Rounditaly Cruise

È tutto pronto. Condizioni meteo permettendo, il prossimo 3 maggio il navigatore milanese Guido Grugnola partirà per la terza tappa della sua circumnavigazione dell’Italia in kayak, in solitaria e senza assistenza. Dopo la prima “puntata” da Trieste a Ventimiglia nel 2011 e intorno alla Sicilia nel 2012, questa volta tocca alla Sardegna. Con le ultime 600 miglia, si chiuderà l’ambizioso progetto “Rounditaly Cruise” (www.rounditalycruise.it), che si propone di presentare il patrimonio paesaggistico e naturalistico dell’intero litorale italiano salvandolo da ogni forma di abuso e degrado.

Anche questa volta, la navigazione – scandita da gesti e procedure sperimentate – consentirà di effettuare riprese fotografiche e video del litorale da distanza ravvicinata, che sveleranno da una prospettiva inedita i litorali più sconosciuti della Sardegna per condividere oltre al patrimonio naturalistico anche l’urbanizzazione delle coste, affinché lunghi tratti di questo meraviglioso litorale possano venire salvati o riqualificati per le generazioni future.

IL PROGETTO NAVALE
Grugnola ha scelto il kayak per le sue doti marine straordinarie che, abbinate a un’adeguata preparazione, permettono di navigare in completa autonomia in molte condizioni di mare. Si tratta dell’unica barca che esiste da millenni: nell’antichità, quando tutte le civiltà costruivano imbarcazioni scavando grossi tronchi o accostando pesanti tavole per il fasciame, le popolazioni Inuit già tendevano, cucivano e ingrassavano sottili pelli animali su delicate strutture in osso e legno. Oggi, seppure costruiti utilizzando materiali diversi, i moderni kayak posseggono le stesse linee d’acqua e caratteristiche di quelli di 4500 anni fa.

La navigazione in kayak è profondamente diversa da quella di qualsiasi altra barca: per prima cosa, non inquina, per cui si può osservare senza disturbare la flora e la fauna degli anfratti più nascosti come da nessuna imbarcazione più grande o motorizzata. Grazie alle mani sempre a contatto con l’acqua, viene percepito immediatamente qualsiasi cambiamento, anche minimo, della temperatura, della salinità e del vento, navigando anche a un solo metro dalla costa o tra gli scogli e la terraferma, dove nessun’altra barca può passare.

Ma ci sono anche gli aspetti più suggestivi: spostandosi nel silenzio più assoluto, si possono sentire i rumori più delicati come il rotolare subacqueo di un grosso sasso nella risacca di una spiaggia tra due scogliere o il fruscio generato dalle migliaia di tuffi ripetuti di un banco di acciughe.

Il kayak è simbolo di libertà, perché permette di scegliere qualsiasi rotta: “Passo tra questi scogli o passo tra questi altri?”, “Attraverso la baia al tramonto scivolando sopra le reti già posate o sfioro il bagnasciuga osservando i sassolini della spiaggia passare nell’acqua cristallina sotto di me?”. In questo modo, si entra a contatto con luoghi, cieli, piante e animali, ricordandoci in ogni istante il rispetto per la biodiversità della terra che abitiamo.

 

Abbiamo parlato di Guido Grugnola anche in La Sicilia in kayak

 

Clicca per leggere altri articoli della sezione News