“Oasis” fa 200

Quando le candeline da spegnere sono duecento, il compleanno è di quelli importanti. In quel soffio, ci sono ventisette anni di reportage, immagini e suggestioni che hanno diffuso tra i lettori il desiderio di viaggiare in un mondo sterminato, unico ma immensamente fragile. Era il 10 gennaio 1985. Sandro Pertini era il presidente della Repubblica, una tazzina di caffè costava 400 Lire e un litro di benzina 1.200. Proprio quel giorno, in edicola, compariva per la prima volta una rivista destinata a entrare nella storia dell’ambientalismo italiano. Sulla copertina, dentro una cornice tutta bianca, campeggiava un cervo dalle corna giganti e le zampe affondate nella neve. Sulla sua testa, un nome evocava luoghi esotici e lontani: “Oasis”.

Era ancora lontana l’epoca di Internet e del clic veloce che ti apre le porte del mondo. In quegli anni, erano solamente i giornali come questo a far entrare nelle case degli italiani – spesso per la prima volta – animali sconosciuti, paesi di cui neppure si conosceva il nome, popoli e culture di luoghi lontani. Con la sua vocazione per le esplorazioni, “Oasis” nasce da una felice intuizione di Paolo Fioratti, subito raccolta dall’editore Sergio Musumeci, che trasformano il sogno di pochi appassionati di fotografia e di storia naturale in un’impresa editoriale che oggi occupa un posto d’onore nella storia dell’ambientalismo e delle scienze in Italia.

Sulle sue pagine, “Oasis” ha raccontato il pianeta con monografie ampie, aggiornate, approfondite, scritte da specialisti capaci di comunicare e appassionare i lettori. Ha affrontato temi scottanti con garbo, ha riferito fatti sconosciuti come nessun altro periodico italiano e pochissimi al mondo sono riusciti a fare. A contribuire si sono alternati fisici, biologi, ambientalisti, antropologi, botanici, zoologi, economisti e imprenditori. Il loro contributo ha reso “Oasis” non solo una splendida galleria di immagini, ma anche un impareggiabile strumento di progresso culturale e sensibilizzazione verso il rispetto del pianeta e dei suoi abitanti.

In questi giorni, la rivista ha tagliato un traguardo importante, con l’uscita nelle edicole del numero 200. Una copia speciale, arricchita dalle firme più autorevoli della ricerca e della divulgazione, come Margherita Hack, Mario Tozzi, Danilo Mainardi e Folco Quilici, e le immagini dei più grandi maestri internazionali della fotografia naturalistica. “Oasis è un po’ come quegli organismi eternamente giovani e che hanno successo nella lotta della vita perché funzionano troppo bene per essere cambiati”, scrive nel suo editoriale il direttore scientifico, Francesco Petretti. “Non abbiamo avuto bisogno di imitare format di più largo consumo, ma destinati a snaturare lo stile del nostro prodotto editoriale, non abbiamo mai sentito il bisogno di rinunciare alla qualità delle immagini e della stampa anche se questa, ahimè, ha comportato costi crescenti e ha costretto la redazione e gli autori a stringere la cinghia”.

“Oasis” è ben voluta e apprezzata, aggiunge il direttore, e questo grazie ai suoi autori e ai suoi fotografi che girano il mondo, le foreste e le savane, i deserti e gli oceani, “che hanno fatto del reportage attento e raffinato il loro stile di vita, grazie ai suoi redattori e ai suoi collaboratori che con competenza e passione fanno in tre il lavoro che normalmente verrebbe ripartito fra dieci persone, grazie all’editore che con un po’ di sana follia continua a sostenere la rivista e soprattutto grazie a voi, cari lettori, che da anni ci seguite con passione e amore e fate sentire ogni momento, attraverso le vostre critiche e i vostri suggerimenti, che considerate Oasis la vostra rivista”. Non rimane che correre in edicola e sul web: http://www.oasisweb.it/.

 

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