere non solo la pizza e gli ingredienti nostrani che la compongono, ma anche l’immagine di Napoli e della Campania.

Napoli Pizza Village è una manifestazione completa e polivalente, realizzata grazie al sostegno e all’impegno del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, del Comune di Napoli e dei partner commerciali. Si tratta di un’occasione per gli operatori del settore, ma soprattutto per il pubblico dei grandi eventi (cabaret, musica, laboratori, performance sportive e spettacolari), animato dalla presenza di circa quaranta tra le più rinomate pizzerie napoletane. Ogni volta, pizzaioli provenienti da ogni parte del mondo si sfidano in diverse categorie di gara, offrendo uno spettacolo irripetibile di abilità ed esperienza.

“La pizza deve diventare ambasciatrice italiana nel mondo, non solo come prodotto gastronomico ma anche per la sua notorietà nazionale all’estero”, ha dichiarato il Ministro delle Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo, in occasione della sua visita all’evento. A guardare bene, questo è l’intento dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani sin dalla sua nascita, avvenuta nel luglio 1998, quando un gruppo di professionisti e appassionati si è riunito con l’intento di rivalutare e preservare una delle professioni più antiche della tradizione napoletana: il pizzaiolo. Oggi come allora, l’obiettivo è riuscire a tramandare l’arte della manipolazione della pizza alle nuove generazioni, perpetuando la tradizione e offrendo una concreta opportunità di inserimento nel mondo del lavoro.